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Annibale Giannarelli si gode la sua Sassalbo: «Ora sono davvero in pace»

Il vincitore di The Voice Senior 2022: «Vivo solo perché il destino ha voluto così. E' successo perché era tutto già scritto, e magari anche un po' giusto»

SASSALBO – Ha trovato la pace, Annibale Giannarelli. Nella sua Sassalbo (Fivizzano, Massa-Carrara), un paesino da un centinaio di abitanti con il quale il legame è sempre stato forte, ma mai al punto di tenerlo ancorato alle sue radici. Annibale ha preso il volo molto presto, è cresciuto lontano dall’Italia ma non si è mai sentito cittadino di un mondo o di un altro. “Un uomo libero, che appartiene all’universo”. Così si definisce il vincitore di The Voice Senior 2022. Il lunigianese («non esattamente fivizzanese – sottolinea – ma proprio sassalbese») che nel 1970 ha diede la voce a “Trinity”, colonna sonora dello storico western di E.B Clucher, ha il timbro dei grandi interpreti e l’umiltà dei grandi uomini. E’ cosciente delle sue doti ma quando lo applaudono sorride con lo stupore dei bambini. Il volto simpatico, espressivo, incline a commuoversi. Perché il bagaglio di emozioni da sorreggere è ricco e importante, e a volte esce tutto fuori. Dopo il tour de force sotto i riflettori, davanti ai quali si è esposto per  «portare a termine il suo discorso» (questo lo scopo con il quale si era presentato alle Audition), Annibale adesso si sente “libero e completo”. Può sedersi, finalmente, a meditare su una carriera e un successo che – forse – è arrivato troppo tardi. Almeno qui, in Italia, dove in pochi conoscevano il suo volto prima di vederlo sul teleschermo.

Annibale, come si sente adesso?
“Felice, appagato e strabiliato da tutto quello che è successo. Sembra quasi surreale, ma è accaduto davvero. L’Italia mi ha conosciuto, mi ha accettato e adesso mi ama. Ed io non ho ringraziamenti a sufficienza”.

Adesso vive a Sassalbo. Come mai ha deciso di tornare nella sua Lunigiana?
“In realtà è stata la crudele realtà della vita a portarmi qui. Quattro anni fa ho lasciato l’Australia per andare a vivere con la mia seconda moglie in Florida. In attesa della residenza sono venuto in Italia per salutare mia madre, ma nel frattempo ho perso il diritto di rientro in America, essendo uscito prima di ottenere la residenza”.

Quindi vive solo.
“Sì. Sono qui solo. Certo, ci sono mia madre e mio fratello e moltissimi parenti, quindi, alla fine, sono sempre circondato da persone. E poi sono in compagnia di me stesso e del mio Dio”.

Qual è il rapporto con la sua terra?
“Il legame c’è, ovviamente, perché qui ho le radici a livello materiale, sociale e spirituale. Se mi definisco un fivizzanese? Diciamo sassalbese. E’ vero che provengo da questa terra, ma in realtà sono un cittadino del mondo, appartengo all’universo, sono libero. Posso stare bene a Sassalbo come in Africa o in America. Adesso però ho trovato me stesso e sento di aver completato il mio viaggio spirituale. Sono libero e completo”.

Una carriera, la sua, partita dall’Australia. Ma perché sceglieste di emigrare?
“Fu una decisione dei miei genitori, nel 1961. Io, da tredicenne, li seguii, ma non è stata una scelta mia”.

Crescendo, ha iniziato a sentirsi un po’ australiano o è sempre rimasto forte il legame con l’Italia?
“Prima di iniziare a sentirmi australiano sono passati molti molti anni. E molti periodi di su e giù, di sofferenze e pene. Ma anche di gioia. Lasciare il mio paese, il mio luogo di nascita e le persone legate alla mia infanzia è stato uno dei motivi delle sofferenze che ho dovuto digerire. Ci è voluto del tempo, ma piano piano, dopo tanti anni, sono arrivato al punto di accettare questa lontananza, e di decidere che quella era diventata la mia vita. Sono diventato un cittadino australiano, ma è ovvio che il paese, come il primo amore, “non si può scordare”. La vita, il destino, Dio e l’universo mi hanno riportato qui. E’ successo perché era tutto già scritto, e magari anche un po’ giusto”.

Prima della sua avventura a The Voice ha dichiarato di avvertire una sensazione di incompletezza. Adesso si sente completo?
“Sì, finalmente il cerchio si è chiuso. Ho portato a termine quel discorso rimasto a metà. E adesso sono in pace”.