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«Operatori socio-sanitari bistrattati, procediamo per le vie legali» foto

Enzo Mastorci (Cisl-Fp) torna ad attaccare l'Asl: «Calpesta la professionalità e la dignità di lavoratrici che dal 1° marzo dovranno dismettere la loro professione di oss per cominciare in un nuovo lavoro, declassato e sottopagato»

MASSA-CARRARA – Gli operatori socio sanitari dipendenti delle cooperative sono «penalizzati, bistrattati e dimenticati» secondo la Cisl-Fp. «Questo è il grazie che la Asl Toscana Nord Ovest vuol attribuire agli Oss dipendenti delle coop “Di Vittorio” e “Compass” che – dichiara Enzo Mastorci Segretario Generale Cisl-Fp Toscana Nord – assieme ai dipendenti dell’azienda da oltre dieci anni, rendono i servizi alla cittadinanza e che durante il periodo Covid sono stati impegnati nel fronteggiare l’emergenza durata due anni. Dopo essersi dimenticata che nella propria Asl, nei presidi di Massa (Noa) e Pontremoli vi sono oss impegnati nel trasposto dei pazienti oltreché coprire turni essenziali come il pronto soccorso, li ha inglobati in una delle mega gare bandita da Estar che neppure sa, dove lavorano e cosa fanno ed hanno fatto questi operatori sanitari. Da rimarcare il fatto – continua Mastorci – che alcune aziende sanitarie toscane non hanno aderito alla gara per cui la Asl Toscana Nord Ovest non aveva nessun obbligo, contrariamente a quanto dichiarato».

La Cisl-Fp denuncia nuovamente anche «la mancanza di dialogo con i vertici dell’azienda sanitaria locale. Dopo aver calpestato, come da abitudine, le relazioni sindacali – sostiene Mastorci – adesso consente di calpestare oltreché la professionalità anche la dignità di lavoratrici che dal 1° marzo dovranno dismettere la loro professione di oss per cominciare in un nuovo lavoro, declassato e sottopagato di “barrelliere o trasportatore di merce”. Le lavoratrici del Noa e dell’ospedale di Pontremoli a pochi giorni dal al 1° marzo, ancora non conoscono chi sarà il proprio datore di lavoro, quale orario di lavoro dovranno fare, quali mansioni, quali turni, quale inquadramento professionale».

«L’unica certezza è che non saranno più oss – continua Mastorci – e quindi non potranno più avere contatti fisici con il paziente e il loro lavoro sarà commisurato al numero di “viaggi” (da reparto a reparto) che faranno. Evidentemente questo è il modello di sanità che immagina questa direzione aziendale, lontana dai bisogni delle persone, lontana dai bisogni del territorio, lontanissima dalle lavoratrici e dai lavoratori. Come Cisl-Fp visto che la Asl Toscana Nord Ovest non ha dato nessuna risposta e che, non intrattiene relazioni sindacali corrette, ci vediamo costretti ad adire alle vie legali».