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Lotta alla violenza di genere, ecco tutte le iniziative a Carrara. Galleni: «Serve una cultura nuova»

Sul sito del comune è attivo il “chatbot”, una chat anonima e non tracciabile ideata per combattere la violenza domestica. Dalle 9.30 di domani il via alle iniziative, 22 drappi rossi verranno esposti sul territorio comunale

CARRARA – Sono circa un centinaio le donne che ogni anno si rivolgono al centro antiviolenza di Carrara. Vittime spaesate, fragili, talvolta straniere (circa il 30%) e in difficoltà a farsi comprendere. Tutte, però, senza distinzione di cultura, etnia, religione e lingua, possono contare su una rete che funziona. A Carrara il settore sociale del Comune, le forze dell’ordine, i servizi sociali, il consultorio e la Magistratura hanno stretto una collaborazione molto forte.  Lo hanno ribadito con forza questa mattina l’assessore al sociale del Comune di Carrara Anna Galleni, la responsabile del centro antiviolenza e Presidente della Commissione Progetto Donna per le Pari Opportunità Francesca Menconi e la coordinatrice del centro Ghannou Babali, nel corso di una conferenza stampa convocata per presentare le iniziative in occasione Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, domani 25 novembre. Presentazione alla quale ha partecipato anche Nicola Ricci, autore di un quadro a tema realizzato per l’edizione 2021 della ricorrenza che sarà esposto temporaneamente a Palazzo Civico per poi essere collocato al Centro Antiviolenza.

Per l’occasione è stato presentato ufficialmente il “chatbot” attivo ormai da qualche giorno sul sito del Comune di Carrara: si tratta di una chat anonima e non tracciabile, attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, utilizzabile sia da computer che da cellulare, rivolta alle donne che desiderano ricevere informazioni e supporto in modo discreto, nell’ambito del programma “Save the Woman”. Ideata per combattere soprattutto il fenomeno della violenza domestica, questa applicazione funziona come primo contatto, rivolto in particolare a persone che hanno difficoltà a comunicare perchè costrette a rimanere a casa con partner psicologicamente o fisicamente violenti. L’attivazione della chat rientra in un progetto voluto dal Centro Antiviolenza di Carrara che vede la nostra città, insieme a Salerno, tra i primi comuni ad essersi dotati del servizio.

Le manifestazioni istituzionali programmate dalla Commissione progetto Donna per le Pari Opportunità inizieranno domani alle 9.30, quando si terrà la cerimonia di intitolazione del giardino “25 novembre” e della panchina rossa in zona San Martino realizzata in collaborazione con i ragazzi e le ragazze di Anffas. Dopo quella collocata da Nausicaa Spa nella pineta di ponente a Marina di Carrara, questa è la seconda delle 10 panchine rosse che saranno dislocate in città nell’ambito della campagna di sensibilizzazione sulla violenza contro le donne. Sempre da domani, giovedì 25 novembre, sarà disponibile sulla pagina Facebook “CPO Commissione Progetto Donna Pari Opportunità” il video realizzato dall’artista Emilia Persenico che raccoglie un coro di voci femminili e maschili contro la violenza sulle donne.
Su richiesta della Commissione Progetto Donna Pari Opportunità e grazie alla collaborazione di Nausicaa Spa, inoltre, fino al 27 novembre, la scultura “Armonia di luci e ombre” di Nardo Dunchi collocata al centro della rotatoria a Turigliano e la “Fontana della Bagnante” di Aldo Buttini (conosciuta come La Venere), in Largo 25 Aprile, saranno illuminate di rosso, il colore simbolo della giornata.

Torna e si allarga l’ormai consueta iniziativa dell’esposizione del “Drappo Rosso”, alla quale hanno aderito le Pro Loco di Avenza, Bergiola, Carrara, Codena, Colonnata, Fontia, Fossola-Moneta, Gragnana, Marina di Carrara (presso autorità portuale) e Miseglia oltre alla Pubblica Assistenza che appenderà il drappo in 7 sedi del territorio comunale. Esporranno un loro drappo anche la Provincia di Massa-Carrara, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, il Consultorio AUSL di Avenza, L’Avis Comunale Carrara, il Club Nautico – che per la terza volta ha organizzato il Trofeo “Vele di libertà … dalla violenza sulle donne”.

