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Piano integrato del Parco, le associazioni ambientaliste: «Nel redigerlo si rispettino gli obblighi di legge»

In una lettera diverse realtà del territorio chiedono di tener conto delle disposizioni che consentano una meno drammatica convivenza tra Parco e attività estrattive

MASSA-CARRARA – Il Pip (Piano Integrato del Piano) continua ad essere al centro dell’attenzione da parte delle associazioni ambientaliste. In una lettera indirizzata al Parco delle Alpi Apuane e alla Regione Toscana, un gran numero di realtà del territorio (Amici della Terra, Apuane Libere, Athamanta Carrara, CAI Carrara, CAI Lunigiana, CAI Massa, CAI Toscana, Chico e Marielle (Arci), Comitato Provinciale ARCI, FFF Carrara, GrIG Presidio Apuane, Italia Nostra Apuo-Lunense “L. Biso”, Italia Nostra Massa-Montignoso, La Pietra Vivente, Sentieri Liguri Apuani, WWF Alta Toscana, WWF YOUng) chiede, in sostanza, che nella stesura definitiva del piano siano tenute presenti alcune disposizioni di legge che consentano una meno drammatica convivenza, a danno di ambiente e paesaggio, tra Parco e attività estrattive. Una decisione maturata dopo l’incontro che si è tenuto martedì 26 ottobre in Prefettura a Massa, durante il quale le associazioni hanno fatto presenti le richieste a al Presidente del parco Alberto Putamorsi, agli architetti Cinquini e Puccini e all’ufficio Tecnico del Parco.

“Le associazioni e realtà ambientaliste in calce – si legge nel documento – considerato che: l’art. 142 “Aree tutelate per legge” del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio ha per oggetto la tutela, in particolare, delle montagne sopra i m.1.200, dei parchi e dei territori di protezione esterna ai parchi, dei boschi, delle aree a uso civico, delle zone umide, dei fiumi e corsi d’acqua; il Codice dell’Ambiente vieta l’apertura di cave in diretta corrispondenza delle sorgenti e tutela le acque carsiche e di superficie; la legge sugli usi civici vieta l’apertura di cave in queste zone (L. 168 del 20 XI 2017 art. 3) (da integrare con art. 63 bis L. 108 29 luglio 2021), e che, in forza dell’art. 24, comma 1, della Legge Regionale 65/1997, “Il Parco promuove la verifica sulla consistenza degli usi civici nel suo territorio”; il PIP deve conformarsi al PIT/PPR, chiedono che: il Piano del Parco rediga la cartografia delle aree comunali e di uso civico come da obblighi di legge; il Piano del Parco istituisca l’area cuscinetto tra le Aree Contigue di Cava (ACC) e i siti rete natura 2000, come previsto dalla normativa europea; il Piano del Parco non preveda l’apertura di nuove cave a cielo aperto e in galleria, né l’ampliamento di cave già attive che violino i punti a, b; la cartografia del Parco, in base alla quale si modificano i perimetri delle ACC, deve essere quella della LR 65/1997, al fine di evitare l’immediata decadenza del P; Il piano del Parco non preveda nuove ACC, a maggior ragione se in zone ZPS e ZSC e di uso civico”.