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L’hub vaccinale potrebbe tornare a Carrarafiere. Il M5s: «Doveroso per la terza dose»

I pentastellati contro Giani e Zubbani: «Lo spostamento a Massa è stato un passo falso grave, di cui dovrà rispondere il governatore insieme al suo super consulente»

CARRARA – «Riportare l’hub vaccinale a Carrara è doveroso». Lo afferma il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle Carrara all’indomani della notizia di un probabile ritorno del servizio nei padiglioni del polo fieristico Imm. «Ma i tentennamenti del governatore Eugenio Giani e del suo fedele consulente Angelo Zubbani fanno lievitare i costi di gestione dell’hub vaccinale».

«L’andirivieni del centro di somministrazione da CarraraFiere al vecchio ospedale di Massa, con probabile ritorno a meno di un mese dal trasferimento – aggiungono i pentastellati – sta innescando spese extra, un generale disorientamento dei cittadini e disagi per il personale sanitario. Tutto questo – spiegano dal M5s – era facilmente evitabile. Sarebbe bastato ascoltare le parole del sindaco Francesco De Pasquale che, insieme a molti colleghi, fin da subito, si era schierato contro la chiusura dell’hub di Marina di Carrara e il suo trasferimento al vecchio ospedale di Massa. Una decisione frettolosa, che ha tenuto conto solo degli effetti economici a breve termine e senza valutare il trend della pandemia. Un passo falso grave, di cui dovrà rispondere il governatore Giani, insieme al suo super consulente Zubbani».

«Infatti – ricordano – già nei giorni del trasferimento, a metà ottobre, si parlava della necessità di un “richiamo vaccinale di massa” e della somministrazione a tutta la popolazione di una terza dose. Sarebbe stato sufficiente prendersi qualche giorno per riflettere e osservare l’andamento dei contagi e soprattutto le valutazioni degli esperti sulla terza dose: avremmo evitato un trasloco, i costi di adeguamento dell’ospedale di Massa e tante polemiche»insistono i 5 Stelle, ricordando come «proprio a causa degli spazi più ridotti, presso la struttura di oltre Foce si sono registrati ritardi e lunghe attese. Chi maneggia soldi pubblici – concludono – e deve garantire il funzionamento della sanità territoriale dovrebbe prestare maggiore attenzione, e magari scegliersi meglio i consulenti per evitare spese inutili e assicurare una eccellente qualità dei servizi ai cittadini, soprattutto durante una pandemia».