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Settore tessile apuano: posti di lavoro a rischio e occhi puntati sulla vertenza Sanac

L'analisi al direttivo Uiltec Toscana Nord. Il segretario Massimo Graziani: «Il Governo deve prorogare la misura per salvare i lavoratori»

MASSA-CARRARA – Nell’anno che doveva essere quello della ripresa dopo l’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia ci sono ancora troppe incertezze che aleggiano sul futuro dell’impresa e dell’occupazione, soprattutto nella provincia apuana. Un quadro dai tanti chiaroscuri che è stato al centro del direttivo Uiltec Toscana Nord per Lucca e Massa-Carrara lunedì mattina a Carrara, focalizzato sui settori di competenza del sindacato: tessile, energia e chimica. Hanno partecipato in presenza e in collegamento da remoto i dirigenti sindacali per fare il punto dell’anno. Ed è il settore del tessile a preoccupare non poco il segretario Massimo Graziani: “E’ stato uno dei settori maggiormente danneggiati dalla pandemia, inutile nasconderlo. Le esportazioni hanno subito blocchi o pesanti rallentamenti, nella migliore delle ipotesi, con lunghi mesi che hanno fatto segnare uno stallo completo. Tant’è vero che diverse aziende anche storiche del territorio hanno dovuto reinventarsi, e portiamo solo l’esempio della Sartoria Carrara di Massa. Ma è evidente che non basta produrre mascherine per tenere in piedi un’impresa complessa. Oggi i lavoratori del settore possono godere del blocco dei licenziamenti ma il tempo corre – prosegue il segretario Uiltec Toscana Nord –  e il 31 dicembre è dietro l’angolo. In tale data, salvo proroghe, scadrà il blocco e si prospettano tantissimi licenziamenti nel settore. Tutte le criticità potrebbero esplodere e gli ammortizzatori non basterebbero a salvare impresa e occupazione. Per quello auspichiamo che il Governo proroghi il prima possibile il blocco dei licenziamenti. Dispiace, come nota a margine, che nessuno sul territorio abbia pensato a elaborare un progetto sul settore tessile da proporre al finanziamento per il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Eppure noi avevamo lanciato una proposta su cui lavorare tutti insieme prima che ci fosse il Pnrr ossia un progetto per costruire un impianto di raccolta, smistamento e riciclaggio dei prodotti tessili, per renderci più indipendenti dall’estero, da associare a un polo di ricerca sul riciclo delle fibre. Ma nessuno ci ha ascoltati, peccato”.

L’altro tema caldo resta quello della Sanac: “Purtroppo le criticità che abbiamo denunciato negli ultimi anni non si sono risolte e ci siamo trovati di fronte a uno degli scenari peggiori, con una nuova gara che ci lascia in una situazione di stallo per almeno 9 o 10 mesi, in attesa di una nuova proposta di acquisto. Nel frattempo non si è sbloccata la situazione degli ordini da Taranto quindi non abbiamo soluzioni a breve termine e a rischio ci sono centinaia di lavoratori, nella sede locale e nel gruppo”. Non mancano problemi comunque nel settore dell’energia caratterizzato dall’aumento del costo delle materie prime. “La pandemia sta di nuovo acutizzandosi – conclude Graziani – e il 2022 sarà un ulteriore anno di criticità da affrontare anche attraverso il nostro terzo congresso nel quale auspichiamo di poter gettare le basi per riformare anche il nostro modo di operare”.