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Sanac, l’Usb: «Acciaierie d’Italia non è la soluzione». Venerdì 12 sciopero provinciale

Zucchelli (Massa-Carrara in Azione): «Interpellanze portano a poco. Necessario un tavolo istituzionale tra Governo, Regione, Provincia, Comuni, Consorzio ZIA, Camera di Commercio, Associazioni datoriali e dei lavoratori»

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MASSA – “E’ evidente che Arcelor Mittal non è la soluzione per Massa, non è la soluzione per Taranto, non é la soluzione per Genova, non è la soluzione per l’acciaio”. Queste le parole dell’Unione Sindacale di Base di Massa riguardo alla situazione di Sanac, l’azienda massese abbandonata, di fatto, dalla ex Arcelor Mittal (ora Acciaierie d’Italia) che avrebbe dovuto rilevarla. “Dopo mesi di promesse e passarelle siamo venuti a conoscenza della mancata acquisizione di Sanac – scrivono in una nota dall’Usb – All’ultimo incontro tenutosi; di fatto, nonostante le “rassicurazioni” del Ministro Giorgetti e gli accordi precedentemente presi con Acerol Mittal, che non dimentichiamolo, continua a beneficiare di importanti aiuti statali, l’incontro programmato è andato deserto. 350 operai totali del gruppo SANAC, di cui 110 nello stabilimento di Massa si trovano di fatto a rischio licenziamento. Continua quindi la carrellata desertificante del nostro sistema produttivo ed industriale, con importanti ripercussioni non solo per queste famiglie ma per l’intera comunità cittadina tutta, già pesantemente colpita da un alto tasso di disoccupazione dilaniante. Per l’ennesima volta ci troviamo quindi a condannare l’atteggiamento predatorio e poco affidabile di una multinazionale che sul territorio nazionale ha già dimostrato di non essere un soggetto consono al garantire garanzie e certezze per i lavoratori e le lavoratrici di questo settore.
E’ evidente che Arcelor Mittal non è la soluzione per Massa, non è la soluzione per Taranto, non é la soluzione per Genova, non è la soluzione per l’acciaio”

“C’è bisogno di un piano straordinario – suggeriscono dall’Unione Sindacale di Base – di un intervento pubblico in economia, in questo caso in un settore strategico come quello dell’acciaio. C’è bisogno che si torni a parlare di nazionalizzazione. Nazionalizzare l’acciaio vuol dire mettere insieme dalle ferriere, da Genova, a Taranto, a Piombino, cambiamo rotta. Oggi in Italia contiamo oltre 150 tavoli di crisi aperti al Ministero dello Sviluppo Economico che continuano a non trovare risposta da parte del governo. Pensiamo allora sia giunto il momento di dare seguito all’importante esperienza di lotta messa in campo dai compagni del collettivo di fabbrica della Gkn di Campi Bisenzio e insorgere. Perché la Sanac non può e non deve essere una nuova eaton!”.

La Usb annuncia di aver deciso di aderire alla manifestazione di venerdì 12 novembre alle 9.30 di fronte ai cancelli della Sanac e di indire sciopero provinciale in tutto il settore privato per l’intera giornata lavorativa: “Saremo al fianco dei lavoratori Sanac e invitiamo tutti i nostri iscritti, i lavoratori le lavoratrici, i precari, gli studenti, i disoccupati della nostra città ad unirsi a questa lotta”.

Sciopero a cui aderirà anche il Movimento Giovanile della Sinistra di Massa Carrara, come rende noto il movimento stesso attraverso una nota: “La recente vicenda Sanac è solo l’ultimissima fase di una fallimentare politica industriale locale, da troppi anni la nostra zona è orfana di una qualunque prospettiva di sviluppo, dovendo inoltre subire la pesante eredità dal punto di vista ambientale e sociale delle fabbriche chimiche dismesse. La manifestazione di venerdì 12 deve segnare una svolta a livello politico e sociale per la nostra provincia, per poter arrivare a questo, come MGS ci rivolgiamo a tutti i giovani e a tutte le forze politiche giovanili e studentesche che, prendendo parte alla manifestazione operaia, potranno daranno forza anche alle loro rivendicazioni circa un futuro dignitoso nel nostro territorio, dimostrando di avere ben presente  che le istanze dei lavoratori e degli studenti vadano affrontate congiuntamente per dare forza a entrambe le battaglie”.

Massa-Carrara in Azione: “Necessario un mega tavolo istituzionale per delineare una strategia di uscita”

Sulla situazione dell’azienda massese sono intervenuti anche da Massa-Carrara in Azione. “Il problema Sanac è un problema cruciale per il nostro territorio – afferma il coordinatore provinciale Giacomo Zucchelli -. È l’ennesima crisi industriale che si abbatte sulla nostra provincia. A rischio ci sono, non solo i 110 dipendenti dello stabilimento di via Olivetti, ma anche quelli dell’indotto”. Da Azione fanno sapere di aver “ascoltato e letto le voci dei lavoratori, giustamente indignati e preoccupati per il loro futuro”. “Ma abbiamo anche ascoltato – proseguono – le voci dei politici di diversi partiti che fanno interpellanze ad ogni livello. Anche Azione Massa Carrara sta tenendo costantemente informato il senatore Richetti della situazione, ma crediamo che in questo momento fare interpellanze parlamentari sia solo un vecchio modo di fare politica e non porti soluzioni immediate. Sarebbe facile per Azione fare un’analisi su quanto accaduto. Sarebbe quindi facile, per noi, individuare i responsabili di questa situazione e chi, invece, aveva cercato delle soluzioni. ma non è nel nostro stile. Basta andare a vedere chi ha gestito la vertenza Ilva dal 2017 ad oggi e con quali risultati. Quello che interessa ad Azione è trovare soluzioni, e le soluzioni non si trovano chiedendo al Governo o alla Regione di fare la loro parte. Questo è quello che noi tutti ci auguriamo stiano facendo gli amministratori a tutti i livelli. Vogliamo sapere come e cosa stanno cercando”.

“La soluzione migliore sembrerebbe quella di una nuova gara internazionale – suggerisce il coordinatore provinciale – ma le tempistiche rischierebbero di portare Sanac e i suoi fornitori al fallimento o, nel caso migliore, a periodi di grossa crisi che avrebbe, comunque, gravi ripercussioni sull’economia della nostra provincia. È necessario un tavolo istituzionale tra Governo, Regione, Provincia, Comuni, Consorzio ZIA, Camera di Commercio, Associazioni datoriali e dei lavoratori, per definire una strategia di uscita che non sia una semplice toppa ai problemi attuali, ma crei realmente una strada percorribile per lo sviluppo e la sostenibilità economica ed ambientale della nostra Provincia. Crediamo che sia necessario iniziare a trarre le conseguenze delle trasformazioni che il sistema economico e produttivo sta avendo a livello globale e iniziare a verificare anche la fattibilità di altre soluzioni. Il susseguirsi di crisi industriali – conclude Zucchelli – è il sintomo di un sistema produttivo da ripensare: infrastrutture digitali da ammodernare, settori tecnologici di nuova generazione da attrarre per convertire le produzioni sulla transizione ecologica. Il prossimo decennio vedrà un aumento della richiesta di prodotti ecosostenibili a discapito di quelli tradizionali. Chi saprà costruire poli industriali capaci di soddisfare questo mercato avrà un futuro di occupazione e benessere”.

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