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Stalli per disabili occupati abusivamente, lettera al direttore del Noa: «Basta giustificazioni»

Scambio di missive tra Giuliano Biselli e il cittadino che aveva denunciato l'occupazione dei soli due stalli per diversamente abili

MASSA – Stalli per disabili occupati abusivamente e proprio nei parcheggi davanti all’entrata dell’ospedale, il Noa: un comportamento che ha suscitato l’indignazione e la rabbia di un cittadino, Fabio Mencucci, che ha così scritto al direttore dell’ospedale delle Apuane, Giuliano Biselli. Lo scambio di missive tra i due in sostanza evidenzia da parte del direttore la impossibilità di intervento da parte della Asl sulle condotte abusive nel parcheggio dell’ospedale e un tentativo ancora in corso da parte dell’ospedale di prorogare una convenzione con il Comune di Massa perché la polizia municipale sorvegli il parcheggio nelle pertinenze esterne dell’ospedale.

Sul tema del parcheggio a pagamento, il direttore alza le braccia, affermando che fa parte del capitolato del project financing su cui, sostiene il medico, lui non ha voce in “capitolo”. Il cittadino rivendica a questo punto, in replica, il diritto di vedere rispettati i suoi diritti senza dover assistere a rimpalli tra autorità. Leggiamo infatti le due missive: «Gentile Sig. Mencucci — scrive Biselli in risposta al reclamo — vengo qui a rispondere alla sua denuncia datata 3/5/2022 in merito agli episodi di occupazione dei due posti auto riservati ai disabili davanti all’ingresso principale dell’Ospedale Apuane da parte di veicoli non muniti di contrassegno. È opportuno che si sappia che questa direzione di presidio ha cercato in tutti i modi, ancorché per ora inutilmente, di prorogare una vecchia convenzione col Comune di Massa che, fino al 2019, aveva garantito da parte della Polizia Municipale, il controllo della viabilità nelle pertinenze esterne dell’Ospedale Apuane e l’intervento a chiamata in caso di necessità» scrive Biselli che aggiunge e sottolinea: «Nello specifico voglio anche ricordare che nessuno, tra il personale dipendente Asl, può essere autorizzato a richiedere la rimozione di un veicolo che sosti abusivamente in un posteggio riservato ai disabili, a meno che lo stesso non rappresenti un intralcio alla viabilità dei mezzi di soccorso».

C’era poi il tema, nella lettera del signor Mencucci, dell’opportunità dei parcheggi a pagamento dell’ospedale in merito al quale il direttore del Noa risponde: «Per quanto riguarda i parcheggi a pagamento, gli stessi fanno riferimento al capitolato con cui è strato attivato il project financing dell’Ospedale Apuane; la direzione aziendale, dunque, nulla può agire in difformità dal capitolato stesso, compresa la individuazione di stalli aggiuntivi a parcheggio libero. Peraltro il numero di stalli riservati ai disabili all’interno del perimetro ospedaliero è risultato conforme alla normativa e sono presenti stalli dedicati anche nel parcheggio paganti».

«Pregiatissimo Dr. Biselli — scrive nuovamente al direttore del Noa, Mencucci con alcune righe tanto brevi quanto incisive — intanto la ringrazio per la rapidità con cui ha risposto alla mia in argomento. Allo stesso modo colgo l’occasione per farlo anche con il sig. dirigente “pro tempore” la Polizia Municipale del Comune di Massa, nella persona del dottor Giuliano Vitali, il quale mi ha fatto giungere questa mattina la risposta di quell’Ufficio che in sintesi, Dr. Biselli, conferma le sue dichiarazioni. In quel documento manca tuttavia ogni riferimento alle sollecitazioni che, stando a quanto Lei mi scrive, la Direzione di Presidio dell’Ospedale Apuane, avrebbe fatto al Comune di Massa. Ciò premesso, essendo chi scrive ovviamente impossibilitato a sapere come realmente si sarebbero svolti i fatti, senza per questo voler dubitare della veridicità di quanto Lei scrive, vorrei che fosse chiaro, la sua dichiarazione avvalora purtroppo oltremodo la mia osservazione rappresentata nel mio esposto: ovvero che il rimpallo di responsabilità tra un’amministrazione pubblica ed un’altra, al cittadino poco interessa e ancor meno gli serve. Infatti egli, che secondo la nostra Costituzione è “sovrano”, vuole vedere i fatti, e non leggere o sentire giustificazioni da uno a più soggetti a vario titolo interessati e competenti alla risoluzione di un problema grave, come lo è quello da me rappresentato».