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«Bolkestein e concessioni balneari, Fdi l’ha votata in Europa e al Governo ma oggi fa finta di nulla»

Rifondazione Comunista: «Andrebbe fatta una riforma seria del settore che tuteli occupazione (buona e non precaria) ma senza che questo comporti il ricatto politico delle concessioni automatiche a vita su un bene demaniale»

MASSA-CARRARA – “In “Fratelli d’Italia” sono politicamente ipocriti. Farebbe ridere, se non parlassimo di questioni molto serie, la loro presa di posizione contro gli sviluppi sulla vicenda della cosiddetta direttiva Bolkestein. Vorremmo infatti ricordare a tutti che in sede di parlamento europeo noi di Rifondazione Comunista votammo contro, mentre loro – unitamente e popolari e socialisti – furono a favore. Vorremmo ricordare che alla direttiva è stata data attuazione in Italia mediante il decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 cioè dal governo Berlusconi e quindi anche col loro sostegno parlamentare e governativo. Ma di che stiamo parlando?”. E’ l’attacco a Fratelli d’Italia da parte della federazione di Massa-Carrara del Partito della Rifondazione Comunista a proposito della questione Bolkestein e concessioni.

“Ora fanno finta di nulla – continuano da Rifondazione – per una pura speculazione elettoralistica, mentre si presentano compatti alle varie elezioni amministrative come centro destra, quindi alleati di chi il decreto concorrenza del governo di super Mario Draghi appoggia in pieno, mentre loro stessi fanno meramente una finta opposizione per mostrare una destra che può andare bene a tutti, basta prendere i voti. Nel merito andrebbe fatta una riforma seria del settore di cui si parla – cioè delle concessioni balneari, erroneamente l’unico citato, mentre il ddl concorrenza privatizza tutti i servizi pubblici comunali, con l’assoluto silenzio di Fratelli D’Italia – che tuteli occupazione (buona e non precaria) ma senza che questo comporti il ricatto politico delle concessioni automatiche a vita su un bene demaniale, nonché precluda una presenza seria e non simbolica delle spiagge libere, e non significhi utilizzare come proprie le spiagge per fare cementificazioni e affini. E magari un ruolo meno silente e meno “complice” da parte dei Comuni. Noi siamo quindi dalla parte del lavoro, dell’ambiente e della tutela dei beni pubblici, da sempre. Le speculazioni elettoralistiche e incoerenti le lasciamo agli altri”.