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Trecento studenti in piazza contro il sistema scuola-lavoro: «Noi svogliati? No, abbiamo paura» foto

In piazza d'Armi il sit-in di protesta dopo la morte di Lorenzo Parelli. L'appello di Sanguinetti (Anpi): «Studiate e diventate cittadini liberi, non schiavi. La scuola non deve essere una succursale delle aziende»

CARRARA – Circa trecento persone, questa mattina, si sono riunite in piazza d’Armi a Carrara per protestare contro il sistema di alternanza scuola-lavoro a seguito della morte di Lorenzo Parelli, il 18enne che ha perso la vita in fabbrica nell’ultimo giorno di apprendistato. Giovani, ma non solo. A fianco degli studenti chiamati a far sentire la loro voce dal Comitato dei rappresentati di istituto, organizzatore del sit-in, c’erano Cgil, Anpi, Circolo culturale anarchico, Articolo Uno, Rifondazione Comunista, Sinistra Civica Ecologista, Movimento Giovanile della Sinistra e Sinistra Italiana. Sostegno anche da parte del Movimento 5 Stelle di Carrara con l’assessore al commercio Daniele Del Nero, presente fisicamente in piazza, e il presidente del consiglio comunale Michele Palma che sui social ha affermato di essere piacevolmente stupito di quanto i giovani di oggi siano «più avanti, più impegnati, più attenti di quanto lo fossimo noi della mia generazione alla loro età».

Una manifestazione, insomma, partecipata e sentita, che ha visto tanti ragazzi e ragazze di Massa e Carrara (qualcuno anche da Sarzana) salire sul palco e gridare a gran voce le ragioni di una generazione attorno alla quale ruotano tanti luoghi comuni. “Non è vero – ha sottolineato Aurora Baccioli del liceo musicale Felice Palma – che non abbiamo voglia di lavorare. Non vediamo l’ora, noi, di affacciarci in questo mondo. Ma la verità è che abbiamo paura. Paura di questo sistema ingiusto che ha ucciso Lorenzo”. Paura anche dei numeri, che raccontano di 1200 morti l’anno sul posto di lavoro.

“Un numero terrificante – ha detto Zoe Stroobant, segretaria comunale del Movimento Giovanile della Sinistra e studentessa del liceo classico “Repetti” –  Per questo siamo qua. Come giovani studenti e futuri lavoratori che esigono più sicurezza, sia nei posti di lavoro che a scuola. Perché la nostra provincia ha anche questo nodo: quello dell’edilizia scolastica, che è veramente lasciata a sé stessa. E poi c’è il grosso problema dell’alternanza scuola-lavoro, che ad oggi è organizzata veramente male. I ragazzi sono lasciati a sé stessi, specialmente negli istituti tecnici che li mandano a lavorare in fabbrica senza sicurezza e senza controlli”. Un punto, questo, su cui ha insistito anche Isa Zanzanaini di Flc Cgil: “Se l’alternanza scuola-lavoro ci deve essere – ha detto – perché iniziativa di per sé importante, non può essere certo costruita in questo modo. D’altra parte se il mondo del lavoro è quello che è, e se ci sono tutti questi morti, quando i ragazzi vi entrano incontrano anche le condizioni di vita inaccettabili del resto dei lavoratori. La scuola però questo non lo può permettere, perché noi siamo un luogo di formazione al futuro, e per questo l’apprendistato deve essere fatto in modo da dare un’altra idea di lavoro, e aiutare il giovane a capire prendere una strada o un’altra nella vita”.

Per Paolo Gozzani, segretario generale Cgil Massa-Carrara, “la morte di Lorenzo è frutto di un intreccio tra due istituzioni, scuola e lavoro, umiliate e avvilite. E’ il frutto della regressione della democrazia. Quando le istituzioni celebrano le morti, dimenticano che anche loro, ogni giorno, dovrebbero lottare per un lavoro migliore e di qualità”.

Infine il grido di Nando Sanguinetti dell’Anpi Carrara. Lui che, forte di anni di battaglie in difesa della libertà, alle nuove generazioni vuole insegnare cosa significhi pretendere di essere cittadini liberi, “e non schiavi”. “Che bella manifestazione, ragazzi”, ha detto Sanguinetti salendo sul palco, con la voce rotta del padre commosso. “Oggi i motivi per protestare sono diversi e si sono moltiplicati dopo che le istituzioni hanno risposto alle manifestazioni caricando i cortei e disperdendoli con la violenza. In più – aggiunto – c’è la necessità di prendere posizioni nette contro rigurgiti di antisemitismo contro cui le istituzioni non intervengono quasi mai. La scuola deve servire a questo: a formare donne e uomini capaci di avere libertà di pensiero, di essere flessibili e in grado di affrontare il cambiamento”. Quindi un ultimo appello ai ragazzi: “Studiate. Studiate anche le materie che non vedete. Fatevi una cultura. Per il lavoro ci sarà tempo, la scuola non deve essere succursale delle aziende. Se agli industriali questo non sta va bene, che se ne facciano una loro. Ma non tocchino la scuola. Che deve formare liberi cittadini, e non dei servi”.

La coalizione di centrosinistra: “Necessario pensare ad un nuovo modello di scuola”

“Non si può e non di deve morire nei luoghi di lavoro, e tanto meno non si può morire mentre si apprende un lavoro”. Alla vigilia dello sciopero era intervenuta così la coalizione di centrosinistra che sostiene la candidatura a sindaco di Carrara di Serena Arrighi. “Non deve mai accadere di associare la parola formazione alla parola sfruttamento giovanile. I giovani hanno oggi enormi difficoltà ad entrare stabilmente nel mondo del lavoro. Spesso sono costretti a lunghi anni di precariato, che si associa a condizioni di lavoro che con la sicurezza hanno poco a che vedere. Questa situazione dipende sia dal contesto economico e sociale attuale, ma anche da un scuola che non riesce a rispondere appieno e in tempo alle esigenze che lo sviluppo digitale e i cambiamenti tecnologici stanno imponendo nel mercato del lavoro. È necessario, quindi, non solo ripensare lo strumento dell’alternanza scuola lavoro, ma iniziare a pensare ad un nuovo modello di scuola”.