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«Tuteliamo la famiglia tradizionale». Bruschi (Fi) scatena la bufera social. E Scanzi lo attacca: «Solito mix “sfascistone”»

Il titolare de Le Palme Alessandro Bandoni: «Per fortuna queste bestie sono rimaste una minoranza che piano piano andrà ad estinguersi». E Musetti chiede un confronto pubblico al giornalista del "Fatto"

CARRARA – Sta facendo discutere l’ultima uscita social del coordinatore comunale di Forza Italia Riccardo Bruschi. In un post di qualche giorno fa l’esponente del partito di Silvio Berlusconi trattava il tema dell’omosessualità, esortando a «tutelare la famiglia tradizionale ed i valori cristiani» e sottolineando come «la tv e in generale la cultura di oggi vorrebbero insegnare che baciare un amico o un’amica sono la stessa cosa». «Non sono un bigotto – scriveva – e a dire il vero neanche un praticante, ma tengo alla nostra storia ed identità. Ho un bimbo di 6 anni e la tv ed in generale la cultura di oggi vorrebbero insegnargli che baciare un amico o un’amica sono la stessa cosa. Non mi pare un buon insegnamento per una creatura, e penso che in futuro cosi avremmo molta piu promiscuità sessuale. Preciso che non ho nulla contro gli omosessuali, assolutamente, le minoranze vanno difese, e spesso chi è omosessuale incontra scherni, difficolta, anche crisi psicologiche e famigliari… Tutta la mia comprensione, però bisogna anche difendere le maggioranze e la natura, che vuole un uomo debba unirsi ad una donna per dare alla luce una nuova vita».

Il post ha avuto una grossa eco non solo nel panorama politico locale (il vicesindaco del M5s Matteo Martinelli chiosa: «Ogni ulteriore commento onestamente appare del tutto superfluo»), ma anche fuori provincia. A dire la sua si è aggiunto infatti anche Andrea Scanzi, uno dei giornalisti più seguiti a livello social in tutta Italia, che come sempre non usa mezzi termini: «In questo messaggio c’è il solito mix “sfascistone” caro a certa destra. Il riferimento alla “normalità” (da loro incarnata). La solita frase “non ho nulla contro gli omosessuali MA”. La solita grammatica violentata e vilipesa (a questo tizio devono aver vietato l’uso di accenti e apostrofi). Soprattutto: l’idea allucinante e invasata che il sesso diverso da quello che hanno in testa loro sia contro natura. Che livello basso, becero, triste, retrogrado e triviale. Ma li fanno con lo stampino? Mamma mia che mestizia».

Un commento, quello di Scanzi, che ha scatenato la reazione di un altro esponente locale di Forza Italia, Gianni Musetti: «Solidarietà e vicinanza al nostro coordinatore Comunale Riccardo Bruschi – esordisce così in una lunga lettera – oggi vittima della solita sortita dovuta alla intraprendenza mediatica dell’inutile cortigiano del celebre  “fattaccio Quotidiano”, dalla retorica nauseante, al modo maniera della maestrina isterica in piena crisi di nervi post divorzio-cerebrale, un addio al “commiato” fra la penna e il cervello,  fra lo smisurato ego e il tentativo di giungere alla ragione, quel poco che ne è rimasta, ormai inesorabilmente sprofondata nella disperazione del fallimento (il suo libro non è in nessuna classifica di vendita) la retorica che colpisce tutti, come una mietitrebbia guidata da un ubriaco, che si abbassa a raccogliere spine anche a in un post su Facebook di un giovane professionista, padre e marito, fulcro di una famiglia normale, perdipiù multietnica, con tanta storia anche nelle arti dell’arte, laureato a pieni voti e realizzato in un quadro dirigenziale bancario, raggiunto senza nessuna raccomandazione, (raccomandazioni molto in voga in quel di Arezzo, dove i vaccini si fanno prima degli altri, vero Scanzi? “Scanzati, tocca a me che sono un pennivendolo”)  prestato alla politica per la sola passione del farla per il bene e per il giusto, per una ideologia, che a differenza delle idee, non si cambiano in base al redattore o allo sponsor che ti paga il teatrino per il monologo».

