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«Farmacie di continuità aperte per salvare i conti. Ma è inutile se manca il personale»

L'affondo della Uil Fpl Massa-Carrara: «La Regione punta a intercettare il margine di profitto dai pazienti in dimissione dagli ospedali»

MASSA-CARRARA – “Non è un mistero che la sanità toscana si trovi a fare i conti con i bilanci messi in ginocchio da due anni di pandemia. Per questo la Regione ora prova a recuperare terreno, o meglio risorse, cercando di limitare le spese e al tempo stesso abbattere le spese. Una manovra del tutto economica e finanziaria che però si basa su presupposti organizzativi che non reggono, secondo il classico schema del fare le nozze con i fichi secchi”. A intervenire sulla situazione della sanità regionale è la Uil Fpl di Massa Carrara.

“Il principio è semplice, lo impone la Regione e le aziende sanitarie locali lo dovranno applicare –spiega il segretario Claudio Salvadori -: tenere aperte su più turni le farmacie di continuità, quelle ospedaliere, e cercare di intercettare così tutti i pazienti in dismissioni per far acquistare qua i medicinali di cui hanno bisogno che garantiranno un abbattimento della spesa farmaceutica a favore dell’azienda sanitaria. Ma è un controsenso potenziare l’orario di apertura a fronte di una mancanza cronica di personale”.

Salvadori chiede alla direzione aziendale, prima di modificare l’orario, di “fare una ricognizione di personale per valutare l’effettiva possibilità di riuscire a garantire il servizio senza andare ad aumentare i carichi di lavoro sui dipendenti che sono già allo stremo”. Le linee guida regionali prevedono una forte contrazione dei costi per il budget della spesa farmaceutica e gli uffici si sono adoperati per verificare dove intervenire. Sulle medicine c’è un grosso margine da intercettare perché “le ricette prescritte dai medici dipendenti di aziende del servizio sanitario regionale nel 2021 sono state 843.119 con un costo a carico dello stesso di oltre 13 milioni di euro – prosegue la Uil Fpl -. Dati che per la Regione indicano la necessità di intercettare quelle risorse per ridurre le spese e garantire un incasso attraverso la distribuzione diretta dei farmaci ai pazienti in dimissione tramite le farmacie di continuità, appunto. Il costo da rimborsare alle farmacie convenzionate per questi farmaci è molto superiore ai relativi costi di acquisto da parte del Servizio sanitario regionale quindi vogliono evitare questa perdita”.

Per intercettare questo flusso, quindi, la Regione ha chiesto alle Asl a partire dal 31 marzo di far rispettare alle farmacie di continuità determinati orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, sabato dalle 8 alle 14 con chiusura solo nei giorni festivi. “Le aziende sanitarie faranno rispettare queste linee di indirizzo e dovranno indicare al settore regionale i farmacisti addetti per singola struttura – prosegue il segretario di Massa-Carrara – ma indovinate come? Andando a superare ‘in via straordinaria’ gli attuali inquadramenti del proprio personale farmacista. Un sistema di risparmio che non rispetta la dignità dei lavoratori. Vogliamo essere chiari, non contestano la finalità di questo provvedimento ma piuttosto la sua applicazione nel tempo senza
nessuna assunzione, a costo zero per il personale e che andrà a pesare su un settore sanitario quello della farmacia con le sue professionalità. Concludendo richiamiamo l’attenzione anche riguardo al
personale tecnico agli operatori tecnici presenti nelle farmacie, personale ridotto all’osso che non ha visto da anni un turnover è che dopo i due anni di pandemia sono anch’essi allo stremo”.