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«Fermate quelle navi cariche di terre. I detriti vanno smaltiti secondo i termini di legge» foto

L’organizzazione di volontariato Apuane Libere: «Migliaia di tonnellate di montagna giornalmente lasciano Carrara, per il ripascimento dei porti liguri»

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CARRARA – Interviene sulle operazioni di riempimento con gli scarti del marmo dei cassoni per la costruzione di un nuovo molo a Sestri Ponente in provincia di Genova, l’associazione Apuane Libere. E non usa mezzi termini: «A seguito del grande clamore suscitato dalle recenti processioni di mezzi navali contenenti pezzi di montagna toscana verso i cantieri di Sestri Ponente, vuol annunciare la propria ferma opposizione a questo nuovo business mascherato da greenwashing, che, se andrà avanti in altri lidi, contribuirà ad accrescere ulteriormente uno dei 43 disastri ambientali a livello mondiale».

Apuane Libere punta il dito: «È da mesi – fanno sapere dal tritone apuano – che stiamo seguendo quella che viene spacciata dal sindaco di Genova Marco Bucci come “una delle più grandi operazione di economia circolare a livello europeo”, mentre non è altro che una vergognosa operazione per far sparire ciò che andrebbe smaltito secondo i termini di legge. Molti non sanno infatti, che gli imprenditori del settore lapideo apuo-versiliese, rei di stare smontando e commercializzando un’intera catena montuosa, non sanno più dove nascondere quell’eccesso di scarti di produzione che non possono più sversare dai fianchi dei monti per le nostre innumerevoli denunce ministeriali. Ma se davvero si definiscono virtuosi per l’ambiente soltanto per far passare questi “sottoprodotti” via mare e non via terra, forse si aspetteranno che qualcuno consegnerà loro una medaglia per tanta virtuosità… E questo premio all’ipocrisia per questa realtà ribaltata dagli imprenditori, circolare come i giri di parole dei sindaci e le prese di giro delle varie associazioni di categoria, non potrà che essere consegnata, a tutti coloro che abusivamente si vantano di usare il “suo” marmo ed il suo marchio per fare questo genere di mostruosità, dal grande Michelangelo in persona».

Le parole di Gianluca Briccolani, presidente di Apuane Libere, riferiscono di un «ecocidio» che si presenterebbe sotto mentite spoglie: «Purtroppo non ci stupiamo più — spiega – che la maledetta e trasversale politica toscana a tutti i livelli amministrativi, non perda occasione per fare e far fare profitti sulle spalle dell’ambiente e della salute di tutte e tutti. È veramente abominevole il fatto che affascinanti montagne sorte dal mare milioni e milioni di anni fa, stiano tornando allo stesso elemento a pezzettini: un vero ecocidio che, non solo si sta compiendo sotto il silenzio generale, ma che addirittura adesso viene spacciato per un inesistente economia circolare. Noi di Apuane Libere, grazie all’attività di vigilanza territoriale dei nostri volontari, sappiamo bene che, nella stragrande maggioranza dei casi, nei siti estrattivi apuani si cava per fare detrito e che molto spesso questi sottoprodotti sono accompagnati da terre avvelenate da metalli pesanti. Oltre a voler porre fine a questa vera e propria moda di “salvare” le spiagge ed i litorali italiani con le nostre amate montagne – conclude Briccolani – ci appelliamo agli organi preposti ai controlli ambientali, affinché analizzino quelle venefiche terre montane sversate in mare, poiché, molto probabilmente e conoscendo gli artefici, potrebbe verificarsi un altro caso keu».uell

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