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Regolamento cave, Italia Nostra: «Esclusi dal confronto dallo scorso giugno»

Prosegue il botta e risposta tra il vicesindaco Martinelli e l'associazione. «Le modifiche al documento? Un dono esagerato ai concessionari» 

CARRARA – Prosegue il botta e risposta tra Italia Nostra e il vicesindaco di Carrara Matteo Martinelli a proposito del regolamento degli Agri Marmiferi. Il documento, approvato dal consiglio comunale a luglio 2020, è stato al centro nei giorni scorsi di una lettera al sindaco Francesco De Pasquale in cui l’associazione contestava la scelta, da parte di Palazzo civico, di discutere una possibile modifica del regolamento «senza il coinvolgimento dell’intera comunità civica». Tutto è partito da un incontro in Comune, inizialmente fissato per il 30 dicembre, con Confindustria e LegaCoop e avente ad oggetto, appunto, la proposta di modifica della “Disciplina di attuazione per l’applicazione dell’articolo 21, commi 7 e 11, del Regolamento per la Concessione degli Agri Marmiferi. «Si condivide con tutti, signor Sindaco, non solo con alcuni – scriveva Italia Nostra al primo cittadino. Un attacco al quale Martinelli aveva replicato che non vi era «alcuna volontà di escludere qualcuno», anzi l’amministrazione era «disponibile per confrontarsi. Ricordo che abbiamo già condiviso il documento con sindacati, ambientalisti e associazioni datoriali. Il percorso è stato assolutamente trasparente». Poi Martinelli aveva annunciato che l’incontro del 30 dicembre sarebbe slittato a data da destinarsi.

Ma per Italia Nostra il problema è un altro. «L’assessore Martinelli – si legge in una nuova lettera inviata dall’associazione – sulla stampa e dalle pagine Facebook, ha replicato“…con i fatti e con i documenti. Allego e-mail inviata alle associazioni ambientaliste per un confronto sul disciplinare attuativo dell’articolo 21 del regolamento generale in materie di cave, avvenuto lo scorso giugno”. Ecco il cuore del problema. Implicitamente l’assessore ammette che l’unico documento ufficiale inviato alle associazioni ambientaliste relativo al Regolamento approvato nel 2020 è del giugno (2021) scorso». Nessun successivo documento di ulteriore innovativa proposta di modifica è stato poi portato all’attenzione della comunità civica e con queste eventualmente condiviso; salvo condividerlo con Confindustria e Lega Coop. La proposta di modifica odierna cambia radicalmente il contenuto del  confronto. Nessun successivo documento di proposta di modifica è stato poi portato all’attenzione della comunità civica e con queste eventualmente condiviso; salvo, condividerlo poi con Confindustria e LegaCoop». E prosegue l’attacco al vicesindaco: «Quando l’assessore invita le associazioni ambientaliste a partecipare alle sedute della Commissione consiliare getta la palla fuori dal campo, nasconde la gaffe. Perché, se la Commissione consiliare è giustamente la sede istituzionale più appropriata per discutere i temi della città, la “casa di vetro”, allora lo è per tutti, non solo per alcuni; ed invece, ad altri vengono concessi colloqui riservati».

«Le modifiche? Un dono esagerato ai concessionari»

Entrando nelle possibili modifiche al Regolamento, Italia Nostra contesta innanzitutto la proposta di stralciare il capoverso: “Non sono ammessi interventi aventi ad oggetto la realizzazione di opere pubbliche già incluse nel Piano Triennale delle opere pubbliche del Comune di Carrara”. «Ci partecipi tutti: lo stralcio vuol dire che la comunità dovrà essere grata ai privati cavatori se saranno costruite scuole, marciapiedi, palestre, piscine, teatri, asili, rotatorie, argini e sponde? Cioè, quelle opere pubbliche di cui abbisogna il Comune verranno realizzate dai cavatori? Perché, se è così, se saranno loro a realizzare tutto ciò, tanto vale consegnare loro le chiavi della città». Ed ancora. «Viene rinviato al 31 marzo 2022 il termine ultimo per presentare al Comune la documentazione necessaria alla stipula della convenzione per l’incremento temporale della concessione fino a 25 anni: un ulteriore rinvio a favore dei concessionari?»

«Infine cosa che, ancora di più, fa apparire questa modifica apportata un dono esagerato ai concessionari: “Nell’ipotesi in cui il progetto presentato ed approvato non possa essere attuato totalmente o parzialmente per cause non imputabili al concessionario, è facoltà dello stesso proporre modifiche e/o presentarne uno nuovo al fine di conseguire i correlati incrementi temporali”. Gentile Signor Sindaco, cosa dovrebbe mai accadere per una simile catastrofica evenienza che consenta ai cavatori di procrastinare nel tempo indeterminato gli impegni assunti? Un’altra alluvione? Non possiamo accettare questo ennesimo immenso regalo, lasciando la città sospesa ai loro desiderata incompiuti».

«Queste modifiche al regolamento ci lasciano attoniti – chiude Italia Nostra – ancor più del canale preferenziale che ha indotto l’assessore Martinelli a condividere con i soli cavatori il futuro della città. È giusto tutto questo, Signor Sindaco? Carrara, la sua, la nostra città lo merita? Carrara Le chiede risposte. Non perseveri in un pesante e non accettabile silenzio. Una recente reazione da parte di un Suo collaboratore ci muove a fare una considerazione sul ruolo di Italia Nostra. Italia Nostra è ben consapevole di prendere posizioni su argomenti che possono disturbare: sia interessi forti sia il “palazzo”. Ciò non cambierà la linea della nostra associazione, sempre in prima linea a tutela del nostro territorio e della legalità. Come detta il nostro Statuto, promuoviamo azioni per la difesa e la tutela dei beni comuni (e i Comuni furono così chiamati proprio perché i cittadini decidevano dello spazio e dei beni che avevano in comune), avendo come principio-guida della nostra azione l’art. 9 della Costituzione. Dobbiamo, signor Sindaco, ricomporre i pezzi, e metterli dove sono destinati nella difficile azione dello stare insieme democratico. Gli “industriali del marmo” sono invitati a presentare progetti credibili, che la comunità valuterà come perseguibili, che il ruolo amministrativo considererà fattibili. Questo è chiamare in causa gli stake-holders, questo è condividere, questo è risolvere. Il sindaco ha il privilegio di avere questo ruolo».