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«Trenta nuovi infermieri al Noa non bastano. Dalla Regione una ‘non risposta’ alle esigenze» foto

Lo afferma Enzo Mastorci (Cisl-Fp) che annuncia un presidio in Regione: «Finalmente il governatore Giani si è accorto che c'è un problema»

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MASSA-CARRARA – «Finalmente il governatore Giani si è accorto che c’è un problema in sanità in Toscana, ma gli infermieri e tutte le altre figure sanitarie che dovranno essere assunte su tutto il territorio della Asl Nord Ovest, non sono una risposta al fabbisogno che in realtà c’è. Tra le varie sospensioni a causa del vaccino del personale – dichiara Enzo Mastorci segretario generale Cisl-Fp Area Nord – saranno solo trenta gli infermieri che arriveranno al Noa e questo non basta a smaltire tutto il carico di lavoro. Per non parlare poi della mancanza dei tecnici sanitari come i tecnici di laboratorio o di radiologia, che sono assolutamente sotto organico. Queste non sono risposte alle vere necessità che ci sono in questo momento in sanità».

«Mercoledì 19 gennaio alle 16.30 – annuncia Mastorci – ci sarà l’incontro in Regione in merito alle nuove assunzioni nel comparto della sanità e sulla gestione della pandemia, che sembra non voler allentare la presa. Alla riunione saranno presenti il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’assessore alla Salute Simone Bezzini, Federico Gelli Responsabile della direzione sanità Diritti Cittadinanza e Coesione Sociale e i tre responsabili regionali del sindacato Cgil Cisl e Uil».

«Noi come Cisl-Fp faremo un presidio fuori dalla Regione – dichiara il sindacalista – per tutto il tempo dell’incontro perché riteniamo che le assunzioni annunciate dal presidente Giani siano del tutto insufficienti rispetto a quello che noi da tempo chiediamo. Il tempo ormai è scaduto, il personale è allo stremo e poi, ci si mettono anche i “cavilli” aziendali a complicare la situazione. Un esempio: ai sanitari afferenti al dipartimento che include i tecnici delle professioni sanitarie dell’Azienda Usl Toscana, è stata preclusa la possibilità di aiutare gli infermieri nella somministrazione dei vaccini e nei tamponi. Nonostante abbiano fatto anche il corso per diventare vaccinatori riconosciuto dal ministero della Salute, l’azienda Toscana ha deciso di non impiegare questi professionisti. Mi chiedo dove sia la logica, con tutta la carenza di personale che c’è».

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