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Master in ingegneria mineraria, 14 giovani diplomati. Venturi: «Massa-Carrara diventi polo di eccellenza» foto

Si è conclusa la prima edizione del percorso formativo nato dalla collaborazione tra Politecnico di Torino e Fondazione Marmo Onlus. A Palazzo Binelli la cerimonia con la presentazione degli elaborati e la consegna degli attestati

CARRARA – Non poteva che partire da Carrara, sede del più importante bacino minerario d’Italia, la prima edizione dell’Executive Master in Ingegneria Mineraria applicata alle cave di pietre ornamentali. Un percorso formativo, durato da marzo a ottobre scorso, nato dalla collaborazione tra Politecnico di Torino e Fondazione Marmo Onlus e attivato con successo da un’iniziativa del professore di ingegneria e sicurezza degli scavi Pierpaolo Oreste. Questo pomeriggio, a Palazzo Binelli, si è svolta la cerimonia conclusiva con la presentazione degli elaborati dei partecipanti e la consegna dei diplomi alla presenza di tutti i partner del progetto: Anim (Associazione Nazionale Ingegneri Minerari), Confindustria Marmomacchine, Confindustria Livorno Massa-Carrara e Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.

Il master ha selezionato 14 ragazzi da tutta Italia, laureati di primo e di secondo livello livello in ingegneria ed altri ambiti tecnico-scientifici che mirassero ad ottenere specifiche competenze tecniche nell’ambito minerario delle cave di pietre ornamentali. «L’obiettivo è stato investire su una formazione di altissimo livello – ha dichiarato il presidente di Confindustria Livorno e Massa-Carrara Matteo Venturi -. Questo territorio ha una storia plurimillenaria legata al lapideo e attraverso questo tipo di iniziative puntiamo a diventare non solo il territorio da cui viene scavato il marmo, ma anche il polo di eccellenza nella formazione sul settore. La nostra intenzione è affrontare un percorso culturale e multidisciplinare con la Scuola del Marmo di Carrara, il Politecnico di Torino e l’Accademia di Belle Arti».

Dopo i saluti della Fondazione Marmo e del Politecnico di Torino è intervenuto alla cerimonia Domenico Gullì, della Usl Toscana Nord Ovest, sul tema delle sfide attuali dell’Ingegneria Mineraria nelle Cave di Pietre Ornamentali. Si è svolta poi una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Bernarda Franchi, Erich Lucchetti e Orlando Pandolfi per la Fondazione Marmo; Pierpaolo Oreste, Claudio Oggeri e Paola Marini per il Politecnico di Torino; Marco De Angelis (Presidente Confindustria Marmomacchine), Domenico Savoca (Presidente Associazione Nazionale Ingegneri Minerari – A.N.I.M.), Matteo Venturi (Presidente Confindustria Livorno Massa-Carrara), Luciano Massari (Direttore Accademia Belle Arti Carrara); collegati in remoto anche Francesco Canali (Direttore Tecnico Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano), Franco Terlizzese (già direttore generale del MISE, oggi si occupa di materie prime a livello internazionale) e Sebastiano Foti, Vice Rettore Politecnico di Torino.

«Voglio fare il mio personale in bocca al lupo – ha detto la Presidente di Fondazione Marmo Onlus Bernarda Franchi – a tutti gli studenti che oggi hanno completato il proprio percorso formativo con in tasca non solo un certificato aggiuntivo al loro curriculum ma, credo, con un patrimonio personale culturale-formativo e anche umano più ricco. Questo periodo è ricco di incertezza ma anche di potenzialità: uno dei principali strumenti che possiamo dare ai nostri giovani è fornire loro una ‘bussola’ per orientarsi meglio nel proprio futuro. Da qui l’idea di fondo di questo Master. Questa giornata per noi della Fondazione segna un inizio: l’avvio di un percorso che porti alla valorizzazione del nostro territorio attraverso la valorizzazione del nostro marmo come elemento identitario di una intera comunità».

Per il professor Pierpaolo Oreste del Politecnico di Torino quella del Master è stata «una iniziativa speciale che ha permesso di radunare molti docenti e tecnici esperti dell’Ingegneria Mineraria e del settore lapideo a Carrara e di trasferire le diverse competenze oggi disponibili ai partecipanti del Master, che hanno seguito con interesse tutte le lezioni, soprattutto quelle organizzate in cava e negli impianti di lavorazione del marmo. Accompagnare l’evoluzione del settore lapideo con programmi didattici specialistici e con analoghe iniziative di tipo scientifico è il modo migliore per mantenere ed espandere il ruolo del bacino di Carrara e dell’Italia nel mondo».