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Misure anti-covid a Massa-Carrara: psichiatria ancora piena, aumentano i disturbi nei giovanissimi

Il punto del primario di psichiatria dell’ospedale Apuane Angelo Cerù: «Diversi i tentativi di suicidio e le richieste di intervento per uso di sostanze»

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MASSA-CARRARA – Non è cambiata la situazione rispetto a otto mesi fa al reparto di psichiatria dell’Ospedale delle Apuane di Massa. Se la campagna vaccinale – allora nel suo pieno – e la speranza di intravedere la fine della pandemia potevano far sperare che i ricoveri sarebbero gradualmente calati, in realtà il protrarsi delle misure restrittive e l’arrivo di nuove ondate non hanno fatto che aumentare i disturbi psichici, nei giovani e non. L’ansia del domani accompagna questa nuova quotidianità in cui non vi sono più certezze, né da un punto di vista sanitario né da quello economico. E in una provincia, quella apuana, che si conferma di anno in anno tra le più disagiate da un punto di vista economico e occupazionale, l’impatto del covid è ancora più forte. Siamo tornati a parlarne, dopo il punto di aprile scorso, con il primario di psichiatria dell’ospedale Apuane Angelo Cerù.

Dottore, ad aprile il reparto di psichiatria del Noa era praticamente pieno. Oggi com’è la situazione?
«Uguale ad allora. Le richieste di ricovero sono sempre tantissime e in aumento. Sono aumentati anche i tentativi di suicidio: è vero che nella maggior parte dei casi si tratta di atti dimostrativi, tant’è che suicidi veri e propri non si sono verificati, ma sono comunque episodi che dimostrano una tensione crescente da parte di persone che reagiscono alla situazione contingente facendo gesti inconsulti. E si registrano anche diverse richieste di intervento nei ragazzini dai 17 ai 22 anni, o per uso di sostanze o per manie di comportamento su base nevrotica».

Cresce dunque il disagio nei giovani. A questo proposito, dalla Lunigiana segnalano un 14% di under 18 (quasi 1000 giovani) con problemi psicologici o psichiatrici (ne abbiamo parlato qui) Conferma questo dato o, in ogni caso, ci può dare un’idea di quella che è la situazione nell’intera provincia?
«Non mi sentirei di estendere questo dato all’intera provincia, anche perché mi è difficile fornire una percentuale esatta. Quello che posso dire, però, è che sicuramente i disturbi stanno aumentando. Da quello che vediamo in reparto, la situazione non è delle migliori. Ed anche nella neuropsichiatria infantile i casi sono in aumento».

Una situazione che va ad aggravare un quadro di per sé già allarmante. Da anni ormai Massa-Carrara è tra le prime province in Italia per consumo di antidepressivi. Come lo spiega?
«Innanzitutto dobbiamo specificare che alto consumo di anti depressivi non significa automaticamente che siamo una provincia depressa. L’anti-depressivo infatti non è più il farmaco della specialista, ma ormai viene prescritto anche dal medico di famiglia, o dal cardiologo, in quanto ha una funzione ansiolitica e può curare disturbi da panico. Detto ciò, sicuramente si tratta di un dato che fa riflettere».

Quali sono le possibili cause?
«Sicuramente Massa-Carrara è una provincia dove il disagio sociale è piuttosto alto a causa delle difficoltà economiche e occupazionali. Da qui può nascere la richiesta di aiuto e di conseguenza la domanda di farmaci anti-depressivi».

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