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«Centocinquanta assunzioni nell’Asl Tno? Una goccia nel mare. Solo a Massa-Carrara ne servono 80»

Andreani (Nursind): «Infermieri sono stanchi e stressati e i soldi non risolvono il problema»

MASSA-CARRARA – Centocinquanta assunzioni a tempo indeterminato in tutta l’Asl Toscana nord ovest, a fronte di una richiesta di almeno ottanta soltanto tra la costa apuana e la Lunigiana. Un rapporto infermiere/paziente assolutamente esiguo, con l’organico ridotto ai minimi termini tra positività al covid, quarantene e qualche assenza legata alle sospensioni per mancata vaccinazione. Questo, in sintesi, il quadro descritto dal segretario aziendale Nursind e Rsu Asl Nicola Andreani. Sulla carenza di personale sanitario si è discusso in lungo e in largo nelle ultime settimane, con Regione e Asl al lavoro per tamponare l’emergenza e i sindacati in pressing per chiedere un intervento che davvero soddisfi – in termini numerici – il fabbisogno del territorio (qui l’intervento di Mastorci-Cisl).

Adesso a fornire una fotografia chiara della situazione è il segretario del sindacato degli infermieri.  «Considerando i circa trenta infermieri sospesi tra Apuane e Lunigiana – analizza – quelli malati, i positivi al covid e quelli in congedo per le scuole chiuse, capiamo come 150 assunzioni siano una goccia in un mare». «Solo per rendere più chiare le cose – spiega – a Massa-Carrara quest’anno deve partire la figura dell’infermiere di famiglia, per la quale la richiesta è di uno ogni 3000 abitanti. Questo significa che in tutta la provincia, che conta circa 150.000 abitanti, ne occorrerebbero 50».

«La situazione di abbandono e la stanchezza del personale è tanta – prosegue Andreani -. Nel 2020 e nel 2021 tanti servizi nuovi aperti sono stati garantiti con le prestazioni aggiuntive, e tale istituto è stato utilizzato per potenziare quelli esistenti. Ma ad oggi gli infermieri sono stanchi e stressati ed i soldi non risolvono il problema».

Troppo pochi gli infermieri rispetto al numero dei pazienti, soprattutto nelle aree mediche covid e no-covid delle Apuane.  «E lo stesso discorso vale per gli Oss», specifica il segretario Nursind, che poi annuncia lo sciopero nazionale per venerdì 28 gennaio. Una presidio in piazza Duomo, a Firenze, contro le  «politiche dissenate a livello regionale e nazionale».