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«Sanac, bene il tavolo ministeriale. Ma adesso Invitalia si impegni a garantire gli ordini»

Gozzani (Cgil), Figaia (Cisl) e Borghini (Uil) fanno un primo bilancio a una settimana dallo sciopero generale dell'industria apuana: «La mobilitazione ha dato i primi risultati, ma è ancora presto per sentirsi rassicurati»

MASSA – Si iniziano a vedere i primi risultati della mobilitazione di venerdì scorso, ma è ancora presto per sentirsi rassicurati. Questa l’atmosfera che si respira nel mondo sindacale, che dopo il mega corteo dal piazzale della Sanac a piazza Aranci fanno un primo bilancio. “Ringraziamo tutti i lavoratori – si legge nella nota firmata da Paolo Gozzani (Cgil), Andrea Figaia (Cisl) e Franco Borghini (Uil), che hanno sacrificato parte del loro salario per manifestare al nostro fianco, le categorie che hanno proclamato sciopero e quelle che hanno aderito in solidarietà, gli studenti e più in generale tutti i cittadini che sono stati al nostro fianco in quella che è stata una grande prova di coesione territoriale.  Abbiamo appreso positivamente la convocazione del tavolo ministeriale del 23 novembre su Sanac, così come è positivo il fatto che siano stati prorogati 6 contratti a termine nello stabilimento Sanac di Massa fino al 30 aprile. Adesso però, a fianco delle nostre categorie, chiediamo con forza che il ministero attraverso Invitalia si impegni a garantire gli ordini di materiale refrattario da Taranto e a velocizzare quanto prima il processo che dovrà portare alla nuova gara”.

“Allo stesso tempo – proseguono i tre – valutiamo positivamente la visita della Sottosegretaria al ministero della transizione economica Ilaria Fontana per affrontare il tema delle bonifiche. Sono anni che come organizzazioni sindacali denunciamo ritardi in merito all’attuazione delle bonifiche. Avevamo accolto positivamente il passaggio da Sin a Sir di molte delle aree interessate a bonifica, pensando che la vicinanza con la Regione potesse favorire la messa in campo di progetti operativi in tempi certi in realtà anche in questo campo poco si è mosso. Venerdì avremmo voluto avere un’interlocuzione con il Presidente Giani, ma purtroppo per l’ennesima volta questo non è stato possibile. A questo punto ci domandiamo se per avere un incontro con lui e la sua giunta dobbiamo andare noi a manifestare sotto i suoi uffici a Firenze.    Sono mesi che continuiamo a chiedere con forza impegni da parte delle istituzioni per adottare un piano di interventi per risollevare le sorti del nostro territorio ed è inaccettabile questo atteggiamento da parte della Regione che appare sorda ai nostri appelli. I tanti tavoli di crisi aperti, come ad esempio Imm, non hanno ancora ad oggi trovato soluzione. Il tavolo sulla sicurezza non ci vede partecipi come attori territoriali in quanto il Sig. Prefetto, ripetutamente da noi coinvolto, non ha mai ritenuto opportuno convocarci assieme alle altre istituzioni che si riuniscono nella commissione da lui creata, ma gli incidenti sul lavoro aumentano e i ritmi di lavoro soprattutto nei settori della nautica e del lapideo sono inammissibili. Così come non ha avuto alcuna continuità il tavolo sui fabbisogni formativi. La pandemia – aggiungono –  ha messo in evidenza tutti i limiti di un sistema sanitario che nel corso degli anni è stato drasticamente impoverito, serve uno sblocco delle assunzioni per arrivare a fine anno con un saldo tra i nuovi ingressi e le uscite che non sia negativo”.

“Per questi motivi – chiudono Gozzani, Figaia e Borghini – unitariamente con lo scopo di porre un argine all’impoverimento materiale e al degrado civile del territorio, continueremo le nostre iniziative sindacali  che ci vedranno impegnati in un attivo unitario nella giornata del 6 dicembre”.