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Scuole, a Massa-Carrara fino a 50 assenze per istituto. Positività e quarantene complicano il rientro

La dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale Donatella Buonriposi: «Molti genitori preferiscono non mandare i loro bambini a scuola. Spesso in questi casi sono proprio le famiglie che richiedono la Dad». Dalla Cgil: «Servono più personale e trasporti potenziati»

MASSA-CARRARA – Anno nuovo, problemi vecchi. La scuola a Massa-Carrara è ripartita con le stesse difficoltà che si trascina dietro da quasi due anni a questa parte: la normativa anti-contagio, l’iter per il tracciamento dei positivi e l’incognita didattica a distanza, che potrebbe tornare da un momento all’altro a sostituirsi completamente alle lezioni in presenza. E con tutte le complicazioni – e questa è la novità – legate alla altissima contagiosità della variante Omicron. Ragione per cui, a differenza dello scorso anno quando si era sì in una fase critica della pandemia, ma in cui probabilmente il virus era meno diffuso, al ritorno fra i banchi sono tantissime le assenze fra alunni e insegnanti.

«In media per ogni istituto della provincia abbiamo dai 40 ai 50 casi di assenza dovuti a positività o quarantene – fa il punto la dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Lucca e Massa-Carrara Donatella Buonriposi – Poi si sta verificando un altro fenomeno, ovvero che molti genitori preferiscono non mandare i loro bambini a scuola, vuoi perché sono fragili, vuoi perché in casa convivono con persone anziane, o perché le mamme stesse sono in gravidanza. Assenze che si aggiungono ad altre assenze. E spesso in questi casi sono proprio le famiglie che richiedono la Dad».

Didattica a distanza che al momento rimane una modalità che si attiva solo in casi di necessità, come spiega l’insegnante apuana e segretaria generale della Flc Cgil Massa-Carrara Isa Zanzanaini: «Quando hai una parte della classe in presenza e un’altra che segue da casa, si passa alla didattica mista, che non è per nulla semplice da gestire, soprattutto da un punto di vista metodologico. Noi, come sindacato, abbiamo sempre sostenuto che il problema era da affrontare meglio a monte, perché è giusto che la scuola si svolga in presenza, ma è anche vero che serve più personale, risolvere il problema delle classi pollaio e potenziare i trasporti». E’ una scuola pronta per ripartire? Le infinite incognite legate alla pandemia rendono tutt’altro che scontata la risposta. Il Governo però ha fatto la sua scommessa e nelle prossime settimane l’evolversi della situazione darà le prime risposte. «Chiaro che – dice Zanzanaini – se le autorità sanitarie avessero ritenuto che un rinvio dell’inizio delle scuole potesse essere cosa utile, avrebbero fatto bene a farlo, e farlo a livello nazionale».