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L’Armenia e Massa-Carrara, un’amicizia di lunga data. La visita dell’ambasciatrice in provincia foto

Invitata dal professor Riccardo Canesi, la diplomatica ha avuto una fitta, intensa e proficua serie di incontri con le istituzioni locali

MASSA-CARRARA – Sabato la provincia di Massa-Carrara ha ricevuto la visita dell’ambasciatrice della Repubblica di Armenia, Tsovinar Hambardzumyan. Invitata dal professor Riccardo Canesi, l’ambasciatrice ha avuto una fitta, intensa e proficua serie di incontri. Durante una breve visita del centro storico carrarese ed avere ammirato la bellezza di Sant’Andrea, si è imbattuta, quasi casualmente, in don Raffaello Piagentini che non ha avuto bisogno di confermare la sua simpatia e la sua cultura, ricordando all’ambasciatrice il patriarca armeno e cardinale di Santa Romana Chiesa, Gregorio Pietro Agagianian, un ecclesiastico che godeva negli anni ’50 di una straordinaria popolarità a Roma e nel mondo, tanto da aver seriamente rischiato di essere papa nel conclave del 1958.

A fine mattinata, l’ambasciatrice ha incontrato al Palazzo ducale di Massa il prefetto Claudio Ventrice, e il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, che hanno manifestato molto interesse in future collaborazioni tra il nostro territorio e l’Armenia. In particolare, il presidente Lorenzetti, dopo aver ascoltato la proposta di Canesi di festeggiare adeguatamente il sessantesimo anniversario del gemellaggio tra Carrara e Jerevan (che cadrà nel 2022), si è mostrato molto interessato a promuovere una missione politico-economico-culturale nella prossima primavera a Jerevan.

Alle 13,30, l’ambasciatrice ha avuto modo di ammirare il monumento donato dalla città di Jerevan a Carrara nel lontano 1967 localizzato nel parco “Falcone e Borsellino” a Marina di Carrara. In compagnia del presidente del Consiglio comunale carrarese, Michele Palma, e dello storico locale Pietro Di Pierro ha offerto la sua collaborazione per il restauro, in occasione del prossimo anniversario e ha informato i presenti che scultore (Ara Haroutounian) e architetto (Rafael Israelian) dell’opera, sono stati tra i più grandi artisti armeni, al tempo molto giovani. Alle 15 alla Camera di Commercio di è svolto l’incontro con un nutrito gruppo di rappresentanti delle categorie economiche presieduto dal commissario dell’ente camerale, Dino Sodini e supportato dal segretario, Enrico Ciabatti.

Da parte imprenditoriale si è manifestato molto interesse soprattutto nel settore dei trasporti, della meccanica, dell’alimentazione e del turismo. Unanimemente tutti hanno concordato sul fatto che le auspicabili manifestazioni del prossimo anno, in occasione del gemellaggio, potrebbero essere un significativo punto di partenza per stabilire legami più duraturi anche in campo commerciale ed economico. Alle 17 il sindaco di Carrara, Francesco De Pasquale, ha accolto in municipio l’ambasciatrice, insieme a Cesare Bassani, presidente della Commissione Cultura e a Michele Palma. Anche loro si sono detti molto propensi ad organizzare, insieme alla città di Jerevan, degne manifestazioni, in occasione dell’importante anniversario. C’è stato un simpatico scambio di doni e il sindaco ha ricevuto una bottiglia di “cognac” armeno d’annata Ararat.

Alle 18, l’ambasciatrice ha preso parte all’Accademia di Bella Arti, alla presentazione, organizzata da Italia Nostra, del libro “Il Calice Frantumato” di Arthur Alexanian, fiorentino di adozione, francese di passaporto e armeno di origine. La manifestazione è stata aperta da un saluto di Emanuela Biso, presidente di Italia Nostra sezione Apuo-Lunense e coordinata da Canesi. Strapiena la sala, nei limiti della normativa anti-covid, con presenze armene illustri quali quella di Mikayel Ohanjanyan, scultore armeno che vive tra Firenze e Querceta, insignito di molti premi, tra i quali il Leone d’Oro di Venezia vinto con la delegazione armena e del dottor Alexander Aghababian, dell’Azienda Universitaria Pisana.

Interessanti e toccanti gli interventi del pubblico, tra cui quello del professor Fabrizio Geloni che ha raccontato la straordinaria umanità della gente di Armenia da lui incontrata nel lontano 1964, allorché si recò a Jerevan con una delegazione comunale carrarese, tra le prime delegazioni straniere allora viste in Armenia. Alla fine della presentazione sono state donate dall’istituto “D.Zaccagna” , gemellato dal 2015 con una scuola armena, e rappresentato dal professor Andrea Del Sarto, zainetti e magliette all’ambasciatrice, alla sua bambina e alla valente assistente di ambasciata Naira Ghazaryan.

A quest’ultima è stato poi consegnato un diploma di “Carrara per Dante” per avere letto e registrato in armeno il XX Canto dell’Inferno (ne’ monti di Luni, dove ronca / lo Carrarese che di sotto alberga). L’impegnativa giornata dell’ambasciatrice si è conclusa con una cena al ristorante Re Bacco offerta dall’amministrazione comunale, presente il sindaco, lo scrittore Alexanian e altri ospiti armeni.