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Cisl-Fp: «Il Cima di Aulla in carenza di personale, serve un forte investimento governativo»

«Solo nuove assunzioni potrebbero essere l'inizio di inversione di tendenza per la sicurezza occupazionale dei giovani e per ridare un pochino di respiro ad una economia lunigianese che langue»

AULLA – Il Centro Interforze Munizionamento Avanzato (Cima) di Aulla (Massa-Carrara) è in carenza di personale.  A denunciare la situazione critica è la Cisl-Fp, che ribadisce la necessità di un forte investimento governativo che dia impulso e nuova linfa di organico alle lavorazioni, essendo il Centro di assoluta avanguardia dal punto di vista tecnologico a livello internazionale.

«Già in passato abbiamo segnalato a tutti i livelli la necessità di un attenzionamento e  – dichiara Enzo Mastorci segretario Cisl-Fp Toscana Nord – di un forte investimento per dare continuità alle lavorazioni e mantenere alto il livello delle competenze. In questo senso deve essere indirizzato lo sforzo della politica locale, regionale e nazionale. Siamo passati – spiega Mastorci – da 281 dipendenti del 2015 ai 121 del 2022 e lo stabilimento è ormai al limite del collasso. Serve una decisa inversione di tendenza per garantire la qualità del lavoro».

A fare visita al Centro Interforze Munizionamento Avanzato ad inizio mese anche la senatrice Stefania Pucciarelli sottosegretario al  Ministero della Difesa congiuntamente al sindaco di Aulla Roberto Valettini: «La visita del vice Ministro è stata fortemente voluta dalla Cisl Funzione Pubblica – continua Mastorci – un’iniziativa volta a far conoscere la realtà dello stabilimento, un polo di eccellenza a livello nazionale e per alcune attività anche nel panorama Europeo. Nonostante il centro sia un’eccellenza sotto il profilo tecnologico, è fonte di preoccupazione da alcuni anni la carenza di personale, che è inevitabilmente in continua diminuzione per effetto del collocamento a riposo dei lavoratori e del mancato turn over. Ad oggi il personale in servizio è ridotto del 60% rispetto alla tabella organica inserita nel decreto di struttura stabilito dal D.Lgs 244/12. La mancanza di turnover potrebbe mettere mette a forte rischio le lavorazioni nelle officine, ma soprattutto si perderebbe il “Know How” necessario per trasferire le conoscenze ai futuri occupati».

È di recente emanazione un Dpcm che autorizza a bandire un concorso pubblico nazionale per l’assunzione di 2430 dipendenti civili della difesa, una parte di questi nuovi dipendenti potrebbero essere destinate proprio al centro Cima: «Solo nuove assunzioni – conclude Mastorci – potrebbero essere l’inizio di inversione di tendenza per la sicurezza occupazionale dei giovani e per ridare un pochino di respiro ad una economia lunigianese che langue».