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Nuovo parco della Rinchiostra, i tanti dubbi di Legambiente: «Si sospenda la procedura di gara»

L'associazione ambientalista scrive al sindaco Persiani: «Istituire un percorso partecipato, anche breve, contingentando i tempi in modo da avviare quanto i primi i lavori»

MASSA – Il progetto di riqualificazione del Parco della Rinchiostra a Massa continua a far discutere. A intervenire nel dibattito adesso è Legambiente che, con la sua sezione di Massa e Montignoso, invia una lettera aperta al sindaco di Massa, Francesco Persiani, per avanzare alcune richieste. «Egregio sindaco – scrive l’associazione ambientalista – pochi giorni prima di Natale è uscita la notizia dell’avvio del progetto di riqualificazione del parco Rinchiostra; il circolo Legambiente Massa Montignoso ha chiesto via pec in data 3 gennaio gli atti relativi agli interventi previsti. Ci è sembrato doveroso, prima di giudicare il progetto, di poter avere a disposizione tutta la documentazione relativa al progetto approvato. A oggi purtroppo il circolo non ha ricevuto niente. E sì che lo statuto comunale prevede che il Comune “favorisce il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali del Comune con un approccio integrativo alla democrazia rappresentativa con criteri di comunicazione, informazione, confronto anche attraverso il dibattito pubblico” … favorisce la nascita di “comunità consapevoli” capaci di interrogarsi sulle scelte di governo della città nelle quali si declina la cittadinanza attiva, formata da abitanti che hanno uno stesso interesse: residenti di un luogo, associazioni, persone che lavorano, studiano o soggiornano nel territorio».

«Ciò nonostante – prosegue Legambiente – abbiamo preso visione di quei pochi documenti reperibili sul sito. Pochi ma sono probabilmente gli unici disponibili che a nostro avviso danno l’idea di un progetto che presenta molti aspetti lacunosi. Il computo metrico allegato all’atto dirigenziale del 20 dicembre prevede infatti l’abbattimento di 30 piante alte fino a 6 metri e con diametro fino a 14 cm, 20 piante di altezza da 16 a 23 metri con diametro da 60 a 89 cm e 30 piante alte da 16 a 23 metri e con diametro superiore a 90 cm. Quindi il computo se è corretto, se è quello che sarà riportato sulla gara di affidamento dei lavori prevede almeno 50 piante da abbattere con diametro superiore 60 cm. Si tratta ovviamente di piante di grandi dimensioni e anche di pregio».

«Il taglio alberi – evidenzia l’associazione – è una scelta rispetto alla visione ed alla tipologia di nuovo parco? Esiste uno studio storico sulla trasformazione nel tempo di quell’area e ne è stato tenuto conto in fase di progettazione? Sono state fatte le valutazioni sulla stabilità degli alberi? Ci sono sicuramente alberi che possono essere tolti ma quali sono? Non certo alberi di quel diametro previsto nel computo economico se non certificati da una valutazione di cattivo stato. Inoltre, il computo metrico sarebbe necessario descrivere in modo più preciso il dettaglio degli interventi e dei costi. Ci piacerebbe vedere per il funzionamento dell’impianto di illuminazione, per la cui realizzazione si prevede una spesa di 247.000 euro, l’affiancamento di un sistema di produzione di energia rinnovabile per non imputare costi aggiuntivi sui cittadini. Per l’impianto di irrigazione dal costo di 85.000 euro si è pensato ad un sistema di raccolta acque piovane in modo di non costruire pozzi ne gravare sulle spese di consumo? Tra le spese del progetto non si fa riferimento ad interventi di potatura straordinaria eppure è la prima cosa che appare necessaria».

«Questo progetto presentato per la richiesta di finanziamento ha ormai qualche anno e quindi necessita di una revisione, come dimostra la contrarietà di tante associazioni e cittadini che conoscono e vivono il parco. Le chiediamo pertanto di sospendere le procedure di gara, istituire un percorso partecipato, anche breve, contingentando i tempi in modo da avviare quanto i primi i lavori, con la partecipazione di cittadini e associazioni in modo da raccogliere proposte che vanno nella direzione del miglioramento progettuale in funzione della vivibilità dell’area e della sua fruizione».