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Peste suina, istituito coordinamento interregionale. Galletti (M5s): «Massima attenzione»

La capogruppo in consiglio regionale dei pentastellati dopo l'incontro con il ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli: «La nostra priorità è tutelare gli interessi dell'intera filiera produttiva suinicola e dell'indotto ad essa collegata»

MASSA-CARRARA – «Stiamo prestando la massima attenzione all’andamento della situazione epidemiologica a seguito della conferma dei casi di positività di peste suina africana rinvenuta in alcune carcasse di cinghiali in Piemonte e Liguria. Per questo abbiamo innanzitutto attivato un coordinamento tra i gruppi consiliari delle venti regioni con la rappresentanza governativa e parlamentare del M5S», fa sapere la capogruppo regionale del M5S Irene Galletti, a margine dell’incontro che si è svolto ieri sera tra i gruppi pentastellati regionali e il ministro per le Politiche Agricole Stefano Patuanelli.

«La nostra priorità è tutelare gli interessi dell’intera filiera produttiva suinicola e dell’indotto ad essa collegata, delle imprese agricole, della filiera tartuficola e l’intero comparto turistico. – continua la Galletti – Il confronto avuto con il ministro Stefano Patuanelli è stato fondamentale, e abbiamo accolto positivamente l’intenzione di costituire una cabina di regia unitaria nazionale per la gestione dell’emergenza e lo stanziamento di risorse immediate per la bio-sicurezza degli allevamenti a partire da quelli estensivi allo stato brado e di indennizzi per le imprese colpite. Per questo scopo saranno previsti 50 milioni per fronteggiare la prima fase dell’emergenza, con l’intenzione di chiedere uno scostamento di bilancio per attivare adeguati ristori al settore produttivo che dovesse essere colpito dalle conseguenze generate dalla Psa».

«Tenuto conto dell’eterogeneità delle situazioni, tra le aree interessate dai casi di positività e quelle a rischio, con il caso specifico della Sardegna in via di uscita dalle misure restrittive dopo decenni, per le altre regioni della penisola è necessario un intervento tempestivo. Fermo restando quindi l’assoluta necessità di garantire le misure di contenimento, frutto delle valutazioni scientifiche delle autorità sanitarie per fermare l’avanzamento dei casi, è imprescindibile tenere conto del tessuto economico collegato all’accesso alle aree naturali e boschive:  – conclude Galletti – la Toscana, con oltre il 50% dell’intera estensione coperta da boschi e un forte legame con questo ecosistema, deve avere massima vigilanza data la prossimità con i cluster individuati. Per questa ragione riteniamo indispensabile un potenziamento delle dotazioni organiche nell’area della prevenzione al fine di colmare la carenza di medici veterinari nelle aziende sanitarie locali».