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L’altra faccia delle restrizioni covid: in Lunigiana il 14% dei giovanissimi ha problemi psichici

Nel 2021 sono stati più di 900 gli under 18 in cura all'Unità Funzionale Salute Mentale Infanzia e Adolescenza della Società della Salute

LUNIGIANA – Dal 2013 è la dottoressa Isabella Bernazzani, laureata in medicina e chirurgia e specializzata in neuropsichiatria infantile all’Università di Pisa, la responsabile dell’Unità Funzionale Salute Mentale Infanzia e Adolescenza (Ufsmia) Sds Lunigiana, che ha la sede principale in piazza Craxi 22 ad Aulla (Massa-Carrara). Si tratta di un servizio pubblico che svolge attività ambulatoriale di prevenzione, diagnosi e cura nell’ambito dei disturbi neuro-psichiatrici in età evolutiva (dai 0 ai 18 anni di età), occupandosi della salute mentale in senso lato: disturbi psichiatrici, psicologici e neuro psicologici; disturbi del linguaggio; disturbi dell’apprendimento e neurologici; handicap e disabilità.

In Lunigiana la situazione desta non poco allarme ed è in peggioramento, essendo stata acuita dalla pandemia, e basta lasciare la parola ai numeri per rendersene conto: su una popolazione di 6.483 persone sotto i 18 anni di età, infatti, nel 2020 sono stati 843 i pazienti presi in carico dall’Ufsmia, mentre il loro numero già ammonta a 906 al novembre di quest’anno (il 14%); di questi più di 30 sono adolescenti che si trovano in situazioni di disagio molto grave, con richiesta di presa in carico urgente. Una situazione dovuta soprattutto alle misure restrittive legate al covid.

“L’aumento esponenziale di richieste di adolescenti che presentano un diffuso disagio, emerso già nella primavera 2020 in seguito all’isolamento sociale dovuto alla pandemia da covid-19, è esploso – spiega la dottoressa Bernazzani – durante il secondo lockdown, spesso in forme drammatiche all’insegna dell’attacco al proprio corpo: abbiamo registrato, quindi, condotte autolesive, crisi di aggressività e disturbi dissociativi. Quel che è peggio è che cresce la fobia scolare, ovvero il rifiuto di andare a scuola, con la dipendenza grave da internet che si manifesta già dalle medie”.

“Di conseguenza – prosegue la dottoressa – in Lunigiana c’è un grosso disagio fra gli adolescenti, che è stato esacerbato dall’emergenza sanitaria, con gli aspetti di sofferenza più importanti che coinvolgono maggiormente le ragazze. Rimane il fatto che quello che avviene in Lunigiana, purtroppo, è in linea con quanto segnalato dai colleghi delle altre Ufsmia e con gli studi condotti dagli istituti di neuropsichiatria infantile come l’Irccs Mondino di Pavia e il Bambin Gesù di Roma, che segnalano un aumento dei ricoveri in urgenza, di oltre il 50% rispetto allo scorso anno, nei reparti di neuropsichiatria e psichiatria. Pur essendo spesso indispensabile il ricovero, però questo è l’ultima ratio, quindi si dovrebbe cercare di evitarlo” evidenzia Bernazzani.

L’Ufsmia, pertanto, cerca di rispondere a questa emergenza sia con interventi specialistici, psicologici e neuro psichiatrici di supporto agli adolescenti e alle famiglie, sia lavorando in sinergia con gli altri servizi quali Servizio Sociale e Unità Funzionale Salute Mentale Adulti. “È il desiderio di vita all’esterno che si è ridotto negli adolescenti, facendo emergere aspetti depressivi che inquietano e mettendo in crisi le famiglie di appartenenza. Gli adolescenti si sentono più fragili e soli, ed è preciso dovere di una società che voglia dirsi sana averne cura” conclude la dottoressa Bernazzani.

Ecco alcuni altri numeri molto interessanti rispetto all’attività dell’Ufsmia Sds Lunigiana: nel 2020 sono state effettuate 4.022 prestazioni neuro psichiatriche e psicologiche, 3mila e 779 prestazioni dei terapisti della riabilitazione, 2.388 prestazioni logopediche e 1.391 prestazioni neuro psicomotorie; da gennaio a settembre 2021 sono state effettuate 3.834 prestazioni neuro psichiatriche e psicologiche, 3.986 prestazioni dei terapisti della riabilitazione, 2.307 prestazioni logopediche e 1.679 prestazioni neuro psicomotorie. Inoltre, sono già 232 le prime visite al novembre 2021.

“I dati che emergono sul disagio psicologico dei bambini e degli adolescenti conseguenti alla pandemia – commenta il direttore della Società della Salute della Lunigiana, Amedeo Baldi – ci preoccupano molto. Pertanto, nella programmazione operativa annuale abbiamo previsto il potenziamento del servizio Ufsmia, con l’attribuzione di un assistente sociale dedicato e il potenziamento dell’equipe degli psicologi. Questo per consentire una presa in carico più agevole dei tanti pazienti minori che adesso ne hanno bisogno. Colgo anche l’occasione per ringraziare gli operatori per il prezioso lavoro che stanno facendo in un ambito tanto problematico quale è quello del disagio adolescenziale”.

Da sottolineare che l’equipe curante dell’Ufsmia Sds Lunigiana è costituita da neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti e terapisti della neuro psicomotricità, e collabora in stretto contatto con i pediatri e i medici di medicina generale, con il Servizio Sociale e l’Ufsmia Lunigiana, e con le istituzioni scolastiche, educative e giudiziarie. L’accesso all’Ufsmia Lunigiana è diretto, previo contatto telefonico o diretto dei familiari, dal complesso dei Servizi socio-sanitari del territorio, dalle diverse istituzioni (scuola o istituzioni giudiziarie). Le prestazioni vengono erogate nei presidi di Aulla (piazza Craxi 22) o Pontremoli (presso il distretto di via Mazzini). L’orario di prenotazione è il seguente: dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 13,30 e dal martedì al venerdì dalle ore 14 alle ore 16, nell’orario di apertura della segreteria (telefono 0187 406100). L’orario di apertura del servizio è dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 18.