Partirà poi una campagna di sensibilizzazione dal titolo “Liberarsi dalla violenza si può”, nel corso della quale, a cura del centro “Donna chiama Donna” gestito dal Cif Carrara Odv, saranno affissi in città una serie di manifesti realizzati grazie alla collaborazione di Andrea Dazzi ed Elena Zanelli e saranno distribuite le bustine di zucchero con impressi, oltre ai contatti del centro antiviolenza di Carrara 800 597244 e 3457975099, il numero di pubblica utilità 1522 per collegarsi al servizio promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità.

Venerdì 26 novembre, inoltre, si terrà la prima di due giornate di formazione congiunta nell’ambito del progetto Diana (Dispositivi Integrati Antiviolenza nelle Apuane) realizzato grazie alla collaborazione tra i Comuni di Carrara, Massa e Montignoso: un appuntamento al quale parteciperanno, tra gli altri, Sabatina Antonelli, viceprefetto vicaria Prefettura Massa-Carrara, l’assessora alle Politiche di Genere della Regione Toscana Alessandra Nardini e Cataldo Scavuzzo, presidente del Progetto Uomini Responsabili (Pur). Sabato 27 novembre, invece, la Commissione Progetto Donna sarà protagonista di un incontro in presenza presso il Carcere di Massa per un confronto con i detenuti sui percorsi per gli autori di violenza, organizzato in collaborazione con Progetto Uomini Responsabili (Pur).

A dicembre, infine, prenderà il via una rassegna cinematografica che spazierà su vari temi: dai diritti delle donne, alla violenza di genere passando per la disabilità. Alla Sala Garibaldi di Carrara sarà possibile vedere o rivedere The Danish Girl, Foxfire – Ragazze Cattive, Io ci sono, L’uomo invisibile e The Women’s Angels.

«Le donne sanno bene che ogni ritardo legislativo nella tutela dei diritti civili rafforza e perpetua una visione “malata” che è poi difficile cambiare in poco tempo. In questa battaglia di rinnovamento state svolgendo un lavoro prezioso e ve ne ringrazio – ha detto l’assessore Anna Galleni rivolgendosi alla Commissione – E lo stato facendo nel migliore dei modi: state infatti lavorando su una cultura nuova, diversa: lo fate puntando sul cinema, attraverso l’installazione sul territorio di oggetti simbolici e mirando ad un’altissima qualità della formazione e degli operatori. La bella rete che esiste tra Centro Anti Violenza, Forze dell’Ordine, Magistratura, Sanità e Servizi Sociali, coniugata al lavoro di innovazione, sono armi fondamentali per vincere questa battaglia. Anche il fenomeno della violenza sulle donne ha radici culturali antiche e reciderle con un sistema di valori diverso è il modo migliore per combatterlo»

Francesca Menconi, presente in duplice veste di responsabile del centro e in rappresentanza della presidente del Cif Carrara Nella Pisani, assente per motivi di lavoro, ha sottolineato la molteplicità di attori che ruotano attorno alle iniziative e il grande lavoro di squadra che è stato fatto negli ultimi anni a Carrara per fornire il miglior supporto possibile alle vittime di violenza. «La rete di questo territorio è tra le più strutturate a livello regionale – ha sottolineato – e sono tante le associazioni che hanno deciso di sostenerci, dai paesi a monte fino al mare». AVIS, Club nautico, Pubblica Assistenza, Provincia, Consultorio Asl Avenza e 10 Pro Loco del territorio esporranno i loro drappi rossi. In tutto saranno ventidue.

Il centro antiviolenza si sta impegnando sempre di più sul fronte della formazione delle vittime ed anche sull’accoglienza delle donne migranti, con l’obiettivo di essere più inclusivi possibile. Su questo punto è intervenuta la coordinatrice e mediatrice del centro Ghannou Babali: «La dimensione multiculturale è importantissima. Abbiamo avuto casi di donne straniere, vittime di discriminazione multipla che generalmente richiede un intervento ad hoc. Grazie ai corsi di formazione che organizziamo impariamo anche a gestire queste situazioni. E tra casi gravi spesso ci sono anche immigrati. Una donna che non parla la lingua italiana, non ha amici né una famiglia, finisce per sentirsi isolata. Nel nostro centro, invece, questo servizio di accoglienza a 360 gradi, a prescindere da lingua, etnia religione».