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Bonifiche, acquedotto e waterfront: ecco dove andranno i fondi del Pnrr a Massa-Carrara

Le linee di finanziamento per la Toscana si assestano già sulla certezza di oltre un miliardo e mezzo di risorse. Galassi (Cna Lunigiana): «La Lunigiana è pronta a progettare il futuro?»

MASSA-CARRARA – Scambiarsi tutte le informazioni del caso e rafforzare la capacità di fare progetti. Questo l’imperativo che si è data la Regione Toscana per l’utilizzo dei fondi dei Pnrr. Ieri mattina, al teatro La Compagnia, il presidente Eugenio Giani ha parlato alla platea dei sindaci e dei consiglieri regionali in vista di quello che sarà un “lavoro in rete” che la Regione condurrà con Anci e Upi, aggiornando sullo stato dell’arte delle linee di finanziamento in cui si articolano le sei missioni del piano. Linee che per la Toscana si assestano già sulla certezza di oltre un miliardo e mezzo di risorse.

La missione 1 del piano, che riguarda gli obiettivi di digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, comprende un intervento da 195 milioni a livello statale sommati a 250 milioni di fondo complementare per lo sviluppo delle competenze digitali. La missione 2 (Rivoluzione verde e transizione ecologica) prevede le bonifiche di siti orfani, tra cui anche la Buca degli Sforza di Massa, per un intervento complessivo da 43,3 milioni. Sempre nell’ambito della rivoluzione “green”, è prevista la realizzazione di nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di quelli esistenti, oltre a progetti faro di economia circolare. 80 milioni saranno destinati a garantire la gestione sostenibile delle risorse idriche lungo l’intero ciclo e il miglioramento della qualità ambientale delle acque interne e marittime: questi comprendono opere di riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua e investimenti in fognatura e depurazione. Degli obiettivi green fanno anche parte il rinnovo parco autobus, il rinnovo parco rotabile treni, progetti irriguo, la ciclovia tirrenica e quella del sole, la linea tranviaria 4.2 (tratta Le Piagge-Campi Bisenzio), la ciclovia urbana Firenze-Pisa-Siena e interventi sul sistema tramviario di Firenze. La missione 2 comprende un piano di sostituzione di edifici scolastici e interventi di riqualificazione energetica per circa 48 milioni complessivi di opere, mentre la missione 3 è quella che riguarda le infrastrutture e la mobilità sostenibile. E’ qui che rientra il progetto Waterfront di Marina di Carrara: 10,17 milioni di intervento dal Fondo Complementare. Per quanto riguarda l’area Istruzione e Ricerca (missione 4), il piano comprende, tra gli altri, la messa in sicurezza e la riqualificazione dell’edilizia scolastica, lo sviluppo del sistema di formazione professionale terziaria. Nel campo dell’inclusione sociale, 162 milioni saranno destinati a 11 progetti sulla qualità dell’abitare (Pinqua), 93,46 alla riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica e 15 milioni agli investimenti sulle aree interne. Infine, la missione 6 (salute) prevede 183 milioni per 77 case di comunità, 23 ospedali di comunità e 37 centrali operativi, 118 milioni per l’adeguamento antisismico degli ospedali, 67 per l’ammodernamento delle attrezzature e 82 per la digitalizzazione DEA I e II livello.

Gli interventi a Massa-Carrara

Della missione 2 (rivoluzione verde e transizione ecologica) fanno parte le bonifiche di siti orfani, la cui individuazione è affidata alla Regione stessa. Una prima ipotesi di ripartizione su 9 siti è quella che include anche la “Buca degli Sforza” a Massa. Questi gli altri siti: (Ex Metalcromo (Barberino Tavernelle – FI); Ex Decoindustria (Cascina – PI); Ex cava Paterno (Vaglia – FI); Ex area Mineraria Pietrasanta –-Buca della Vena; Ex Miniere Rio e Rio Albano (Rio Marina – LI); Ex aree minerarie (Capoliveri – LI); Brusigliano (Pistoia); Buca degli Sforza (Massa); Villa Grande dei Boschi (Rapolano Terme – SI). Dei progetti green fa parte anche il MasterPlan acquedotto Lunigiana per l’interconnessione dei sistemi di Aulla e Fivizzano, intervento da un milione e 150 mila euro di cui oltre un milione finanziati tramite Pnrr.

Nell’ambito della Missione 3, invece, (Infrastrutture per una mobilità sostenibile) le autorità di sistema portuale (l’AdSP del Mar Ligure Orientale per i porti de La Spezia e Marina di Carrara) saranno i soggetti attuatori degli interventi per la sostenibilità ambientale dei porti (green ports) e per la digitalizzazione della catena logistica. In quest’area rientra il progetto Waterfront al porto di Marina di Carrara, cui è associato un investimento da 10,17 milioni.

Galassi (Cna Lunigiana): “La Lunigiana è pronta a progettare il futuro?”

Sui bandi e i fondi Pnrr per quel che riguarda la Lunigiana è intervenuto Roberto Galassi, presidente di Cna Lunigiana. “Bandi che stentano a decollare, svariate centinaia di migliaia di euro pronti per essere spesi in presenza di una progettualità e tanti nuovi finanziamenti da intercettare nei prossimi anni con il piano di ripresa e resilienza nazionale. La Lunigiana è pronta a progettare il futuro?”, chiede il presidente in una nota, non nascondendo la sua preoccupazione di fronte alla difficoltà degli attori del territorio di fare squadra “per costruire, senza bandiere, un progetto autorevole, coordinato e di prospettiva per la Lunigiana”. Molte delle risorse sono infatti destinate alle arre interne e marginali, come la Lunigiana, appunto. “Il territorio – continua Galassi – è preparato per programmare ed affrontare in maniera unitaria il percorso per ottenere i finanziamenti previsti dal PNRR? La Lunigiana è carente dal punto di vista della mobilità e dei servizi. E’ la più grande occasione che questo territorio ha per cambiare passo”. Cna teme per l’incapacità dimostrata, fino a qui, “di spendere le risorse a disposizione”: “La Lunigiana, spiega – e la vicina Garfagnana, hanno a disposizione, attraverso linee specifiche addirittura risalenti al 2013, di 9 milioni di euro destinati alla mobilità, alla telemedicina ed altri servizi. In Garfagnana riescono a fare sistema, in Lunigiana meno. Il risultato è che la telemedicina, per esempio, durante la pandemia per molti territori della vasta Lunigiana avrebbe fatto comodo. Per non parlare in termini di servizi ed occupazione non sviluppati”. Da qui l’appello agli attori del territorio: provincia, comuni, unione dei comuni e Regione Toscana per “costruire un percorso di condivisione e progettualità che contribuisca, nel concreto, allo sviluppo e alla crescita della Lunigiana”: “ci sono tanti soldi sul tavolo nei prossimi anni ma senza progetti e senza una cabina di regia che li guidi resteranno solo un miraggio. – conclude Galassi – La Lunigiana deve dimostrare ora di saper essere unita e di avere una visione complessiva della direzione che intende prendere”.