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A Fivizzano nasce l’Associazione Culturale “Terre dei Bianchi e Terre dei Bosi”

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FIVIZZANO – Un gruppo di cittadini Fivizzanesi amanti del territorio della sua storia, della sua cultura e delle sue
tradizioni ha dato vita ad una associazione culturale che porta nel nome il riferimento ai signori che governando Verrucola e Monte dei Bianchi hanno rappresentato la totalità del territorio di Fivizzano. L’obbiettivo dell’Associazione è quello di andare a valorizzare gli enormi “giacimenti culturali” che sedimentano, dimenticati o nascosti, tra le pieghe delle nostre vallate per trasformarli in valore identitario riannodando così le maglie dell’armatura culturale del territorio.

L’associazione Terre dei Bianchi e Terre dei Bosi sarà uno spazio sociale dove mettere a fattor comune capacità, conoscenze e passioni dei singo,li finalizzato a creare benefici per tutti; un incubatore di esperienze legate tra loro dal filo conduttore di un passato da riscoprire e di un presente da condividere. Un luogo di regole, consapevolezze e competenze, acquisite o da costruire assieme, comunque arricchito dalla presenza di ciascuno.

Un viaggio formativo tra i nomi, gli usi, i costumi, la cultura, le curiosità e le testimonianze di ciò che è stata la nostra comunità dando a chiunque lo vorrà, la possibilità di leggere tra gli angoli delle nostre vie, sui tetti delle nostre case, nei gesti sapienti ripetuti da secoli la storia e la vita dei nostri antenati.

Una via per riscoprire il nostro passato, a volte nobile altre meno, nella consapevolezza che una comunità con solide radici nel terreno si proietta nel futuro con passo sicuro, potendosi permettere di pensarlo migliore.

Un percorso iniziale scandito nei suoi primi passi dalla riscoperta di una filiera scomparsa come quella della canapa, dal piacere di ripercorrere le vie di collegamento fra i paesi, dal sentirci raccontare dell’avventurosa vita di Carlo Del Prete, delle gesta di Spinetta Malaspina o delle testimonianze del Risorgimento di Amelia Sarteschi Calani Carletti.

Un cammino più lungo, forse, alla scoperta dei beni comuni, allo loro valorizzazione e ripristino, alla creazione di un tessuto connettivo che li includa nelle cose di cui conoscere il passato per accompagnarle orgogliosamente nel domani.

Il traguardo lontano di una infrastruttura sociale attraverso cui ognuno possa esprimere un sè compiuto pe testimoniare, ieri oggi e domani, la vita dei protagonisti delle nostre vallate: coloro che ne amano le fragilità e, vivendole, se ne prendono cura.

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