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Yacht Scheherazade sequestrato, Gozzani (Cgil): «Gli unici preoccupati per i lavoratori eravamo noi»

Il segretario della Cgil di Massa-Carrara: «Richiamiamo l’azienda alle proprie responsabilità, perché la scelta di determinate lavorazioni che implicano un alto rischio è completamente la loro»

CARRARA – “Dal momento in cui si sono susseguite le voci per le quali all’interno di The Italian sea group ormeggiasse lo Scheherazade, mega yacht da 150 metri associato a Vladimir Putin, gli unici a manifestare preoccupazione per un ricaduta critica sul futuro dei lavoratori siamo stati noi della Cgil, disinteressati dalla ricerca ossessiva e sensazionale su chi fosse il proprietario”. Inizia così la riflessione di Paolo Gozzani, segretario della Cgil di Massa-Carrara, dopo la notizia del congelamento dello yacht a seguito di un decreto firmato dal ministro Franco.

“Noi invece – prosegue Gozzani – da subito ci siamo preoccupati che in un cantiere pubblico dove gravitano centinaia di lavoratori si stava verificando una situazione che sarebbe potuta concludersi con un sequestro e con una conseguente inagibilità di un grande spazio del cantiere, privandolo così della possibilità per altre lavorazioni, abbiamo condannato questa triste vicenda, che è stata affrontata con assenza di trasparenza, con tanta omertà e con nessuna considerazione e rispetto per le istituzioni locali, per un territorio e soprattutto per i lavoratori, che hanno il diritto di sapere per chi lavorano e quali sono le proprie prospettive. Richiamiamo l’azienda alle proprie responsabilità, perché la scelta di determinate lavorazioni che implicano un alto rischio è completamente la loro”.