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Movida fuori controllo, a Massa locali chiusi da mezzanotte. Persiani firma l’ordinanza

In caso di mancata ottemperanza scatterà una multa da 25 a 500 euro e l’immediata chiusura dell’esercizio

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MASSA – Il sindaco di Massa ha firmato oggi un’ordinanza per la sospensione, per trenta giorni, dell’attività di vendita e di somministrazione, con sgombero di tutti gli avventori presenti, (sia all’interno del locale che aree esterne) e chiusura dei locali dalle 24 fino alle 5 del giorno successivo. “In caso di mancata ottemperanza – si legge nell’ordinanza – sarà applicata la sanzione amministrativa da € 25,00 ad € 500,00, l’immediata chiusura dell’esercizio nonché, nei casi di reiterazione, proposta al Questore territorialmente competente l’adozione del provvedimento di cui all’art. 100 TULPS.

La decisione arriva alla luce della persistente “situazione di degrado urbano”. “Tali criticità – si legge ancora nel documento – sono aggravate dalla presenza nella zona di attività commerciali e pubblici esercizi che praticano
la vendita di bevande anche in orario serale e notturno; i fenomeni sopra descritti stanno ingenerando la percezione di una crescente insicurezza sociale che rende difficoltosa la vita dei residenti e dei cittadini in genere (…)”. Il Comune di Massa ha ritenuto quindi necessario “contrastare, in particolare in orario serale e notturno, le situazioni che generano, assembramenti spontanei non concretamente controllabili vista la sproporzione tra il numero degli avventori (diversi dei quali in evidente stato di ebbrezza alcolica e, comunque con atteggiamenti provocatori a volte connaturati alle dinamiche “di branco”) e gli organi deputati al controllo”, specialmente considerati i “recenti esposti presentati da gruppi di cittadini dai quali si evidenziano gravi problematiche legate alla “movida” notturna” e le notizie di “particolari assembramenti unitamente a consumi di alcool che hanno condotto a episodi di spregio del decoro, generando quindi criticità anche in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica oltreché di tutela della quiete pubblica”.

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