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Messa in sicurezza Carrione, a maggio via ai lavori per l’alveo di magra

Ripartono i cantieri delle opere previste dal Masterplan della regione per la messa in sicurezza lungo il Carrione con la risagomatura della parte centrale

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CARRARA – Avranno inizio il prossimo 5 maggio i lavori per la realizzazione dell’alveo di magra nel torrente Carrione, nel tratto a valle del ponte ferroviario e termineranno a settembre 2023. Leggiamo sul report della Toscana come, eseguendo il Masterplan della regione messo a punto sulla base dello “Studio idraulico del torrente Carrione con analisi dei possibili interventi per la mitigazione dei rischi” dell’università di Genova, la regione abbia affidato alla Hydea Spa – Cooperativa Civile Stp la progettazione definitiva ed esecutiva dell’intervento con realizzazione di un alveo di magra nella parte centrale del torrente Carrione, nel tratto dal ponte a mare fino al ponte Anas.

Lungo circa 800 metri a partire dalla foce il nuovo alveo si otterrà scavando e asportando il materiale scavato dalla parte centrale del fondo del Carrione: « Con risagomatura a forma trapezioidale e protezione dell’alveo per mezzo di massi ciclopici, di dimensioni di circa 1.0×0.7×0.6 m. Si prevede, per alcuni tratti particolari, la cementazione dei massi ciclopici gettati mentre in generale si riempiranno i vuoti con materiale di riporto».

Nel report vengono spiegate le ragioni della cementificazione ( per la quale si prevede l’uso di una betoniera), dei massi nei 3 punti del tratto: iniziale, finale e in corrispondenza della variazione di pendenza: « Il motivo di questo accorgimento è dovuto al fatto che, in corrispondenza di discontinuità geometriche del corso del torrente, si verificano fenomeni erosivi che richiedono quindi elementi a maggiore resistenza nei confronti di questo tipo di azioni. In fase di cantiere le operazioni di intasamento dei massi in calcestruzzo avverranno mediante una betoniera posizionata in  “via argine destro del Carrione” e la viabilità dovrà essere interrotta e regolata da opportuna segnaletica  e da movieri».

La lunghezza del tratto interessato dai lavori e il pericolo dell’onda di piena per il Carrione che  possiede un carattere torrentizio, si legge nel report della regione Toscana, spiegano il motivo  della durata dei cantieri e il perché avvengano concentrati durante i mesi estivi ( da maggio a  settembre 2022 per poi riprendere a maggio del 2023 e terminare a settembre dello stesso anno): «A causa delle condizioni dell’ambiente in cui si opera, ossia del contesto urbanizzato e  del carattere torrentizio del corso d’acqua con scarsi tempi di preavviso dell’ona di piene e insufficiente capacità di deflusso in presenza di ostacoli, si è deciso di concentrare le lavorazioni durante i mesi estivi (giugno, luglio ed agosto) in cui si registrano le minori portate del torrente e, vista la lunghezza del tratto interessato, verranno svolte nell’arco di 2 anni. Quindi in ciascun anno verranno eseguiti circa 400 m di intervento».

Le operazioni dovranno essere eseguite all’asciutto, si legge sempre nel testo della regione, per questo verrà usata una tura di monte ( una specie di chiusa provvisoria per recintare il tratto di terreno sommerso per poi prosciugarlo, in modo da potervi eseguire i lavori n.d.c.) alta circa 2.00 m rispetto alla quota dell’alveo attuale e sarà attraversata da due tubazioni. Inoltre: «Al fine di garantire una separazione tra area oggetto delle lavorazioni e l’area interessata dai bagnanti, si prevede di utilizzare la barra formatasi in corrispondenza del ponte di via Giovanni da Verrazzano come tura di valle».

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