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Parco Rinchiostra, Italia Nostra: «Abbattere decine di alberi è un’aberrazione urbanistica, naturalistica e storica»

«Sarebbe meglio ripristinare il disegno geometrico di base del giardino settecentesco, ripiantando le siepi divisorie, ma mantenendone il rapporto qualificato e pregevole con le piante d’alto fusto»

MASSA – “L’intenzione di abbattere decine (ottanta?) di alberi del parco della Rinchiostra è una aberrazione sia urbanistica che naturalistica e storica”. Ad intervenire sul progetto del Comune di Massa è il presidente di Italia Nostra (sezione Massa-Montignoso) Bruno Giampaoli. L’associazione aveva già trattato la questione in una lettera aperta al sindaco, nella quale chiedeva che si limitasse l’abbattimento di alberi. “Questo parco – insiste Giampaoli – annesso alla villa ebbe infatti tre momenti storici importanti, conseguenti tra loro. Il primo fu quello settecentesco, con la definizione del giardino all’italiana organizzato dal geometrico disegno delle siepi di bosso. Il secondo, altrettanto importante, nell’ottocento con l’impianto di grandi alberi di diverse specie (anche rare), secondo il nuovo gusto romantico del tempo, con il grande viale di lecci, ma senza alterare il precedente disegno di base, in una armonia facilmente riscontrabile e riconoscibile. Il terzo momento fa riferimento alla proprietà dei Robson nei primi 4 decenni del ‘900 i quali introdussero altre specie ornamentali quali rose, agrumi, camelie. Tutti questi interventi succedutisi nel tempo sono andati sempre ad arricchire e valorizzare il parco”.

“L’intenzione, paventata, di volere adesso abbattere gli alberi d’alto fusto per riproporre un (a questo punto “fasullo”) giardino all’italiana, pare proprio un’insensatezza dal punto di vista storico – continua il presidente dell’associazione – perché cancellerebbe una parte fondamentale del patrimonio antico del parco rappresentato proprio da quegli alberi, oltre che un evidente danno ambientale. Come dimostrano gli interventi dei Borbone (e come è facilmente riscontrabile in molti antichi parchi di tutta Italia), ma anche quelli dei Robson, in realtà la struttura geometrica del giardino all’italiana può tranquillamente e bellamente convivere con l’inserimento di piante d’alto fusto ed ornamentali. Quindi questa proposta non può avere una motivazione accettabile da nessun punto di vista, se non quello antinaturalistico di quanti considerano ormai gli alberi soprattutto un “problema” o un pericolo”.

“Sarebbe meglio – suggerisce infine Giampaoli –  ripristinare il disegno geometrico di base del giardino settecentesco, ripiantando le siepi divisorie, ma mantenendone il rapporto qualificato e pregevole con le piante d’alto fusto, e quanto di prezioso esse rappresentano; anzi, di valorizzarne la presenza, ideando un percorso botanico di identificazione e divulgazione per il visitatore”.