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Il progetto da 11 milioni per il ‘Barsanti’ di Massa: i cantieri entro il 2026 foto

Finanziata la candidatura presentata dalla Provincia di Massa-Carrara per la demolizione e ricostruzione dell'edificio principale

MASSA – Ottime notizie per l’edilizia scolastica della Provincia di Massa-Carrara. Attraverso il Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il progetto di demolizione e ricostruzione dell’Istituto di Istruzione Superiore Ipsia di Massa è stato ammesso ad un finanziamento di 10 milioni e 982 mila e 400 euro. La candidatura, presentata lo scorso febbraio, è stata possibile solo grazie ad una stretta e instancabile collaborazione fra la Provincia e la dirigenza scolastica, poiché il bando, che era stato pubblicato poco tempo prima delle vacanze natalizie, aveva tempi strettissimi di partecipazione.

Ieri, sabato, ai piani nobili del Palazzo Ducale di Massa è stato presentato e approfondito l’importante risultato raggiunto. Presenti Gianni Lorenzetti, presidente della Provincia di Massa-Carrara, Stefano Alberti, consigliere provinciale capogruppo di maggioranza, la professoressa Langella Addolorata, dirigente scolastica dell’Istituto Barsanti e la dottoressa Marina Tongiani, responsabile del Servizio Patrimonio e Fabbricati della Provincia.

«Aver raggiunto questo obiettivo è per noi fonte di grande soddisfazione – ha dichiarato il presidente Lorenzetti – conferma il grande lavoro svolto da parte dell’Amministrazione provinciale sulle scuole superiori che si va ad aggiungere ai finanziamenti già ottenuti. È la dimostrazione di un grande lavoro di squadra che lavora in maniera coesa: dai dipendenti, tecnici e amministrativi, fino al Consiglio provinciale. È però solo un ulteriore risultato di una sfida continua e impegnativa alimentata dal fatto che il Pnrr assegna una  scadenza dopo l’altra fino a quella che impone la fine dei lavori, compresa la rendicontazione, entro il 31 marzo 2026». La graduatoria approvata dal Ministero dell’istruzione sulla Missione 2 del Pnrr, relativa alla costruzione di nuove scuole mediante sostituzione di edifici, ha finanziato in tutta Italia 216 interventi, di cui 27 tra province e città metropolitane: la Provincia di Massa-Carrara è l’unica in Toscana ad esservi stata inserita.

«Non capita tutti i giorni di arrivare ad un finanziamento così importante – sottolinea Stefano Alberti –  voglio sottolineare che in questi anni tutto l’ente, sia la parte tecnica che quella politica ha lavorato instancabilmente e con impegno per creare le condizioni affinché arrivassero questi risultati. A 50 milioni di euro, quelli ad oggi finanziati per avviare gli interventi anche all’Istituto alberghiero, al Tacca e allo Zaccagna, in una Provincia come la nostra non ci si arriva per caso, ma significa che dietro c’è un grande lavoro tecnico e politico».
L’edificio del Barsanti risale al 1958, risulta quindi datato anche da un punto di vista delle funzionalità richieste ad una scuola moderna. Dopo averlo sottoposto ad un processo di verifica di vulnerabilità sismica che aveva evidenziato la non economicità di un intervento di adeguamento, la Provincia ha preso la decisione di prevedere la demolizione e la ricostruzione dell’ala principale.

«Voglio fare i complimenti al presidente, all’architetto Tongiani e a tutto lo staff – spiega Langella – anche perché questo progetto è stato scritto in tempi veramente molto stretti. Voglio anche ringraziare per aver scelto il Barsanti fra tutta la Provincia che sicuramente aveva bisogno urgente di un intervento di questo tipo. Apprendo un po’ dispiaciuta la questione dell’esclusione dal finanziamento della ricostruzione anche delle officine che rappresentano un po’ il cuore di tutta l’attività didattica in un istituto professionale. Sicuramente troveremo un modo di intervenire anche sulle officine perché l’Ipsia Barsanti è puro professionale meccatronico ed elettrico e le officine sono fondamentali».

Come sarà il nuovo Barsanti? Lo dice già il nome della piattaforma ministeriale sulla quale sono stati pubblicati avvisi e graduatorie: Futura, la scuola per l’Italia di domani. Sarà quindi innanzitutto un edificio attento all’efficientamento energetico e all’ecosostenibilità ambientale. Avrà un occhio di riguardo per i principi relativi agli spazi che, in chiave pedagogica, vedranno ambienti più aperti, diversificati e articolati, riconfigurabili grazie ad un filo rosso che farà da collante fra di loro. Risponderà anche al principio di benessere, declinato in diverse modalità, al fine di garantire quello olfattivo e quello di qualità dell’aria per gli studenti: si pensi per esempio all’esigenza di ricambio d’aria per evitare elevate concentrazioni di anidride carbonica che influiscono negativamente sulla capacità di concentrazione o a quella di ricambio dell’aria per ridurre la quantità di aerosol potenzialmente portatore di agenti patogeni in casa di pandemia. La nuova scuola punterà anche al benessere termo-igrometrico, garantendo un risparmio energetico e comfort ambientale, e al benessere ottico-luminoso, visivo e acustico.

«Anche io ringrazio i presenti perché trovare un presidente come Gianni Lorenzetti per me è stata veramente una svolta anche professionale – aggiunge in conclusione Tongiani –  perché non solo è una persona politicamente molto valida ma riesce anche a captare la parte tecnica. Mi ha dato tante volte spazio per poter portare avanti le mie idee tecniche che avevano la finalità di investire in scuole nuove e non continuare negli adeguamenti, mantenendo per forza gli stabili, per questioni di mera continuità generazionale». Il costo dei lavori è stimato in 8 milioni e 500 mila euro a cui andranno aggiunti gli oneri di legge, l’Iva e le spese di progettazione.

Adesso si aprirà una fase, curata dal Ministero, che porterà alla scelta di chi si occuperà dello studio di fattibilità preliminare. Inoltre il Pnrr prevede già tutte le scadenze da rispettare perentoriamente: entro la fine del 2022 dovrà essere assegnata la progettazione definitiva ed esecutiva; entro il 30 giugno del 2023 dovranno essere validati i progetti; entro la fine del 2023 dovrà avvenire l’aggiudicazione dell’appalto; entro il 31 marzo 2026 l’avvio dei cantieri, la fine dei lavori e la rendicontazione.