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«La statua della Vittoria alata nella nuova piazza Palma». La proposta di Frediani

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MASSA – «Perché non valorizzare maggiormente la bella statua della Vittoria alata attualmente posta all‘ingresso dei laboratori dell‘Istituto Palma?». A chiederlo e a proporlo è Franco Frediani, che sulla attribuzione della scultura ha richiesto un parere alla critica d‘arte ferrarese Arianna Fornasari.

«La dott.ssa è autrice di una tesi e di un volume sulle opere di Giuseppe Virgili, lo scultore che da diversi esperti, tra i quali il professor Renato Carozzi già docente all‘Accademia di Belle Arti di Carrara, è ritenuto, sino ad oggi, il probabile autore della bella scultura. – spiega Frediani – L‘opera a tutto tondo, realizzata in marmo bardiglio, faceva parte di un gruppo di sculture (cinque bassorilievi anch’essi nell’Istituto) commissionate negli anni tra il ’39 e il ’40 da Italo Balbo ad un gruppo di scultori ferraresi: Ulderico Fabbri, Enzo Nenci e Giuseppe Virgili, per essere desinate alle colonie italiane. I gessi furono tradotti per la trasposizione in marmo nei laboratori della Versilia e la Vittoria in quello di Pietro Bibolotti a Pietrasanta. Terminata la realizzazione, le opere furono caricate sul treno, destinazione porto di La Spezia, da dove avrebbero dovuto essere imbarcate per la Libia. Lo scoppio della seconda guerra mondiale bloccò invece le sculture alla stazione ferroviaria di Massa dove rimasero per poco perché si pensò di trasferirle provvisoriamente nei locali del Genio Civile, dove invece rimasero sino al termine del conflitto quando il Genio le donò all’Istituto Palma e lì ancor oggi giacciono. Circa l‘attribuzione a Virgili la dott.sa Fornasari così mi ha risposto: “Per quanto non abbia avuto modo di leggere il saggio del prof. Carozzi, quindi non sapendo in fondo su quali basi possa fondarsi la sua ipotesi, posso affermare non vi sia nessuna appartenenza stilistica che possa ricondurre il ferrarese all’iconografia presente nella Vittoria, tesi supportata anche dagli Eredi, di nuovo recentemente interpellati. E se, azzardo, Bibolotti avesse eseguito il bozzetto seguendo solo linee direttive e quindi imprimendovi il proprio stile, indipendentemente dall’Autore al quale fu dato l’incarico, ammesso che vi fosse? In sunto, mi sento quindi, ad oggi, di non appoggiare le ipotesi attributive a Virgili riguardanti la Vittoria. Riguardo l’idea di collocazione della Vittoria alata nella recente piazza Felice Palma, questa ben venga. Magari, mi auguro, stando sotto gli occhi comuni, si potrà raggiungere una risposta attributiva certa. Non sempre la bellezza è firmata. Per ora, almeno”».

«Come giustamente afferma la dott.sa Fornasari, non sempre la bellezza è firmata e la bellezza della Vittoria alata è indiscutibile. – conclude Fornari – Perchè dunque non darle migliore e maggiore visibilità, posizionandola nella nuova recente piazza Palma, all‘ingresso dell‘Istituto? Facciamo dunque appello alla dirigente dott.sa Ilaria Zolesi e all‘amministrazione comunale affinchè valutino positivamente tale proposta. Spes ultima dea».

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