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Dopo 16 anni un nuovo Piano di protezione civile «più ricco e flessibile». Ecco cosa cambierà

Non più soltanto alluvioni e terremoti, la nuova versione contiene le misure relative al rischio epidemiologico, quelle per la gestione dell’emergenza vento e per i fenomeni di gelo e neve

CARRARA – Dopo 16 anni il Comune di Carrara avrà un nuovo piano di protezione civile: un piano più snello, flessibile e semplice da aggiornare. La bozza è stata approvata venerdì 19 ottobre dalla giunta e adesso dovrà seguire un iter preciso, simile a quello previsto per i piani urbanistici, prima dell’entrata in vigore vera e propria. Un percorso che si concluderà tra due o tre mesi, dopo una serie di passaggi formali che prevedono il coinvolgimento della regione e di altri enti, con l’approvazione da parte del Consiglio comunale. Fino a quel momento resterà in vigore il precedente, che risale al 2005.

«Ringrazio il personale della nostra Protezione Civile che ha fatto uno straordinario lavoro di aggiornamento e adeguamento del Pian – ha dichiarato il sindaco Francesco De Pasquale -. la nuova bozza infatti recepisce le esperienze maturate negli ultimi 16 anni in cui la nostra città è stata chiamata ad affrontare emergenze nuove e in certi casi inaspettate».

Sul dettaglio del testo è entrato il responsabile della Protezione Civile Angelo Ricci.  «Purtroppo – ha detto – in questi anni abbiamo avuto esperienze con diversi tipi criticità che abbiamo voluto analizzare per creare delle procedure codificate. Il piano stesso prevede inoltre una serie di allegati, quelle parti del piano che sono soggette a modifiche anche all’interno dell’anno stesso».
Il testo, oltre a recepire le nuove norme emanate a livello nazionale in materia di Protezione Civile – in primis la nuova catalogazione delle allerte che dal vecchio sistema per categoria (attenzione, preallarme, allarme critico, allarme) passa ufficialmente a quello a colori (verde-giallo-arancione-rosso), già in uso da diversi anni-,contempla tutta una serie di nuove “emergenze” che la nostra città è stata chiamata ad affrontare ma che fino a qualche anno fa erano difficili da prevedere. La versione 2005 del Piano di Protezione Civile infatti esaminava “solo” il rischio idrogeologico e sismico mentre la nuova stesura, oltre ad aggiornare questi due capitoli ne affronta di nuovi. Ci sono le misure relative al rischio epidemiologico, messe a punto sulla base di quanto accaduto durante la pandemia da Covid-19; quelle per la gestione dell’emergenza vento, che segue l’episodio della tempesta del marzo 2015 e quelle per i fenomeni di gelo e neve; ci sono i provvedimenti per il rischio legato alle bonifiche dei residuati bellici, messi a punto dopo la vicenda del ritrovamento ad Avenza di una bomba della II guerra mondiale che sfociò nell’evacuazione di 17mila persone e anche le misure correlate al rischio di incidente ferroviario, predisposte sulla base della tragedia di Viareggio del 2009.

Oltre ai contenuti è stata riformata anche la struttura stessa del piano: c’è una parte “costitutiva”, dedicata all’esame generale delle varie tipologie di rischio a cui è esposto il nostro territorio comunale e una serie di allegati (nella bozza presentata alla giunta sono 14), che spazia delle misure di auto protezione per la popolazione, alla definizione della catena di comando, dai luoghi e i livelli di rischio ai ruoli dei vari soggetti chiamati a intervenire durante le emergenze. Una nuova struttura mirata a rendere più agile e più facilmente aggiornabile il Piano: la parte degli allegati infatti potrà essere modificata con una semplice determina dirigenziale, evitando il lungo iter necessario alla riforma dell’intero documento e che, come per questo caso, si snoda sui tre/quattro mesi.