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L’Accademia Apuana della Pace: «Quest’anno il 25 aprile non è festa»

MASSA-CARRARA – “Questo anno 2022, la festa del 25 aprile, che commemora la Liberazione dal nazifascismo, cade in un momento in cui in Europa c’è una guerra, causata dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Non si festeggia quando c’è una guerra in cui anche l’Italia è coinvolta con l’invio di armi”. Così in una nota l’Accademia Apuana della Pace, che sottolinea come il 25 aprile, quest’anno, non sia da vivere come una giornata di festa.  “Dopo la seconda mondiale fu evidente che le guerre si sarebbero combattute nelle città, anche con bombardamenti, contro civili. I padri costituenti all’articoli 11 della Costituzione sono stati molto chiari: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. L’Unione Europea e a l’Italia sono profondamente coinvolte in questa guerra, che supportano con l’invio di armi all’esercito ucraino, decisione presa al 3° giorno dell’invasione russa. Nello stesso tempo, l’Unione Europea, nonostante alcune sanzioni emesse, continua a finanziarie Putin e il suo governo e la guerra all’Ucraina, con l’acquisto di gas (1 miliardo di euro al giorno da parte dell’Unione Europea di cui 200 milioni di euro al giorno da parte dell’Italia) in modo incoerente e ambiguo con quanto sostiene. Chi ci rimette è il popolo ucraino, con la guerra , spietata come tutte le guerre moderne dove il 90 % delle vittime sono civili: donne, bambini anziani… con tutte le aberrazioni, distruzioni, e disumanità della guerra”.

“I tentavi di mediazione dell’Unione Europea sono stati balbettii – prosegue la nota – dopo solo 3 giorni si è dichiarato il sostegno all’esercito ucraino con l’invio di armi che ha favorito l’escalation della guerra e cancellato ogni possibilità di proporsi come mediatore . Qualcuno ci guadagna anche dalle guerre, sicuramente i fabbricanti di armi, e chi vuol ridisegnare il mondo secondo il proprio profitto, sulla vita/ morte dei civili. Oggi la Pace è sconfitta; riprendiamo le Coperte della Pace, tessute le prime dalle donne dei paesi a monte che hanno ricordato la resistenza e la resilienza delle donne nella lotta di Liberazione, da cui è nata la nostra Costituzione. Non tradiamola!”

“Il 25 aprile – annunciano infine dall’Accademia – nel pomeriggio saremo a Fosdinovo, al Museo della Resistenza, e a Massa alle ore 16 davanti al Duomo, con le Coperte della Pace per Fare Memoria, Tessere la Pace, Disarmate la guerra”.