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Tac mobile a Fivizzano e gel disinfettante al Ps del Noa, l’Asl risponde a Benedetti foto

MASSA-CARRARA – “In merito all’esposto del 25 aprile scorso presentato dal signor Stefano Benedetti a proposito della Tac mobile collocata all’esterno dell’ospedale di Fivizzano è doveroso fare alcune precisazioni”. La Asl interviene per rispondere ai diversi interventi di Stefano Benedetti, presidente del Consiglio comunale di Massa che era intervenuto in qualità di rappresentante di Forza Italia. “Il mezzo mobile per l’esecuzione degli esami Tac è stato posto temporaneamente all’interno del parcheggio asfaltato dell’ospedale di Fivizzano, dove rimarrà fino al momento della sostituzione dell’apparecchio (si prevede che i lavori  siano conclusi nella prima metà di giugno). Si tratta di lavori di manutenzione che si rendono necessari per la sostituzione della Tac. La Tac mobile, così com’è costruita in tutte le sue componenti, risulta perfettamente a norma di legge ed è realizzata per essere spostata, a seconda delle periodiche esigenze, in qualsiasi ospedale; è su mezzo gommato ed è dotata, sia di accesso a mezzo scala, sia tramite pedana idraulica per sollevamento barelle”.

“Lo spazio esterno dove è stato collocato il mezzo mobile è in asfalto, quindi non preclude né la deambulazione, né l’accesso in sicurezza da parte dell’utenza ed è stato valutato come sede idonea a seguito di numerosi sopralluoghi effettuati dall’ufficio tecnico, dalla società che ha l’appalto della Tac mobile e dalla ditta che ha provveduto alla progettazione e realizzazione del prefabbricato antistante al mezzo. L’attuale disposizione è stata valutata come la miglior logistica di accesso, sia dal pronto soccorso, sia dall’esterno, inoltre nell’area scelta vi è anche la possibilità  di  usufruire dell’elettricità necessaria al funzionamento. Per migliorare la pavimentazione è stata comunque  chiesta una ulteriore verifica all’ufficio tecnico. La decisione di installare un prefabbricato (definito “baracca”) di fronte all’accesso del mezzo mobile, non richiesto per legge, è stata presa per garantire una maggior privacy ai pazienti e come protezione dalle intemperie. Gli esami si svolgono all’interno del mezzo mobile a porte chiuse”.

“Il mezzo mobile ed il prefabbricato sono sottoposti alle procedure di sanificazione periodica con le stesse tempistiche e modalità di un locale Tac interno all’ospedale. Dalle fotografie allegate all’esposto è inoltre possibile vedere come siano stati predisposti i contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti sanitari e non. Per quanto riguarda la presenza di mozziconi di sigarette, si ricorda che è vietato fumare nelle strutture sanitarie e negli spazi esterni di pertinenza e che la vigilanza è garantita anche presso il mezzo mobile. Invitiamo ancora una volta tutti i frequentatori della struttura ospedaliera a collaborare in tal senso”.

“Mentre, per quanto riguarda lo specifico caso menzionato da Benedetti sul presunto ritardo nell’esecuzione della prestazione, dalla ricostruzione effettuata mediante i sistemi informatici si evince che dall’accettazione della paziente, all’esecuzione dell’esame sono trascorsi circa 30 minuti: accettazione della prestazione allo sportello della radiologia avvenuta alle ore 8:12; posizionamento della paziente sul lettino della Tac alle ore 8:30; esame ultimato alle ore 8:40. I minuti intercorsi tra accettazione e termine dell’esame Tac sono giustificabili con le attività, che rientrano nei tempi tecnici di esecuzione della prestazione: tragitto della paziente, dopo l’accettazione, dalla radiologia al mezzo mobile; ingresso nella Tac mobile mediante pedana idraulica; identificazione della paziente, anamnesi pre-esame, preparazione; posizionamento sul lettino”.

“Comprendiamo i disagi che questa soluzione temporanea procura, anche se ripetiamo che si rende necessaria per garantire l’effettuazione di esami Tac (principalmente per esigenze di pronto soccorso, ma anche per alcune prestazioni prenotate tramite Cup prima dell’inizio dei lavori di manutenzione) che altrimenti sarebbero sospese fino alla sostituzione dell’apparecchio”. In ogni caso, dal giorno di inizio dell’operatività della Tac mobile, non sono giunte segnalazioni di protesta o malcontento da parte di altri utenti”.

“Sempre Benedetti ha presentato l’esposto che segnalava la mancanza di gel alcolico in un contenitore del corridoio di accesso esterno ai locali del pronto soccorso e non all’interno come erroneamente documentato da Benedetti”. “Facciamo presente che – continua la Asl – all’interno di tutti i setting del Noa viene svolto un costante monitoraggio da parte del personale sanitario e della ditta di pulizie, affinché tutti i locali siano dotati del materiale necessario per l’igiene dell’utenza e del personale (gel idroalcolico, sapone, carta). Com’è chiaramente comprensibile, non è possibile mantenere una sorveglianza continua sulle centinaia di contenitori di gel presenti in ospedale affinché questi, appena esauriti, siano sostituiti istantaneamente, considerato anche che più volte, soprattutto in fase emergenziale, l’ospedale ha subito episodi di consumo inappropriato di gel da parte dell’utenza se non di veri e propri furti dei contenitori. Rassicuriamo Benedetti sul fatto che tutti gli accessi del Noa sono presidiati da personale sanitario che verifica per tutti gli utenti e visitatori sia il corretto posizionamento della mascherina che la sanificazione delle mani. Infatti, tutti gli utenti che accedono al pronto soccorso o che devono passare dalla postazione di pretriage, sono monitorati da  un infermiere che fa sanificare le mani prima di controllare i pazienti che necessitano di cure”.

“Il contenitore di gel preso di mira nell’esposto è collocato nel corridoio esterno al pretriage, ciò al fine di consentirne l’utilizzo anche agli accompagnatori che attendono all’esterno notizie sullo stato di salute dei propri cari. È possibile comunque che questo flacone, non direttamente presidiato si consumi più rapidamente del previsto o sia trafugato. Siamo certi  che  in questo caso sarebbe più opportuno segnalarlo immediatamente al personale del pretriage affinché venga ripristinato celermente, anziché limitarsi a scattare fotografie; in tal modo, non solo l’impegno richiesto è decisamente inferiore rispetto ad un esposto, ma anche il beneficio per la collettività è sicuramente superiore”.  “Ricordiamo infine come l’ospedale sia parte integrante della collettività. Invitiamo chiunque si trovi a transitare all’interno dei nostri presidi, come paziente, utente o visitatore, a segnalare direttamente al personale sanitario o alla direzione sanitaria qualsiasi carenza, affinché insieme si possa intraprendere un percorso di miglioramento”.