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«Emergenza infermieri alla emodialisi di Pontremoli: ferie sospese, turni di 9 ore e niente riposo»

La segreteria Fp Cgil Massa-Carrara: «Non vorremmo che questa inadeguatezza, anticipasse una possibile riduzione o chiusura del servizio»

LUNIGIANA – “Alla emodialisi di Pontremoli due unità infermieristiche, una da metà ottobre e l’altra a metà gennaio, sono andate in pensione senza essere tempestivamente sostituite. Un vero peccato ed un’ occasione persa dal direttore infermieristico di zona della Lunigiana, per far vedere che, a fronte delle solite dichiarazioni potessero, arrivare fatti positivi”. Così in una nota la segreteria Fp Cgil Massa-Carrara, che torna sul tema della “carenza cronica di personale sanitario”, e della gestione, che dal sindacato definiscono “a dir poco inadeguata” del personale stesso.

“Questa volta – esordiscono dalla Cgil – dobbiamo occuparci di un servizio, o meglio di un disservizio, non causato da eventi “pandemici”, che hanno messo e stanno mettendo in grossa difficoltà molti servizi , ma in questo caso
tutto era prevedibilmente e ragionevolmente risolvibile”. Il sindacato entra quindi nel merito della questione: “Un organico di base di cinque unità infermieristiche oggi si ritrova in tre, quindi ferie sospese, salto dei riposi e aimè l’impossibilità di ammalarsi, peccato che la salute non preveda questa malagestione ed ecco fatto che, pur con un unità di supporto esterna, si ricorre a turni di nove ore per poter rispondere alle esigenze dell’utenza”.

“Non è tutto – proseguono – c’è un bando di mobilita per la dialisi, scaduto i primi di dicembre che ad oggi, non si sa
perché non ha prodotto ancora una graduatoria. Sembrano a dir poco fuori luogo le rassicurazioni avute su una rapida soluzione del problema, problema che fa emergere tutti i limiti e l’inefficace gestione del personale infermieristico. Ricordiamo che un infermiere, inserito in un unità specialistica come l’emodialisi necessita di un affiancamento di un paio di mesi per poter apprendere le metodiche di lavoro, cosa che rende il quadro ancor meno roseo. Chiediamo la tutela del servizio alla cittadinanza della Lunigiana, e delle lavoratrici/ori costrette loro
malgrado a garantire il servizio con grosse difficoltà. Ricordando che non esistono solo le attività covid
ma anche le attività ordinarie. Non vorremmo che questa inadeguatezza, anticipasse una possibile riduzione o chiusura del servizio”.