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«Sanità apuana in affanno e l’unica soluzione dell’Asl è depotenziare i servizi non-covid»

Il referente per la provincia di Massa-Carrara del Nursind Nicola Andreani: «Nelle corsie di area medica vi è un infermiere ogni 12 pazienti per garantire il personale nei reparti covid»

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    MASSA-CARRARA – Code infinite per i tamponi, farmacie oberate e Asl in seria difficoltà a processare i test molecolari. E’ una vigilia di Capodanno decisamente caotica e all’insegna dell’incertezza, in primis sul proprio stato di salute, quella che sta vivendo la provincia di Massa-Carrara. Un sistema sanitario in affanno che, secondo il referente per la provincia di Massa-Carrara del Nursind (il sindacato degli infermieri) Nicola Andreani sta subendo «gli effetti del blocco delle assunzioni imposte dalla Regione». «Sulle Apuane – denuncia Andreani – nei presidi ospedalieri e territoriali si fa fatica da mesi oramai a garantire i servizi ordinari senza il continuo ricorso allo straordinario del personale infermieristico. Avevamo già annunciato a mezzo stampa a novembre che la situazione sarebbe diventata insostenibile per il personale infermieristico con un’ulteriore ondata pandemica, visto che le nuove assunzioni, di fatto, sono tutte fagocitate dai pensionamenti 2020/2021 e dai nuovi servizi aperti per il covid (Usca, cure intermedie, ecc.). La risposta della Regione e della Usl fu che non ci sarebbe stato nessun problema e che il personale era adeguato. Ad oggi, invece, si ricorre al blocco delle ferie del personale infermieristico. Vi sono molti infermieri che hanno ancora da fare più di 50 giorni su 64 totali di ferie tra il 2020 e il 2021. I soliti infermieri spesso saltano i riposi per coprire i turni. Ad oggi l’unica soluzione che ha l’azienda Usl è il depotenziamento di servizi non covid per potenziare quelli covid. Basti pensare che si depotenzia l’assistenza domiciliare per potenziare le Usca, e nelle corsie di area medica vi è un infermiere ogni 12 pazienti per garantire il personale nei reparti covid».

    Una situazione, secondo il coordinatore regionale Nursind Giampaolo Giannoni, «frutto di tutte le inefficienze di questa gestione della emergenza pandemica perpetrate ai danni della popolazione toscana e dei professionisti della sanità regionale». «Le operazioni di tracciamento dei nuovi casi fallito, con file vergognose nei drive through nelle farmacie – dice Giannoni – L’aumento di ricoveri Covid, senza aver precedentemente preparato alcuna strategia per aumentare posti letto disponibili negli ospedali. I sanitari, assenti in numero considerevole, dove alle voragini storiche nelle dotazioni organiche, si aggiungono adesso le innumerevoli assenze per quarantena da contatto o infezione Covid. Il personale non sostituito che costringe il restante personale a sovraccaricarsi di lavoro e ore di straordinario. E’ la quinta ondata, ma per la nostra amministrazione regionale e per i direttori delle asl e aziende ospedaliere è sempre come fosse la prima volta. Stessi errori, stessa mancanza di lucidità e visione prospettica, stessa incapacità di programmazione e implementazione di politiche per il reclutamento di personale. Il blocco delle assunzioni di infermieri, ancora in essere nonostante le promesse di intervenire nelle situazioni più critiche».

    «Crediamo che la gestione della sanità in Toscana debba cambiare immediatamente  modalità operative per non lasciare macerie ovunque al termine di questa scellerata gestione di 2 anni di emergenza – chiude il coordinatore regionale del sindacato – Chiediamo al governatore Giani e al nuovo direttore Gelli di cambiare marcia e soprattutto
    di ascoltare chi nel sistema sanità toscano vi lavora, non rifiutando ogni genere di confronto, da noi più volte sollecitato a nome della categoria infermieristica, quella che più di tutte sta pagando le conseguenze di decisioni imbarazzanti».

     

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