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Tpl, scontro tra Ctt Nord e Autolinee Toscane. L’ex gestore: «Basta falsità sul nostro conto: facciamo chiarezza»

"Non possiamo tollerare che si possa anche solo pensare che la Ctt Nord abbia ostacolato il subentro". Bechelli (Autolinee Toscane): "Dispiaciuti per i toni usati dal presidente, non ne capiamo i motivi"

TOSCANA – E’ scontro tra l’ex gestore di trasporto pubblico locale Ctt Nord e l’attuale Autolinee Toscane, subentrato dal 1° novembre. In una lettera aperta inoltrata anche al presidente della Regione Eugenio Giani e ai consiglieri regionali, esordisce così il presidente di Ctt Nord Filippo Di Rocca: “Nessuno può infangare l’onore della CTT Nord srl e di tutti coloro, che a diverso titolo, hanno contribuito a garantire, nonostante le mille difficoltà (non ultima la pandemia), l’erogazione del trasporto pubblico locale sino al 31 ottobre 2021. Da alcuni giorni continuiamo a leggere sulla stampa dichiarazioni ed affermazioni da parte del nuovo gestore semplicemente inaccettabili e allora proviamo a fare un po’ di chiarezza. Autolinee Toscane ha un compito impervio da assolvere: far fronte all’erogazione del servizio come gestore unico di tutta la Regione Toscana. Ad Autolinee Toscane va tutta la nostra comprensione. Quello che non possiamo tollerare è che si possa anche solo pensare che la Ctt Nord srl abbia ostacolato il subentro. Questo proprio no, perché sarebbe sostenere una falsità, una grave falsità”.

Ctt va per ordine e fa chiarezza. Partendo dalla gara che – afferma con franchezza l’ex gestore – “è stata pensata male e ancora peggio progettata: è bene chiarire ancora una volta che la gara non prevedeva la cessione delle aziende toscane al vincitore ma solo, e sottolineiamo solo, la cessione dei beni a loro appartenenti. Quindi le aziende, tra cui CTT, dovevano cedere (e lo hanno fatto a fine luglio) tutti i loro beni destinati al TPL (autobus, officine, uffici, attrezzature…) ad Autolinee Toscane alla quale tutto il personale doveva essere trasferito (come è stato fatto). Non dovevano essere trasferiti i contratti (salvo quelli di locazione) non dovevano essere trasferite liste dei fornitori.
Non doveva essere trasferito il know-how aziendale. Anche perché ci domandiamo che senso avrebbe avuto consentire che Autolinee Toscane (piccola società con pochissima esperienza ed appena 30 dipendenti) si sia potuta presentare alla gara “regionale” grazie all’avvalimento integrale della propria capogruppo – RATP- se poi proprio RATP non fosse stata tenuta a mettere a disposizione di AT, al momento dell’avvio del servizio, la propria ultradecennale esperienza nel settore del trasporto pubblico parigino. Quello che è certo è che, secondo la gara, solo la proprietà dei beni doveva essere ceduta e così è stato fatto: pertanto AT sapeva sin dalla pubblicazione della gara che sarebbe arrivato un momento in cui avrebbe avuto in mano non l’azienda nella sua interezza, ma solo i beni da
organizzare per rendere il servizio. La CTT ha deciso, d’accordo con i suoi soci, di prestare la massima collaborazione ad Autolinee Toscane, sottolineiamo la “massima” collaborazione. Come chiamare il fatto che sono state trasferite, su accordo delle parti, le liste degli abbonati, via via aggiornate ed è prevista un’ulteriore verifica nei prossimi giorni?
Come chiamare il fatto che già dal 18 ottobre (sebbene noi avessimo dato la disponibilità sin dal 1° ottobre) una cooperativa privata opera per conto di AT presso le nostre biglietterie per vendere abbonamenti e biglietti del nuovo gestore e che noi progressivamente abbiamo cessato di vendere i nostri, il tutto ancor prima del subentro? Come chiamare il fatto che prima del subentro il nostro servizio commerciale segnalava ad AT che già prima del 1 novembre presso gli sportelli da quest’ultima gestiti, si erano formate file di utenti e che sarebbe stato utile prendere immediatamente provvedimenti per evitare disagi nei giorni a seguire il subentro? Come chiamare il fatto che per circa due mesi il “nostro” personale ha svolto decine di riunioni e centinaia di ore di corsi di formazione con AT in orario di ufficio? Come chiamare il fatto che sono stati sostituiti gli autisti che andavano in pensione prima del
subentro e ciò affinché AT potesse utilizzare personale già formato nella difficile transizione, acuita dalla questione Green Pass? Come chiamare il fatto che abbiamo permesso a nostro personale con funzioni apicali di passare ad AT prima del subentro? Come chiamare il fatto che a metà settembre ci siamo fatti integralmente carico senza eccezione
o rivendicazione alcuna, dell’organizzazione del servizio scolastico degli studenti medi, tutto lavoro lasciato in eredità ad AT? Come chiamare il fatto che abbiamo passato ad AT i nostri gestionali mettendo loro a disposizione
tutto il possibile salvo ovviamente quanto la privacy ci impediva di fare? Potremmo continuare sino a tediarvi, ma per comprendere che ciò è stato fatto basta guardare la pubblicità di Autolinee Toscane che recita chiaramente: “stessi orari stessi prezzi stessa fermate stesse linee” (pubblicità che capeggiava sui giornali toscani già il 2 novembre scorso) se non ci fosse stata questa collaborazione ovvio che queste parole non potevano essere spese dal nuovo gestore”.

