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«Edilizia e caro materiali, risposte rapide per evitare la crisi»

Confapi Aniem Toscana e le OO.SS Fillea Cgil - Filca Cisl e Feneal Uil della Toscana si uniscono in un'unica voce per chiedere «correttivi urgenti per permettere alle imprese dell'edilizia di poter lavorare e allo stesso tempo di salvaguardare l'occupazione dei lavoratori e garantirne la continuità»

TOSCANA – L’associazione di categoria Confapi Aniem Toscana e le OO.SS Fillea Cgil – Filca Cisl e Feneal Uil della Toscana si uniscono in un’unica voce per chiedere “correttivi urgenti per permettere alle imprese dell’edilizia di poter lavorare e allo stesso tempo di salvaguardare l’occupazione dei lavoratori e garantirne la continuità”. “Serve un dialogo al fine di adeguare i costi delle opere ai sopraggiunti rincari rivedendo i prezzi dei contratti sottoscritti, per le opere in corso che e aggiornando i prezzari per quelle ancora da bandire” affermano gli operatori del settore. Prioritario è comunque intervenire sulle gare già assegnate, con un meccanismo di compensazione semplice ed automatico, altrimenti si rischia il blocco dei lavori in quanto i prezzi furono definiti in momenti in cui i costi e l’inflazione erano più bassi e, questa situazione, legata alla crisi di liquidità delle imprese e alla scarsità di materiali potrebbe determinare uno stallo completo rendendo vano ogni spiraglio di ripresa e mettendo a rischio la sussistenza stessa delle imprese e quindi dei posti di lavoro.  Per i lavori in corso le imprese stanno accumulando perdite e senza misure risolutive il peso dei rincari continuerà a gravare solo sulle spalle delle imprese e dei lavoratori”.

“Inoltre – prosegue la nota – potremmo pensare ad un meccanismo di adeguamento dei prezzi di alcuni materiali automatico al verificarsi di aumenti inflattivi rilevanti e, per altri materiali, un sistema di calmierizzazione davanti a possibili fenomeni speculativi. Infine, anche per alleggerire la pressione sulla rincorsa alla conclusione dei lavori piuttosto che all’approvvigionamento di materiali (scarsi), sarebbe necessario allungare i tempi per usufruire dei diversi incentivi come il bonus 110”.

Confapi Aniem, Fillea Cgil – Filca Cisl e Feneal Uil evidenziano infine come “mandare in gara opere sottocosto determinerebbe una impossibilità per le imprese di partecipare o, peggio, il rischio di concorrere non sulla qualità ma sui costi del lavoro e delle sicurezza, dopo tutto quello che è stato fatto per garantire la regolarità e la congruità dei lavori; per il bene dei lavoratori e delle imprese chiedono urgentemente che si trovi una giusta soluzione”.