Quantcast
LiguriaNews Genova24 Levante News Città della Spezia Voce Apuana TENews

Navi dei veleni, 26 anni fa la morte del capitano De Grazia. «Intitoliamo a lui il lungomare di Massa»

L'associazione 'Alberto Benetti' e il Grig ricordano il comandante della Marina Miltare che perse la vita in circostanze sospette mentre indagava sui bastimenti che partirono anche dal porto di Marina di Carrara

MASSA-CARRARA – Era la notte tra il 12 ed il 13 dicembre del 1995. Incaricato dal sostituto procuratore di Reggio Calabria, Franco Neri, il capitano della Marina Militare, Natale De Grazia, insieme a due suoi colleghi carabinieri si stava recando alla Spezia per svolgere indagini e verifiche circa il sistema criminale delle cosiddette “navi a perdere”, ovvero di quelle decine e decine di navi salpate anche, sembra, dal porto di Marina di Carrara e affondate, inghiottite dal mare di Calabria con a bordo tonnellate di rifiuti tossici e radioattivi.

Natale De Grazia non arriverà mai alla sua meta. In quella notte del 1995, all’altezza del casello di Mercato San Severino in provincia di Salerno e in circostanze sospette e ancora da chiarire, il capitano De Grazia morirà e con lui le indagini che stava conducendo sul mistero dei relitti fantasma carichi di veleni e inabissatisi al largo delle coste italiane. «Il traffico illecito di rifiuti – commenta Maurizio De Lucia, segretario dell’associazione ‘Alberto Benetti’ – è stato spesso associato a quello delle armi. Per questo, forse, il destino del capitano De Grazia non è stato poi così diverso da quello toccato alla giornalista Ilaria Alpi e all’operatore Miran Hrovatin in Somalia nel 1994».

Criminalità organizzata e smaltimento illegale di rifiuti tossici o radioattivi: “navi dei veleni” in rotta verso i Paesi del terzo mondo e “navi a perdere” affondate invece nel Mediterraneo. Esternalità negative riversate per anni nell’acqua, nell’aria, sui territori, sulle persone, su inconsapevoli terzi. «Dumping ambientale – lo definisce De Lucia – simile ad altri a noi più vicini, al quale il nostro Paese ha fatto ricorso, sin dagli anni ’70, per liberarsi dei propri malefici rifiuti. Indagini giudiziarie, inchieste giornalistiche, relazioni della commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, non hanno ancora consentito di accertare definitivamente responsabilità, colpe e pene. Quello che però traspare sono i coinvolgimenti di imprenditori, faccendieri, pezzi di servizi segreti deviati, esponenti politici e criminalità organizzata».

«L’agire delle “ecomafie” e, più in particolare, della ‘ndrangheta calabrese con le loro penetrazioni e infiltrazioni nel mondo degli affari, della politica e delle istituzioni. Protagonisti in positivo e vittime inconsapevoli, giornalisti, cittadini, ambientalisti, magistrati, degni servitori dello Stato e, soprattutto, il capitano Natale De Grazia, medaglia d’oro al valor di Marina alla memoria per meriti investigativi. Per ricordare e rendere omaggio al capitano Natale De Grazia, in occasione del ventiseiesimo anniversario della sua morte, l’associazione di promozione sociale ‘Alberto Benetti’ e il Gruppo di Intervento Giuridico (Grig) di Massa rivolgono un appello ai cittadini e al mondo dell’associazionismo locale per unirsi nel promuovere l’iniziativa volta ad intitolare al comandante De Grazia il lungomare di Marina di Massa».