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Evam, la denuncia di Cgil e Uil: «Condizioni di lavoro e di sicurezza inadeguate. Operai al gelo.»

«Auspichiamo l’intervento dell’amministrazione comunale di Massa, in quanto proprietaria dell’azienda, al fine di creare un tavolo serio di confronto»

MASSA-CARRARA – Cgil e UilTuCs Uil vogliono portare alla luce le forti criticità che da mesi i lavoratori di Evam si trovano a dover affrontare quotidianamente, problematiche già portate all’attenzione dell’amministratore unico di Evam, ma ad oggi in larga maggioranza senza risposte.

«Da quasi un anno – spiegano i sindacati – i lavoratori si trovano senza l’impianto di riscaldamento funzionante, scelta giustificata, parole non nostre, da esigenze di bilancio. Un impianto vecchio e costoso, tale da renderne anti-economico l’utilizzo. Peccato che a pagarne le conseguenze siano da un lato i lavoratori, che si sono trovati a lavorare in condizioni di temperatura irragionevoli e pericolose per la salute e la sicurezza, dall’altro lato la funzionalità  e  l’integrità delle macchine per la produzione, le quali per funzionare a regime, devono lavorare a temperature precise. A risposta delle innumerevoli segnalazioni, negli ultimi giorni, invece di portare una progettualità chiara e risolutiva, sono state installate stufe da esterno a piantana, strumenti sui quali nutriamo seri dubbi sia per quanto riguarda l’efficacia che per quanto riguarda la sicurezza e l’idoneità all’interno dell’ambiente produttivo. Ad aggravare la cosa, ad oggi ai lavoratori non è stato fornito un adeguato vestiario invernale, dispositivi tra l’altro rientranti tra quelli previsti dalle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.»

«Un altro problema ad oggi irrisolto – proseguono – riguarda la forza lavoro. Nel corso degli ultimi anni, a fronte di un numero cospicuo di addetti che hanno lasciato l’azienda, non ci sono state altrettante assunzioni, col risultato che oggi l’azienda si trova in forte difficoltà nell’organizzare i turni di lavoro e nello svolgimento delle mansioni stesse; mancano professionalità che non sono state sostituite, e molto spesso capita che lavoratori non abbiano neppure la possibilità di andare in bagno per non lasciare scoperto un macchinario funzionante. Stiamo aspettando che venga indetto un concorso per reintegrare i posti vacanti, ma anche su questo ad oggi rimane solo l’urgenza di tale intervento. Molte perplessità le esprimiamo anche su come questa azienda viene diretta e sulle possibili scelte future che ne potranno condizionare i risultati.»

Concludono: «Troviamo inaccettabile che vengano prese decisioni da chi non ha esperienza in questo settore senza tenere conto delle opinioni di chi ci lavora da anni e da sempre ha garantito la funzionalità e l’operatività. Un’arroganza che non porta a nulla se non a prendere decisioni che possono minare il futuro dell’azienda. Come l’idea di cambiare metodo di produzione, e passare dalla produzione in base alle risorse idriche (con stoccaggio della produzioni nei periodi in cui c’è tanta acqua per affrontare i periodi di secca) alla produzione Just in Time (sulla base degli ordini presenti, senza programmare il futuro). L’attività caratteristica di Evam, prevede che la produzione segua il ritmo delle precipitazioni, quando c’è acqua si produce anche per quando ce ne sarà poca. Ci sono momenti dell’anno in cui si lavora in produzione, momenti in cui prevale il lavoro di manutenzione e risanamento. Quando si programma la produzione, occorre essere consapevoli di questo, come del resto quando si sviluppa la rete commerciale. L’Azienda può avere grandi potenzialità ancora, ma vanno colte in ragione delle caratteristiche tipiche della produzione, non capire questo, significa non andare nella direzione corretta. Auspichiamo quindi l’intervento dell’amministrazione comunale di Massa, in quanto proprietaria dell’azienda, al fine di creare un tavolo serio di confronto che possa portare alla completa risoluzione delle problematiche esposte e denunciate.»