L’ex gestore prosegue poi nel suo attacco ad Autolinee Toscane: “Avrebbe potuto mantenere sul territorio gli stessi responsabili territoriali del servizio almeno nella fase di start-up invece, come pare aver fatto, di averli cambiati proprio il giorno del subentro; potremmo dire che non ci ha aiutato nella gestione del servizio di “scuola bus” (fuori dal perimetro di gara) rischiando di lasciare a casa i ragazzi il 2 novembre; ancora potremmo menzionare la vicenda delle paline elettroniche (per CTT la questione vale oltre mezzo milione di euro) che vediamo spente sui marciapiedi delle nostre città e che la Regione non ha obbligato Autolinee Toscane ad acquistarle come, a nostro avviso,
avrebbe dovuto fare (se la Regione non cambierà posizione, dovremo introdurre un giudizio che ristabilisca le nostre ragioni). La favola della emersione di “tratte fantasma extraurbane” che avrebbe comportato l’aumento dei prezzi dei biglietti suscita l’ilarità di chi legge e merita solo poche parole di replica: il programma di esercizio è noto ad Autolinee Toscane fin dalla partecipazione alla gara ed è allegato al contratto di concessione”.

Infine Ctt propone di “mettere da parte le argomentazioni fallaci e le sterili polemiche volte a dare la colpa a chi c’era prima, perché diversamente partirebbero cause e contro cause e CTT è stufa di tutto ciò”. “Cerchiamo invece di assumere nuovamente una veste istituzionale – si chiude la lettera – caratterizzata da serietà e spirito collaborativo, per il bene dei cittadini e dei molti turisti che hanno ripreso a visitare la nostra straordinaria regione. Noi siamo pronti, come sempre, a qualsiasi confronto per risolvere le molte questioni rimaste ancora in sospeso”.

Bechelli (Autolinee Toscane): “Dispiaciuti per i toni usati dal presidente di Ctt, non ne capiamo i motivi”

“Dispiace per i toni usati dal presidente Ctt e non ne comprendiamo i motivi. Con la volontà di superare polemiche sterili ed inutili, nelle settimane precedenti e in queste primissime ore di gestione, anche di fronte a criticità strutturali ereditate, non abbiamo mai citato nessuna azienda uscente, perché totalmente concentrati sull’organizzazione di un subentro complesso”. Questa la risposta a Ctt dell presidente di Autolinee Toscane Gianni Bechelli. Il presidente ricorda come il passaggio di gestione abbia comportato anche “il passaggio dei beni essenziali per un investimento di oltre 200 milioni e quelli degli oltre 5mila dipendenti, il cui contributo è stato essenziale per la gestione del servizio in continuità”.

Autolinee Toscane ricorda che “l’insufficienza dei mezzi, le condizioni di alcuni di questi e la carenza di personale erano fatti già noti ma che è stato possibile affrontarli solo al momento del subentro: noleggiando oltre 60 bus, assumendo oltre 100 conducenti. Reazione immediata resa possibile anche grazie alla collaborazione di alcuni gestori uscenti, in particolare CTT Nord, la cui disponibilità nelle settimane precedenti al subentro è stata pubblicamente da noi riconosciuta. Una disponibilità reciproca, ovviamente, fatta nell’interesse esclusivo del servizio e dei passeggeri ed anche inaspettata, visto che proprio per la passata mancanza di collaborazione, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha aperto un fascicolo che si chiuderà il prossimo anno, dopo marzo”.

“Proprio ai passeggeri ci siamo rivolti sulla questione di alcune tratte extraurbane – spiega ancora Bechelli – che, in questi primi giorni, non risultano coerenti con le tariffe, a causa di incongruenze riscontrate rispetto ai dati che ci sono stati concessi. A tutti loro abbiamo chiesto di segnalarci ogni difetto, prevendendo il rimborso per coloro che ha causa di questo disguido hanno pagato una tariffa superiore del previsto così come abbiamo ricevuto al tempo stesso segnalazioni di utenti che precedentemente pagavano in eccesso (e ringraziamo per la segnalazione). Con l’occasione si precisa di nuovo che non c’è stato alcun aumento di tariffe, né sul servizio urbano, né extraurbano visto che la disciplina tariffaria applicata è quella contrattuale e non può essere in alcun modo modificata. Eventuali ricavi superiori andrebbero obbligatoriamente a riequilibrio a favore della Regione Toscana”.