«Quale miglior modo – continua Musetti – poteva trovare Scansi per promuovere il suo libro se non attaccare, in ogni città d’Italia, un politico un po’ in vista, deridendolo per una disattenzione grammaticale, che non ci sarebbe mai stata se Riccardo avesse pensato di aver un così importante appassionato della grammatica e della sintassi ad esaminarlo, la stessa grammatica che lo Scansi usava abilmente al preludio pandemico, nei video in giacca di pelle nera e occhiali da sole al buio, per dire che il corona virus non esisteva,  ‘il corona virus è solo un raffreddore’ (testuali parole), che dovevamo uscire e vivere, che dovevano andare a mangiare al ristorante cinese e a farci sollazzare ai massaggi orientali, perché era una semplice influenza, niente di più (…). Ma come può offendere una posizione legittima di un politico, di un semplice uomo impegnato gratuitamente in politica, di così “piccola statura mediatica” rispetto alla sua onnipresenza radiotelevisiva che si traduce in apparizioni evangeliche nei programma a tinte rosso grilline di rai tre, la 7 e canali in deficit di bilancio come le loro prolisse morali dispensate a tutti dal pulpito televisivo, e ignorate affabilmente appena si tratta di tenersi le scarpe lucie, mentre il mondo affonda nel fango? Non si può difendere i valori della famiglia e della tradizioni? Che prima di tutto è tradizione del mondo occidentale, e poi della fede giudaico cristiana in cui si è evoluta, dettando in essa, con l’instabilità della parola di Dio, o degli Dei, come meglio preferite,  con dei dogmi che non sono solo postulati della fede, ma la sintesi perfetta per un equilibrio sociale, per una società sana, altruista, costruita sulla creazione della vita attraverso il vincolo dell’amore, prima fra i procreatori, che attraverso quel legame lo trasferiscono alla propria prole, frutto di un gesto di amore e di persecuzione di un istinto di conservazione della specie, ma soprattutto, di conservazione e di testimone ereditario di cultura, d etica, di sapienza e coscienza, che proprio gli scalzi di idee come il sopra noto citato evangelista della fede dei “testimoni di Santoro”, sostenitori della società fluida, non dal punto di vista sessuale, ma da quello della sua proprietà fisiche, di tramutarsi in una brodaglia liquida, ossia adattabile alla forma del recipiente in cui la si vuole costringere, e ripeto costringere, non farla crescere come vorrebbe la sua natura».

In chiusura Musetti chiede  al giornalista del Fatto Quotidiano un confronto pubblico: «Caro Scanzi, la invito personalmente ad un confronto pubblico a Carrara, tutto a mie spese, anche il suo viaggio e il cachet che vorrà chiedermi, venga pure qui da noi dove di fascismo rosso ne ha combinate di ogni colore, ad incominciare dal più alto tasso di tumori d’Italia, al tasso disoccupazione più alto di tutto il centro nord, alla terra inquinata per quasi tutta la pianura fra la montagna e il mare, dopo l’esplosione di un alto forno della montedison, e dei prodotti chimici che interravano a terra con la complicità dei sindacalisti che tacevano sulla sicurezza dei lavoratori per chissà quale beneficio, con le case popolari che cadono a pezzi, con una azienda sanitaria dove sono spariti 400 milioni di euro senza che il suo giornale gli dedicasse una breve in 15° pagina. Non pensi solo a Berlusconi, a Sgarbi, a Bruschi, ai fascisti che ti spostano sempre le chiavi della macchina quando eri convinto di averle lasciate sul cd del suo film con Maccio Capatonda. filmografia! Venga qui da noi, confrontiamoci anche in diretta su facebook o istagram (dove promuve foto con monili e magliette griffate), ho invitato anche Sgarbi a un confronto, e sono sicuro che non perderebbe l’occasione».

Nel frattempo sulla vicenda è intervenuto anche Alessandro Bandoni, titolare del ristorante “Le Palme” di Marina di Carrara e fiero sostenitore della comunità LGBT, che in un post social si rivolge direttamente a Bruschi: «Laddove dici di non aver nulla contro gli omosessuali…ma quanto vi piacerà mai quando avete qualcosa da dirci utilizzare questa ipocrita frase!? Hai un bimbo di 6 anni che guarda la tv (Se non guarda Sailor Moon né la Sirenetta puoi star tranquillo). Io un nipote di 15 che pur avendo uno zio come il Bando (quindi contrariamente a tuo figlio, che vede i gay alla tv, mio nipote l’ha in casa) è eterosessuale e gli piacciono le donne, quindi come vedi nessun lavaggio del cervello e nessuna trasformazione (l’omosessuatite è stata levata dal 17 maggio 1990 dalle malattie). Parli delle problematicità per chi è omosessuale, in famiglia, con crisi psicologiche (ora sei a che sociologo!?)… Per l’amor di Dio, c’è chi ha avuto e ha ancora dei problemi in famiglia come nella società, ma non in quanto gay, lesbiche, transgender, e chi più ne ha più ne metta (siamo una comunità variopinta). Noi stiamo bene con noi stessi/e, se non fosse che ci sono ancora troppe persone in Italia e nel mondo (per fortuna una minoranza però) che ci considerano deviati, malati, pensando di guarirci. Ma ti ripeto, per fortuna queste bestie sono rimaste una minoranza che piano piano andrà ad estinguersi». E chiude: «Ps: giusto per non lasciarti nella tua ignoranza naturalistica, ci sono animali (toh guarda, la natura da tanto te acclamata!) che cambiano sesso in base a chi incontrano della loro specie, per riprodursi».

Nei commenti, infine, c’è spazio per una ulteriore replica di Bruschi: «Ognuno è giusto faccia la sua vita come si sente, secondo la sua natura, la liberta ed autodeterminazione, è alla base del pensiero mio partito – scrive -. Però con la consapevolezza e magari l’orgoglio (il famoso “pride” fra l’altro) di essere anticonformisti, diversi, non bisogna far passare per forza passare il concetto che tutto sia “normale”, soprattutto ai bambini. Per me normale è la famiglia del Mulino Bianco, anche se so che è utopia, eccezione alla regola. Dal medioevo è tutto, passo e chiudo».