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Città “verdi”, Massa scende di sei posizioni e scivola in fondo alla classifica nazionale

Buone performance nei consumi idrici e nell'uso efficiente del suolo. Pessimi i risultati legati al tpl e ai rifiuti prodotti

MASSA – Massa agli ultimi posti nella classifica delle città più green. È quanto emerge dai dati della 28esima edizione del rapporto Ecosistema urbano di Legambiente, realizzato in collaborazione con Ambiente Italia. Trento si è riconfermata la prima della classe, con un valore di quasi 85 punti rispetto ai 100 che verrebbero attribuiti a un centro urbano ideale. Al secondo posto Reggio Emilia, al terzo Mantova. In fondo alla lista, dicevamo, in mezzo a diversi capoluoghi del sud, c’è anche Massa, precisamente al 98esimo posto (sei posizioni in meno rispetto al 2021/2020). Chiude la classifica Palermo al 105esimo posto.

Gli indicatori presi in esame per valutare le performance ambientali dei singoli capoluoghi di provincia sono 18. Andando ad analizzare come si è posizionata Massa rispetto a questi, le migliori prestazione risultano quelle legata ai consumi idrici (16esima posizione), uso efficiente del suolo (18esima posizione), e biossido di azoto (19esimo posto). Risultati discreti anche per quel che riguarda il Pm 10, per il quale Massa si colloca al 24esimo posto, e alberi in aree di proprietà pubblica, che vede il capoluogo apuano 34esimo in classifica. Pessime performance invece quelle legate alle vittime della strada (92), all’offerta di trasporto pubblico (95), all’ozono (98) e ai rifiuti prodotti (104esimo e penultimo posto).

I dati si riferiscono per lo più al 2020, anno del lockdown stringente che ha costretto le famiglie italiane a stare in casa per più di due mesi, circostanze che hanno ridotto di molto il traffico di auto. In generale, a livello nazionale, si osserva il crollo del trasporto pubblico locale (48% medio in meno di passeggeri) e la conferma del trend in diminuzione per i valori di polveri sottili, biossido di azoto e ozono. Cresce la raccolta differenziata (in media 59,3 percento, oltre un punto in più dell’anno precedente) e la disponibilità di piste ciclabili (da 8,65 a 9,47 metri equivalenti ogni 100 abitanti). Preoccupano invece i buchi nella rete idrica, con il 36% dell’acqua potabile che va disperso.