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Chiusura a mezzanotte, Confcommercio boccia l’ordinanza: «Locali non hanno colpe»

«Misure adottate senza un confronto». Italexit: «Come si può penalizzare le attività dopo due anni di restrizioni?»

MASSA – Chiusura locali a mezzanotte: Confcommercio non ci sta. A seguito della presa di posizione del comitato dei residenti del centro storico di Massa sull’ordinanza firmata dal sindaco Francesco Persiani, il presidente provinciale dell’associazione Bruno Ciuffi coglie l’occasione per esprimere alcune considerazioni. “I vandalismi e i danneggiamenti – dice Ciuffi – non sono direttamente imputabili agli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali citati nell’ordinanza, ancor di più se si tiene conto che l’ordinanza stessa sia stata estesa all’intero territorio comunale. E quindi a zone che da questi fatti sono completamente slegate non solo temporalmente, ma anche geograficamente. Prova di questo sono fatti di cronaca avvenuti lontani dai locali e in pieno giorno o nel cuore della notte, quando tutte le attività sono chiuse”.

“Abbiamo degli esempi – prosegue il presidente provinciale di Confcommercio – di come si siano combattuti questi fenomeni di risse e vandalismi, sia all’interno delle nostre mura cittadine che all’esterno. A Massa abbiamo già vissuto in passato una escalation di questo tipo, dall’epilogo purtroppo ben più tragico. Nel 2013 e anche in seguito ci sono state indagini, arresti e condanne per fatti di quel tempo, nella piena tutela dei residenti e senza però che venisse colpito il tessuto commerciale. E ancora adesso, tanto per rimanere all’attualità, a Milano c’è un sindaco che di fronte a fatti violenti annuncia l’assunzione di 500 nuovi agenti di polizia municipale e la installazione mirata di telecamere, senza che venga chiuso alcun locale”.

“Tornando all’ordinanza – conclude Ciuffi -, ci troviamo costretti nostro malgrado a ribadire come uno degli aspetti più gravi sia il metodo scelto dal sindaco che, prima ancora di decidere se le misure sul piatto fossero giuste o meno, le ha adottate senza un confronto e una condivisione con chi il mondo del commercio lo conosce bene e lo vive sulla propria pelle, e con chi dedica la propria vita a cercare di fornire un contributo affinché i problemi possano essere affrontati e risolti”.

E sul tema è intervenuto anche Italexit per l’Italia (sezione Massa-Carrara). “Si sentiva davvero il bisogno di un provvedimento del genere? – scrive il partito in una nota – A nostro avviso no; non comprendiamo come si possa penalizzare le attività ristorative sul nostro territorio dopo due anni di restrizioni e chiusure imposte dalla pandemia, quando la nostra zona si trova ancora ad essere classificata come “bianca” in base ai parametri del governo. Le attività della nostra città hanno già sofferto abbastanza. La misura è stata giustificata con l’intenzione di rimediare al degrado causato da gruppi di giovani vandali che nel fine settimana si aggirano per la città, certi eventi, a nostro parere vanno affrontati con altri mezzi, di concerto con la Prefettura e i vertici delle forze dell’ordine locali, senza fare pagare il dazio ai nostri ristoratori, i quali chiedono solo di poter lavorare in sicurezza, cosa che spetta al sindaco ed alle autorità di P.S, garantire”.