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Aggressione in centro, il Circolo dei Baccanali non ci sta: «Ricostruzione aberrante, scendiamo in piazza»

Dopo gli eventi di venerdì, il locale lancia un presidio, sabato 13 novembre alle 16 in via San Piero

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CARRARA – «Ciò che è avvenuto venerdì scorso in via San Piero davanti al Circolo dei Baccanali nasce da una voluta provocazione di un personaggio ben noto a tutta la cittadinanza carrarese. Se c’è stata aggressione, e c’è stata, è stata a questo spazio». Così scrivono dal Circolo dei Baccanali in risposta ai disordini accaduti nella notte di venerdì 5 novembre, per cui sono state denunciate cinque persone (qui). E aggiungono: «La narrazione dei fatti che è stata riportata pubblicamente è aberrante, premeditata, e chiaramente utile a spianare la strada della campagna elettorale alle porte dei soggetti coinvolti. Una ricostruzione funzionale alle destre locali che tentano di screditare realtà che da anni si muovono sul territorio per creare una comunità eterogenea, antifascista, antisessista e antirazzista».

«Dal 2012 – sottolineano – il Circolo dei Baccanali promuove aggregazione e cultura a Carrara, è un luogo aperto che attraverso la cura e la pratica quotidiana ha dato sostegno a soggetti migranti e a soggetti emarginati, e ha dato origine a progetti come ‘Adotta un vicolo’, che ha coinvolto artisti e artiste da tutto il mondo, contribuendo a contrastare il degrado e l’abbandono del centro città».

Il circolo rivendica dunque le proprie ragioni «per scendere in strada sabato 13 novembre alle ore 16 in via San Piero» e ribadisce: «Non è nel nostro intento riportare la minuziosa ricostruzione dei fatti che avrà luogo nelle sedi adeguate. Vogliamo, però, poter esprimere tutta la nostra solidarietà a chi è stato aggredito gratuitamente e ha subìto una denuncia basata su narrazioni totalmente pilotate da chi ancora porta avanti una visione fascista della società e le relative pratiche. Non possiamo fare finta di niente. Chiediamo, dunque, la solidarietà e la partecipazione di tutte le persone che rifiutano queste provocazioni e queste pratiche e di tutta la comunità che da anni sostiene lo spazio».

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