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Peste suina, rinvenuta sulle Apuane carcassa di cinghiale ma l’Asl rassicura: non è un caso sospetto

Centoquattordici i comuni italiani già colpiti ed inseriti dal Ministero della Salute nella "zona infetta". La provincia di Massa-Carrara è considerata zona a rischio

MASSA-CARRARA – Cresce l’attenzione – e la preoccupazione – per il diffondersi della peste suina africana, malattia virale che colpisce suini e cinghiali che ha già colpito 114 comuni tra Piemonte e Liguria. La Regione Toscana ha attivato l’unità di crisi sanitaria per le emergenze epidemiche che riunisce Asl, Istituto zooprofilattico e Regione e la provincia di Massa-Carrara si è resa capofila di un’iniziativa che prevede un’operazione di sorveglianza passiva da parte dell’assessorato regionale al diritto alla salute e quello all’agricoltura e alla caccia. Operazione grazie alla quale un equipe di operatori andrà a cercare, ed eventualmente segnalare, carcasse di cinghiali con l’obiettivo di battere sul tempo il diffondersi dell’infezione.

Nel frattempo un primo allarme è già scattato sulle Apuane meridionali (versante versiliese), alla Foce del Grattaculo, dove è stata rinvenuta la carcassa di un cinghiale la cui foto ha iniziato a circolare sui social. Dall’Unità Veterinaria dell’Usl Toscana nord ovest, tuttavia, precisano che «non si tratta di un possibile o sospetto caso di peste suina, bensì di un cinghiale rinvenuto morto e, come da protocollo, il veterinario si sta recando sul posto per procedere con il prelievo dei campioni».

La questione è seguita con particolare apprensione anche in Lunigiana: a Pontremoli, ad esempio, è pronto un osservatorio locale, predisposto dal sindaco Jacopo Ferri, con le squadre di caccia pronte a riferire eventuali anomalie. L’amministrazione comunale ha invitato inoltre i cittadini e chiunque visiti il territorio comunale a segnalare casi sospetti al numero 01874601235, scattando foto e geolocalizzando la zona di avvistamento.

Centoquattordici, dicevamo, i comuni già colpiti ed inseriti dal Ministero della Salute nella “zona infetta”. La provincia di Massa-Carrara è considerata zona a rischio, ragione per la quale la Regione intende muoversi per tempo. L’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi, intanto, ha fatto sapere che nei prossimi giorni verrà formalizzata una task force interdirezionale composta dagli assessorati a sanità, agricoltura, caccia, ambiente, aziende sanitarie, forestali e da tutti i soggetti che potrebbero essere utili in questa fase.

Cos’è la peste suina africana

«La Peste suina africana (PSA) è una malattia virale, altamente contagiosa e spesso letale, che colpisce suini e cinghiali, ma che non è trasmissibile agli esseri umani – si legge sul sito del Ministero della Salute -. È una malattia con un vasto potenziale di diffusione e pertanto una eventuale epidemia di PSA sul territorio nazionale comporta pesanti ripercussioni sul patrimonio zootecnico suino, con danni ingenti sia per la salute animale (abbattimento obbligatorio degli animali malati e sospetti tali), che per il comparto produttivo suinicolo, nonché sul commercio comunitario ed internazionale di animali vivi e dei loro prodotti (dai Paesi infetti è vietato commercializzare suini vivi e prodotti suinicoli). L’Organizzazione mondiale per la sanità animale ed il Nuovo Regolamento di sanità animale della Commissione Europea annoverano la PSA nella lista delle malattie denunciabili: qualunque caso, anche sospetto, deve essere denunciato all’autorità competente, come previsto già dal Regolamento di polizia veterinaria – DPR n.320 del 8.2.1954 art. 1».