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Infermieri quasi dimezzati in 13 anni a Massa-Carrara: sono 500 in meno, è allarme personale

Nicola Andreani (Nursind): «Da 40 posti in rianimazione siamo scesi, negli ultimi anni, a nemmeno una ventina tra Lunigiana e Apuane». E sui controlli covid: test ogni 15 o 30 giorni sui sanitari

MASSA-CARRARA – Cinquecento infermieri in meno dal 2008 a oggi, una drastica riduzione dei posti letto (da 40 a 20 circa quelli di terapia intensiva) e una carenza generale di personale aggravatasi sempre di più negli ultimi tempi, paradossalmente proprio in concomitanza con la peggiore emergenza sanitaria da un secolo a questa parte. Questa la situazione oggi nel territorio della ex Ausl 1 Massa-Carrara. A fare il punto, contattato dalla Voce Apuana, è stato il segretario aziendale Nursind e Rsu Asl Nicola Andreani: “Siamo passati di 1200 infermieri del 2008 agli attuali circa 700. Tutto questo accompagnato da un taglio di posti letto che poi, con l’arrivo del Covid, sono stati riaperti per far fronte all’emergenza. Da 40 posti in rianimazione siamo scesi, negli ultimi anni, a nemmeno una ventina tra Lunigiana e Apuane. Con la pandemia siamo dovuti arrivare a quasi cinquanta: viene da pensare che, se fossero stati mantenuti i posti di allora, probabilmente avremmo avuto molti meno problemi”.

Sempre meno posti letto e sempre meno infermieri. In breve, il solito grande problema: i crescenti tagli alla sanità negli ultimi anni, mosse sulle quali il coronavirus – a caro prezzo – ha dato una lezione importante. Ma nonostante l’emergenza, le cose non sembrano essere cambiate. E come se non bastasse, adesso c’è anche un problema legato alle sospensioni del personale non vaccinato anche se, almeno su questo fronte, a Massa-Carrara la situazione sembra sotto controllo. “Sono pochissimi gli infermieri non vaccinati in provincia – fa sapere Andreani –, forse arriviamo a una ventina. Tra questi, la maggior parte non è stata vaccinata per patologie o particolari terapie che al momento impediscono la vaccinazione”. Dati, questi, confermati dal segretario Nursind Massa-Carrara Diego Vatteroni: “Il numero di infermieri apuani non vaccinati non preoccupa – spiega -: parliamo di poche decine. Onestamente, che un operatore sanitario faccia una scelta del genere, è qualcosa che proprio non riesco a comprendere”.

Nel frattempo il virus continua a circolare, anche tra i vaccinati, ma questa non è una novità. Del resto è ormai chiaro che la vaccinazione non è efficace al 100% contro l’infezione, ma previene in tutti i casi la malattia grave. “Essere vaccinato non significa non contrarre il virus, ma che la probabilità di ammalarsi, e soprattutto di sviluppare la patologia in fase acuta, si abbassa moltissimo – spiega ancora Andreani -. Se andiamo a fare una radiografia ai malati covid gravi notiamo queste polmoniti bilaterali, che nei vaccinati, al contrario, è difficilissimo si sviluppino. Al contrario, persone non vaccinate che conoscevo, purtroppo, l’hanno sviluppata e se ne sono andate”.

Il segretario aziendale scongiura poi l’ipotesi di scarsi controlli sul personale vaccinato: “Esiste per tutti – vaccinati o non vaccinati – la possibilità di effettuare un tampone di controllo gratuito ogni 15 giorni per i servizi h24 e ogni 30 giorni per i servizi h12″. Rispetto all’allarme lanciato a novembre 2020 dallo stesso Nursind, che aveva denunciato come gli infermieri apuani non venissero adeguatamente testati e di conseguenza esposti a un alto rischio di contagio, la situazione sembra essere migliorata, complice anche la fase di relativa tranquillità nelle strutture sanitarie. “A livello di protezione del personale si è alzato il livello – afferma infine Diego Vatteroni – indubbiamente anche il personale è più addestrato rispetto a prima, ed anche questo aiuta”.