LiguriaNews Genova24 Levante News Città della Spezia Voce Apuana TENews

«Tutti in piazza per la pace». L’appello di associazioni e politici apuani

Sindaci, partiti e associazioni hanno espresso un pensiero di solidarietà verso il popolo ucraino. De Pasquale: «Guerra da ripudiare sempre». Valettini: «Quando si perde la pace, si rischia di perdere tutto». Francesco Gabbani: «Mai come adesso le parole “L’evoluzione inciampa” mi sembrano attuali: ho cantato per la pace e lo farò ancora»

MASSA-CARRARA – E’ un coro unico quello della politica e delle associazioni apuane: no alle bombe, no alle invasioni che rievocano momenti storici bui. Nella giornata di ieri tutti hanno espresso la loro solidarietà al popolo ucraino dopo quanto accaduto, e sta accadendo anche in queste ore, con l’invasione russa, i missili e le esplosioni che hanno causato morti militari e civili.

«È un atto di guerra che nega il principio dell’autodeterminazione dei popoli, fa precipitare l’Europa sull’orlo di un conflitto globale, impone una logica imperiale che contrasta col nuovo mondo multipolare, porta lutti e devastazioni» scrive in nota l’Anpi Carrara, che auspica che «non si avvii una ulteriore escalation militare come reazione all’invasione, che si lavori per l’immediato cessate il fuoco riaprendo un canale diplomatico, che l’Italia rimanga fuori da ogni operazione bellica nel pieno rispetto dell’art. 11 della Costituzione, che l’Unione Europea, la Russia, gli Stati Uniti d’America e la Nato ripensino criticamente ad una politica che negli ultimi 15 anni ha determinato crescenti tensioni e incomprensioni». Poi un appello da parte dell’associazione per una «immediata e grande mobilitazione unitaria per il ritiro delle forze armate russe dall’Ucraina e per la pace, a cominciare dalla manifestazione che si svolgerà a Massa sabato 26 febbraio alle ore 17».

«Accade adesso all’Ucraina ciò che accadde all’Austria nel ‘38 e alla Polonia nel ’39 e l’anno successivo alla Francia, aggredite dai nazisti – sottolinea il partito repubblicano di Massa (sezione G. Mazzini). Dove si fermeranno i Russi? Incredibile come gli analisti della politica non abbiano compreso la fascinazione che i diseredati – una volta raggiunto il potere – provano nel sostituirsi ai loro aguzzini assumendone ruolo e forma. I nuovi Czar non sopportano l’idea di autodeterminazione dei popoli, le libere scelte delle nazioni, l’idea stessa di “civile convivenza”». I repubblicani massesi esprimono «una ferma condanna dell’aggressione russa all’Ucraina, una Libera Nazione sorella, che ha espresso la sua volontà di stringersi alle altre Nazioni sorelle europee. Non si può rimanere inerti rispetto ad un atto esecrabile al quale non pensavamo possibile che avremmo dovuto assistere, dopo le devastazioni di due guerre mondiali». Quindi l’appello, anche da parte del Pri, ad organizzare «una manifestazione pubblica, in piazza, per esprimere concreta e fraterna solidarietà al popolo ucraino»

Ad esprimere la sua preoccupazione è anche Serena Arrighi, candidata a sindaco di Carrara per il Pd. «Non possiamo rimanere in silenzio. sembra impossibile che dopo il disastro di due guerre mondiali, le immani sofferenze subite e i crimini del nazismo, si ripresenti in Europa una guerra che porterà altre sofferenze, altro sangue e tanta povertà. La guerra che sta per cominciare in Ucraina è l’ennesima dimostrazione che il populismo e il sovranismo portano solo odio e rabbia, che noi tutti dobbiamo contrastare impegnandoci in prima persona, mostrandoci fermi e sinceri nella condanna a qualsiasi atto di forza che abbia come scopo la sola soddisfazione personale di oligarchi e dittatori». Arrighi ha chiesto alla coalizione che la sostiene di partecipare al presidio per la pace promossa da Aarci, Accademia della pace, Cgil e Anpi, sabato 26 febbraio alle 17 in Piazza Aranci a Massa. «Dobbiamo dimostrare a tutti coloro che vogliono insultare la nostra convinzione di pace e fratellanza, che noi non rinunceremo mai alla nostra libertà di vivere in un mondo multiculturale e il nostro diritto di esprimere la solidarietà e la vicinanza al popolo ucraino chiamato nei prossimi mesi a durissime prove, pagando un prezzo altissimo per colpe che non hanno. Ora è il tempo di dire da che parte ognuno di noi vuole stare».

«La tensione politica e militare ai confini dell’Ucraina è diventata insostenibile e rappresenta una seria minaccia alla pace in Europa – commenta Nicola Del Vecchio, segretario di Filctem Cgil –
Chiediamo al Governo italiano che si impegni con chiarezza e forza a favore della distensione e della cooperazione e che tuteli i suoi cittadini e le sue cittadine, che ambiscono a recuperare libertà e giustizia sociale e che non intendono pagare alcun tributo ai mercanti di armi, qualunque bandiera li distingua. Siamo contro ogni intervento militare la Costituzione impone il ripudio della guerra per risolvere i conflitti». Poi del Vecchio invita tutti a partecipare la presidio di sabato, in piazza Aranci. Le prime adesioni sono state quelle di Cgil,  Cisl,  Uil,  Arci Massa Carrara, Accademia Apuana della Pace,  Legambiente Massa e Carrara, Anpi Carrara, Anpi Massa, Giovani sinistra.

De Pasquale: «Guerra da ripudiare sempre»

«Seguo con preoccupazione l’evoluzione della crisi in Ucraina, che sta costringendo la popolazione a vivere momenti di terrore nella disperata ricerca di luoghi sicuri in cui poter proteggere i propri cari dagli attacchi». Così il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale sulla sua pagina Facebook. «Sono convinto che, come recita l’articolo 11 della nostra Costituzione, la guerra in quanto mezzo di risoluzione delle controversie internazionali debba essere sempre ripudiata. Dopo le notizie di questa notte ho deciso di scrivere alle città gemellate di Opole (Polonia) e Yerevan (Armenia), così vicine geograficamente e culturalmente all’epicentro della crisi, per esprimere ai miei colleghi preoccupazione e solidarietà».

Valettini: «Quando si perde la pace, si rischia di perdere tutto»

Anche il sindaco di Aulla Roberto Valettini, in apertura dell’appuntamento settimanale in diretta Facebook, ha detto la sua sulla tragedia in Ucraina: «Una cosa grave, che ci interessa da vicino. Non desidero esprimere nessun giudizio, se non il pensiero che quando si perde la pace, si perde veramente tanto. E si rischia di perdere tutto. Una tragedia, quella ucraina, che ci auguriamo possa fermarsi, e che non avrebbe dovuto iniziare».

Gabbani: «Ho cantato per la pace e lo farò ancora»

Infine anche il cantautore carrarese Francesco Gabbani, vincitore di Sanremo 2017 con “Occidentalis Karma”, ha dedicato un pensiero al popolo ucraino, facendo riferimento proprio al singolo che lo ha fatto trionfare sul palco dell’Ariston. «A maggio 2017 mi trovavo a Kiev per l’Eurovision song Contest con Occidentali’s Karma – ricorda Gabbani -. Mai come adesso le parole “L’evoluzione inciampa” mi sembrano attuali. Ho cantato la pace e la canterò ancora. Sono per la pace sempre e comunque».