Quantcast
LiguriaNews Genova24 Levante News Città della Spezia Voce Apuana

Sanac, tutta la politica apuana in piazza a fianco dei lavoratori: «Serve un impegno reale del governo» foto

Al corteo di operai e sindacalisti tutti i rappresentanti istituzionali del territorio: «La vicenda Sanac va vissuta come punto centrale della sopravvivenza economico-occupazionale della provincia»

Più informazioni su

MASSA – La protesta parte dei lavoratori e da chi li rappresenta. Sono loro a guidare il corteo, con i loro striscioni, le bandiere e i cori: “Giù le mani dalla Sanac”, gridano. Vogliono farsi ascoltare da chi è lì a pochi passi da loro. Perché allo sciopero generale dell’industria è presente anche la politica tutta: da ogni parte, e ad ogni livello. “Tante volte ho visto le istituzioni assenti da questa partita – dichiara il consigliere regionale del Pd Giacomo Bugliani – oggi la Regione Toscana è qui a fare sentire forte la sua presenza. La vicenda Sanac va vissuta come punto centrale della sopravvivenza economico-occupazionale della provincia. La situazione è complessa, articolata e difficile e solo l’impegno reale del governo può portare a un esito felice”.

“La politica va distinta per ruoli e per luoghi – afferma il presidente della provincia e sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti – io posso fare ben poco, se non stare qui a manifestare insieme agli operai, perché quando si parla di lavoro e di famiglie il sindaco è presente. Le competenze però stanno da un’altra parte, noi non possiamo far altro che sollecitare. Questo comune non si può permettere di chiudere una fabbrica come questa, con decine e decine di operai, un indotto importante e una storia alle spalle. L’invito che possiamo fare noi è quello di parlare con tutti i vertici e di sensibilizzare gli ambiti più alti di noi a risolvere il problema”.

Presente anche l’amministrazione comunale di Massa. “Dobbiamo continuare a mantenere alta l’attenzione sulla vicenda – sottolinea il vicesindaco Andrea Cella – e a interessare, ognuno per la propria fazione politica, i rispettivi referenti. Il territorio unito deve farsi sentire e chiedere a gran voce una risposta”. E ci sono anche i consiglieri di opposizione, tra cui Luana Mencarelli del Movimento 5 Stelle: “Siamo vicini a tutti gli operai che stanno soffrendo e che da anni combattono per avere almeno un po’ di chiarezza – afferma – La politica dovrebbe iniziare ad adottare strumenti e strategia. Tutta la politica, compreso il mio partito”. A rappresentare il Movimento 5 Stelle di Carrara c’è invece il presidente del consiglio comunale Michele Palma: “E’ giusto che la provincia sia unità su temi così importanti. Queste vertenze, infatti, riguardano lavoratori non solo di Massa, ma anche di Carrara. Parliamo di due territori molto interconnessi, perciò è bene ragionare tutti insieme come provincia”.

“La politica deve dare risposte più concrete – sostiene il deputato di Italia Viva Cosimo Ferri – perché sinora si sono visti pochi risultati. Occorre fare più sinergia, questo deve essere il momento per trarre delle conclusioni. Occorre ridare certezze a questi lavoratori e famiglie, ma soprattutto a un intero tessuto economico”. Per la deputata del Pd Martina Nardi “la vertenza Massa e Massa Carrara deve diventare centrale sia per le nostre istituzioni locali, sia per il tavolo della Regione che si appresta a far arrivare a Roma le proposte toscane per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Come parlamentare eletta dai cittadini di Massa Carrara – afferma Nardi – ho già dato la mia piena disponibilità e continuerò a farlo affinché, al di là delle differenti posizioni politiche, si possa arrivare alla definizione di un pacchetto condiviso, anche con le parti sociali, di progetti e iniziative da portare a Firenze su cui del resto già aveva iniziato proficuamente a lavorare il Presidente della Provincia Gianni Lorenzetti”.

Nel frattempo dalla Regione assicurano di seguire con attenzione la vicenda. “Siamo vicini – ha detto il presidente della Regione, Eugenio Giani – ai lavoratori della Sanac e presto incontrerò le loro rappresentanze sindacali per fare il punto della situazione. Sono anche in contatto con la viceministra allo Sviluppo economico, Alessandra Todde, che da mesi segue la vicenda. La richiesta che le ho formulato è che si possa replicare per la Sanac la stessa soluzione scelta per Ilva, di cui Sanac è fornitrice. Insomma credo sia necessario pensare ad un ingresso di Invitalia in Sanac, così da assicurare all’azienda un futuro di garanzie produttive e occupazionali, senza che – per i refrattari – si scelga di ricorrere ai mercati esteri, potendo contare su stabilimenti di produzione italiani, in primo luogo, ma non soltanto, su quello apuano”.

“Ciò di cui si avverte sempre più la necessità – puntualizza il consigliere del presidente Giani per il lavoro e le crisi aziendali, Valerio Fabiani – è un intervento diretto del Governo sull’intera filiera della siderurgia italiana: è servito a Taranto e a Piombino e serve anche a Massa Carrara. L’acciaio italiano o si salva tutto insieme o non si salva: non è possibile intervenire sui singoli pezzi, come se il loro futuro fosse indipendente da quello degli altri soggetti. E, all’interno del “pianeta acciaio” italiano, Sanac è una delle componenti fondamentali”.

Lo stesso Valerio Fabiani alla fine dello scorso mese di settembre aveva incontrato, presente il sindaco di Massa, i sindacati apuani e le Rappresentanze sindacali unitarie della Sanac. In quell’occasione aveva chiesto la creazione di un tavolo nazionale, una richiesta che rimane valida anche oggi, in attesa della definizione dell’assetto societario e delle garanzie produttive che servono alla Sanac.

Più informazioni su