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Lavori in corso all’impianto del Cartaro, sopralluogo della commissione Ambiente foto

Il presidente Acerbo: «Riteniamo centrale il processo utilizzato per lo smaltimento dei materiali residui di potabilizzazione». La vicepresidente di Gaia, Consigli: «Attenzione massima da parte del gestore nell'esecuzione di tutte le azioni di tutela ambientale»

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MASSA – Sono in corso sull’impianto di potabilizzazione del Cartaro a Massa lavori di ammodernamento che riguarderanno tutte le fasi di trattamento: ieri, lunedì, la commissione Ambiente del Comune, guidata dal presidente Roberto Acerbo, ha fatto visita a quello che è il più importante potabilizzatore gestito da Gaia Spa e visionato lo stato di svolgimento degli interventi. Presenti sul posto anche la vice presidente di Gaia, Michela Consigli e l’ingegner Francesco di Martino, dirigente tecnico di Gaia per illustrare alla commissione le fasi degli interventi.

«Abbiamo constatato con soddisfazione la realizzazione di importanti interventi su questo impianto» ha dichiarato Acerbo. «Riteniamo anche centrale il processo utilizzato per lo smaltimento dei materiali residui di potabilizzazione. È stato infatti già realizzato da Gaia un impianto che permette di raccogliere e trattare le acque reflue derivanti dall’intero processo di potabilizzazione e successivamente inviarle all’interno di un silos decantatore, dove avviene la separazione della fase solida da quella liquida. I fanghi prodotti vengono ulteriormente disidratati mediante una filtropressa, e infine allontanati dall’impianto come rifiuto».

«Dopo i sopralluoghi dei mesi scorsi sui depuratori Lavello 1 e 2 e al laboratorio analisi di Gaia, oggi torniamo ad accogliere tutti i componenti della commissione ambiente al Cartaro, nell’ottica di garantire assoluta trasparenza di gestione di tutte le nostre infrastrutture. Ribadiamo l’attenzione massima da parte del gestore nell’esecuzione di tutte le azioni di tutela ambientale, siamo impegnati nella ristrutturazione degli impianti a noi in gestione, sia depuratori che impianti acquedotto. Sul Cartaro abbiamo preso l’occasione per anticipare interventi già programmati per dare immediata risposta alle esigenze del territori» ha dichiarato Consigli.

L’impianto del Cartaro nasce a fine degli anni ’70 dall’esigenza di mitigare i fenomeni di intorbidamento che interessano principalmente le “Sorgenti Cartaro Grandi”, a servizio dell’acquedotto di Massa. Nelle vicinanze dell’impianto, la commissione ha avuto modo anche di visitare le “Sorgenti Cartaro Piccole”, una serie di scaturigini raccolte all’interno di una galleria artificiale, che, non attraversando (a differenza delle grandi) una zona carsica, non necessitano della rimozione dei solidi sospesi.

«L’impianto di potabilizzazione – spiega Gaia – può trattare fino a 400 litri/secondo in caso di acqua “limpida” mentre, a seguito di eventi di torbida, la portata in ingresso viene ridotta a 200 lt/s, consentendo un maggior tempo di ritenzione nelle varie fasi di trattamento, quindi un più efficace processo di rimozione dei solidi sospesi. Il potabilizzatore è dotato di una linea di trattamento chimico-fisico che tratta le sole acque delle sorgenti grandi. Le acque delle sorgenti piccole, la cui portata è inferiore e compresa tra 50 e 30 lt/s, non vengono trattate dal potabilizzatore ma vengono convogliate nella vasca finale di disinfezione da dove, dopo essersi unite all’acqua potabilizzata delle sorgenti grandi, vengono convogliate all’acquedotto cittadino».

Attualmente sono in corso lavori di ammodernamento dell’intero impianto che interessano tutte le fasi di trattamento e che complessivamente ammontano a oltre un milione di euro. Tali lavori prevedono, tra le altre cose,  la manutenzione dei macchinari a servizio dei dissabbiatori; l’ammodernamento della batteria di filtrazione a sabbia “nuova”; la sostituzione del materiale filtrante e la realizzazione di nuovo sistema di estrazione dell’acqua filtrata diffusione della miscela acqua-aria di controlavaggio; la sostituzione completa dei carboni attivi; la realizzazione di nuovo impianto di disinfezione a biossido di cloro in sostituzione di quello a ipoclorito esistente, sia in fase di preclorazione che in fase di disinfezione finale. Anche il sistema di telecontrollo e automazione è in fase di aggiornamento, compresa l’integrazione dei segnali del nuovo impianto di disinfezione.

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